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In Dialogo il Teologo Risponde
a cura della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale


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Lo Spirito Santo, grande «sconosciuto»




Ci ha colpito l’articolo di Mariano Inghilesi, quando dice »Poche le chiese dove c’è un’immagine di chi dà la vita, fa risorgere, lo Spirito Santo, presente invece nell’abside in San Pietro a Roma». Lo Spirito Santo è poco pregato: perché la Chiesa non intensifica le preghiere? In fondo è lo Spirito che dà la vita, fa risorgere, infonde sapienza, guarisce...


Gino Galastri


Risponde Mariano Inghilesi, diacono, teologo biblico, docente di Sacra Scrittura.


Come mio solito, sono partito dalla vox populi ed ho chiesto a diversi cattolici praticanti: «Ma lo Spirito Santo è Dio?». Meno male che qualcuno ha detto prontamente: «Sì!», ma altri hanno mostrato perplessità, avevano paura di rispondere male, c’era anche chi lo riteneva non una Persona, ma la forza interiore di Dio, o un dio di serie B, anzi C, visto il secondo posto del Figlio nella Trinità. Già qui, non oso chiedermi che cosa avrebbero risposto i non praticanti…

Ho continuato: «Ma dove abita lo Spirito Santo?». Qui le perplessità si sono fatte più forti: pochi hanno risposto correttamente: «Dentro di noi, dal Battesimo!» (cfr Rm 8,9-11; 1Cor 3,16). Andando più in profondità ho constatato che per la mentalità comune il Battesimo è ridotto ad una «lavatrice» che lava i peccati, anzi, il solo peccato delle origini, visto che c’è stato anche chi ha aggiunto che per battezzare un adulto bisogna prima confessarlo… E com’erano convinti!

Ergo: pochissimi si ricordano che il nostro corpo ospita Dio Spirito Santo, che siamo un tempio dove abita la Terza Persona della SS. Trinità, proprio come una chiesa ospita al suo interno, nel tabernacolo, la Seconda, Gesù Cristo sotto le specie eucaristiche. Incredibile: tanti cristiani si sentono soli, vanno a cercare Dio lontano, a quello o quell’altro santuario, o chissà dove, dimenticandosi che non sono mai soli, perché Dio Spirito Santo abita dentro ciascuno di noi, e sottovalutando che nell’Eucaristia, presente e disponibile nella chiesa più vicina, c’è tutto Dio e tutta la sua potenza salvifica.

Lo Spirito Santo: fa tutto lui nella Chiesa! È il Continuatore e il Rifinitore di Cristo che, allo stesso tempo, porta a Cristo. È presente in ognuno dei sette sacramenti. Anche l’Eucaristia ha bisogno di Lui, visto che il presbitero, nel momento in cui stende le mani sul calice scoperto, prega il Padre che mandi lo Spirito affinché il pane e il vino diventino il corpo e il sangue di Cristo. È presente nella Parola di Dio, visto che è Lui che l’ha ispirata, come bene ribadisce la Dei Verbum. È presente nella preghiera: si faccia attenzione, nella liturgia le preghiere sono rivolte al Padre per il Figlio nello Spirito. Infatti, terminano: «Te lo chiediamo, Padre, per Gesù Cristo tuo figlio e nostro Signore, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli». Solo che troppo spesso questa finale è tagliata e viene detto soltanto: «Per Cristo nostro Signore». E così lo Spirito Santo si perde!

Quando lavoravo negli USA, dei cristiani protestanti mi hanno detto: «Voi cattolici, nelle vostre preghiere e nella vostra devozione, avete sostituito Dio Spirito Santo, del quale la Bibbia parla in abbondanza, con una creatura, la Madonna, della quale la Bibbia parla poco, visto che pregate molto più lei di Lui; ed anche le ricorrenze del vostro calendario liturgico annuale lo confermano, viste le numerose feste e solennità dedicate a lei e l’unica dedicata a Lui, la Pentecoste… più (ironico) un terzo della domenica dedicata alla Santissima Trinità…».

Tornando alla vox populi, quando ho chiesto: «Ma lo conoscete il rosario allo Spirito Santo? La coroncina rossa, con sette grani anziché i dieci del rosario mariano, cioè i suoi doni (sapienza, intelletto, consiglio fortezza, scienza, pietà, timore di Dio) ripetuti per sette volte anziché cinque?», la risposta non c’è stata: buio assoluto, per quel gruppo di persone è stata una sorpresa. Eppure, la coroncina, con tanto di libretto dei misteri la troviamo facilmente anche qui a Firenze.

Ha ragione il lettore: le preghiere allo Spirito Santo andrebbero intensificate e quelle che già si dicono nella liturgia andrebbero fatte capire meglio, valorizzate, spiegate.

Dal Credo, lo Spirito Santo è Signore, cioè Dio, è Lui che dà la vita (cfr Gv 6,63; 2Cor 3,6; Ga 6,8), che procede dal Padre «per mezzo» del Figlio (vecchia questione con gli ortodossi: quando fu formulata questa frase, al concilio di Costantinopoli del 381, visto che il precedente concilio di Nicea del 325 aveva affermato soltanto «credo nello Spirito Santo» senza specificare di più, il testo greco riporta per mezzo del Figlio, ma la traduzione in latino fu filioque, e dal Figlio), che deve essere adorato e glorificato con il Padre e il Figlio, e che ha parlato per mezzo dei profeti (cfr 2Pt 1,21).
Eh, sì! L’ultima parola su Lui deve venire da Lui stesso, cioè dalla Parola di Dio, che deve stare sempre alla base di ogni Teologia per non rischiare di sbagliare e fare egologia! Allora, ricordo i cinque riferimenti allo Spirito Santo presenti nel vangelo secondo Giovanni: è Gesù stesso che parla di Lui ispirato da Lui, il Paraclito, il nostro consolatore, amico e avvocato difensore:

Gv 14,15-17 Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.

Gv 14,25-26 Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

Gv 15,26-27 Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.

Gv 16,7-11 Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato.

Gv 16,12-15 Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

Ah, che respiro! E quanto avrei da commentare su questi testi stupendi! Ma ho fatto un’ultima domanda alla vox populi: «Ma una guarigione fatta da Padre Pio, l’ha fatta lui o lo Spirito Santo tramite lui?». «La seconda!», hanno detto all’unanimità. Meno male! Allora preghiamo anche noi lo Spirito. Il modo migliore per farlo? Non opporgli resistenza! Lasciare che sia Lui a pregare per noi con i suoi gemiti inesprimibili (cfr Rm 8,26). Lui, da dentro di noi, dove abita volentieri, ci dice continuamente: «Ehi! Non ti dimenticare che ci sono! Sono con te, in te! Ma… mi vuoi usare???».







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