Quaggiù si
anela, lassù si possiede
«Lanima
mia anela e si strugge per gli atri del Signore»
(Sal 83,3).
Quaggiù si anela, lassù si possiede; quaggiù
si sospira, là si gode; qui si prega, là si
loda; qui si geme, là si esulta.
Nessuno respinga quaggiù le prove, ritenendole
troppo dure; nessuno mostri di non volerle
sopportare. Cè il pericolo che luva,
mentre esita davanti al torchio, venga mangiata
dagli uccelli e dalle bestie selvatiche.
Il salmista sembra immerso nella tristezza,
mentre dice: « Lanima mia anela e si
strugge per gli atri del Signore ». E perché
non possiede ciò che brama. Ma forse che è
senza gioia?
Quale sarà allora la sua gioia? Quella di cui
parla lApostolo: «Lieti nella speranza» (Rm
12,12).
Per questo, coloro che sono lieti nella speranza,
dato che sono certi di conseguire ciò che
bramano, sopportano ogni genere di pigiatura nel
torchio. E infatti lApostolo aggiunge: «
Pazienti nella tribolazione ».
Agostino dIppona, Commento ai Salmi 83,6
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