Il pastore
danime
Un
pastore danime deve essere vicino a
ciascuno con il linguaggio della compassione e
comprensione.
Deve in modo singolare essere capace di elevarsi
su tutti gli altri per la preghiera e la
contemplazione.
I sentimenti di pietā e di compassione gli
permetteranno di fare sua la debolezza degli
altri.
La contemplazione lo porti a superare e vincere
se stesso con il desiderio di cose celesti.
Tuttavia il desiderio della conquista delle
altezze spirituali non gli faccia dimenticare le
esigenze dei fedeli.
Come pure, il provvedere e il soddisfare alle
esigenze del prossimo non gli faccia trascurare
il dovere di elevarsi alle cose celesti. San
Paolo č vivo esempio di tanto equilibrio di
ministero pastorale.
Gregorio Magno, La Regola pastorale 2,3
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