Pasqua tra
verità e solennità
Cristo
è morto per noi una volta per sempre.
Tuttavia la solennità, col passare del tempo,
ripete come se avvenisse più volte quanto la
verità di tante testimonianze della Scrittura
proclama avvenuta una volta per sempre.
Né, daltra parte, la verità e la
solennità si oppongono così che questa finga e
quella esprima il vero. Quel che, infatti, la
verità indica come avvenuto una volta per sempre
nella realtà, questo la solennità rinnova più
volte celebrandolo nei cuori devoti.
La verità manifesta le cose avvenute come sono
avvenute; la solennità, poi, non già con il
fare quelle stesse cose, ma mediante la
celebrazione, non permette che passino le cose
passate.
In una parola: «Cristo, nostra Pasqua, è stato
immolato» (1Cor 5,7). Invero, fu ucciso una
volta per sempre lui che «più non muore, la
morte non ha più potere su di lui» (Rm 6,9).
E dunque, secondo la voce della verità,
affermiamo che la Pasqua è avvenuta una volta
per sempre e non si ripeterà più; però,
secondo la voce della solennità affermiamo che
la Pasqua avverrà ogni anno.
Agostino dIppona, Sermone 220,1
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