18/11/2009 -
Perché la pornografia attrae tanto?
Perchè la pornografia attrae così tanto, e cosa
si può fare per fuggirne la tentazione?
Stefano
Risponde padre Maurizio Faggioni, docente di
teologia morale
Il lettore
pone una domanda davvero attuale, data la grande
facilità con cui è possibile accedere,
attraverso la televisione e internet, anche da
parte di minorenni, ad abbondante materiale
pornografico. Può essere spiegabile la
curiosità dei più giovani per la sessualità,
territorio per loro inesplorato, insieme
desiderato e temuto; spiegare, invece, perché la
pornografia attragga così tante persone adulte e,
a volte, con così tanta forza, è compito più
della psicologia che della teologia morale, ma
prendiamo volentieri spunto dalla lettera per
fare qualche considerazione sullargomento.
Se lattrazione per il sesso è una realtà
naturale e lesercizio della sessualità,
con il piacere connesso, mette in moto complessi
comportamenti negli animali finalizzati al
perpetuarsi di ciascuna specie, ma nelluomo
- creatura simbolica - questa naturale attrazione
per la sessualità si manifesta in modi peculiari
includendo anche il gusto di pensare, di parlare,
di immaginare, di guardare oggetti evocanti la
vita sessuale. Lequilibrio, il dominio di
sé, il buon gusto, il rispetto per la dignità
propria ed altrui e, soprattutto, la comprensione
dei valori profondamente personali della
sessualità umana che vanno ben oltre la semplice
genitalità permettono gestire e orientare
costruttivamente questa naturale attrazione per
le realtà sessuali evitando di cadere nel
pornografico, nel volgare, nel licenzioso, nello
sfruttamento egoistico dellaltro.
La parola pornografia deriva dal greco: pòrne
significa prostituta e graphèin significa
scrivere, dipingere, raffigurare. Letteralmente
il pornografo era, dunque, il raffiguratore di
prostitute o, comunque, di situazioni scabrose e
sessualmente provocanti. La pornografia ha lo
scopo di suscitare eccitazione sensuale
attraverso immagini sessuali esplicite e
ostentate nella loro cruda fattualità. Nella
pornografia si cerca limpressione della
sensibilità attraverso la percezione di oggetti
eccitanti. In essa la sessualità è fine a se
stessa e non si apre a significati personali
ulteriori. Nella pornografia non esistono storie
di persone, perché in essa vengono mostrati i
corpi in una ostinata e ossessiva ripetizione di
atti sessuali, avulsi da una relazione. Nella
pornografia la persona diventa oggetto, un
oggetto da possedere con lo sguardo. Giustamente
il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che
la pornografia «lede gravemente la dignità di
coloro che vi si prestano (attori, commercianti,
pubblico) poiché luno diventa per
laltro loggetto di un piacere
rudimentale e di un illecito guadagno. Immerge
gli uni e gli altri nellillusione di un
mondo irreale» (CCC 2354).
Non di rado il ricorso alla pornografia rientra
nella costellazione sintomatologica di quelle
alterazioni del comportamento sessuale che un
tempo erano dette perversioni e che oggi vanno
sotto il nome di parafilie: il ricorso alla
pedopornografia, per esempio, compare in molti
casi di pedofilia. Quando luso di materiale
pornografico diventa incontrollabile e occupa
buona parte della vita sessuale delle persone,
può rientrare nella cosiddetta dipendenza dal
sesso. In tale dipendenza i comportamenti
sessuali non sono finalizzati alla espressione di
una relazione interpersonale e alla ricerca sana
del piacere sessuale in essa, ma hanno la
precipua finalità di diminuire situazioni di
disagio e di ansia. Spesso la lunga
contemplazione del materiale pornografico sfocia
in atti masturbatori che servono a scaricare la
tensione lungamente accumulata, talvolta in ore
di frequentazione della pornografia e tali atti
solitari esprimono perfettamente quella negazione
della vera relazione implicita nella pornografia.
Il consumatore di pornografia, infatti, di solito
un maschio, sperimenta una sorta di timore per la
sessualità reale e si costruisce scenari
sessuali immaginari aiutato dalle immagini
pornografiche, ma senza farne una esperienza
concreta.
Si esce dal tunnel della pornografia prima di
tutto prendendo coscienza del problema e poi
ponendosi risolutamente e pazientemente, con
laiuto di persone esperte, in un itinerario
di rigenerazione e di cresciuta interiore.
Occorre individuare i nodi psicodinamici che sono
sottesi a questo comportamento, ricostruire la
stima di sé, superare la paura del confronto con
la realtà, aprirsi progressivamente ad una
relazione significativa ed emotivamente
coinvolgente con unaltra persona.
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