Non giudicare il
prossimo
Non
cè peccato più grave e terribile, come
dico spesso, del giudicare il prossimo. Perché
piuttosto non giudichiamo noi stessi e i nostri
mali che conosciamo così bene e di cui dovremo
rendere conto a Dio? Perché vogliamo metterci al
posto di Dio ed esser noi a giudicare?
Solo a Dio spetta giustificare e condannare, a
lui che conosce la situazione di ciascuno, le sue
forze, il suo modo di comportarsi, i suoi carismi,
il suo temperamento, le sue possibilità e
giudica ciascuno secondo tutto quello che lui
solo conosce.
Dio infatti giudica in modo diverso un vescovo o
un principe, il maestro e il discepolo,
lanziano e il giovane, chi è malato e chi
è sano. E chi può conoscere questi giudizi, se
non colui che tutto ha creato, che tutto ha
plasmato e che tutto conosce?
Doroteo di Gaza, Insegnamenti vari 6,71-72
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