

Crocefisso di
San Damiano in Argento |
La
donna, educatrice alla pace
1. Nel primo giorno del 1995 rivolgo a ciascuno
un augurio di felice Anno Nuovo. Sia un anno
veramente sereno e gioioso per tutti.
"Il Signore rivolga su di te il suo volto e
ti conceda pace" (Nm 6, 26). E' con queste
parole della Sacra Scrittura, carissimi Fratelli
e Sorelle, che desidero formularvi i
miei più cordiali voti augurali per l'anno
appena iniziato domandando a Dio il dono della
pace per le famiglie, per le nazioni, per l'intera
umanità.
Ci conceda il Signore la sua pace! Questa è la
nostra costante invocazione che va sostenuta da
gesti ed iniziative concreti. Quante sono le
occasioni per riflettere
sull'urgenza di costruire la pace! Il 1995, ad
esempio, richiama alla mente la fine dei funesti
eventi della II Guerra Mondiale. Sono pure
passati cinquant'anni
dall'immane tragedia di Hiròshima e Nagasaki,
che ha segnato profondamente la coscienza degli
uomini del nostro tempo.
Come non auspicare, nel ricordo di tali
avvenimenti e guardando alle regioni del mondo
dove purtroppo si continua a combattere, che il
nuovo anno rechi finalmente
in ogni parte della terra la pace tanto
desiderata? Questo è il nostro ardente auspicio;
l'auspicio che vogliamo avvalorare con l'incessante
preghiera rivolta al Bambino
adagiato nel presepe. "Principe della Pace"
(Is 9,5), venuto nel mondo per offrire agli
uomini la riconciliazione e l'autentica pace,
donaci la pace; rendici tutti
costruttori di pace.
2. Proseguendo la riflessione avviata nel
Messaggio dello scorso anno, "Anno della
Famiglia", ho fatto pervenire ad ogni Capo
di Stato, per l'odierna circostanza, un
Messaggio, che ha per tema: "La donna:
educatrice alla pace". In esso ho
sottolineato il significativo contributo che le
donne possono offrire al raggiungimento di una
pace che incida in ogni aspetto del vivere umano.
Mi sono rivolto ad esse invitandole a "farsi
educatrici di pace con tutto il loro essere e con
tutto il loro operare:
siano testimoni, messaggere, maestre di pace nei
rapporti tra le persone e le generazioni, nella
famiglia, nella vita culturale, sociale e
politica delle nazioni, in modo
particolare nelle situazioni di conflitto e di
guerra" (n. 2).
3. Le accompagni in quest'esigente missione,
Maria. A Lei rivolgiamo il nostro sguardo all'inizio
del nuovo anno, che segna un primo avvio nella
preparazione del
Grande Giubileo del 2000. La Chiesa oggi l'invoca
come "Madre di Dio", Madre del "Principe
della Pace".
Ispira, o Maria, propositi di dialogo e di
riconciliazione nei responsabili delle Nazioni,
guida gli sforzi messi in atto dagli uomini di
buona volontà; sostieni in particolare
le donne nella loro naturale vocazione di
educatrici alla pace in famiglia, nella società
e in ogni contesto sociale.
XXVIII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE
GIOVANNI PAOLO II ANGELUS
Domenica, 1° gennaio 1995
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