

Crocefisso di
San Damiano in Argento |
Genitori,
primi comunicatori della vita
1. Si celebra oggi in Italia, per iniziativa
della Conferenza Episcopale Italiana, la Giornata
per la Vita, che quest'anno ha per tema "Comunicare
vita". Mi unisco ai miei Fratelli Vescovi
nell'invitare i credenti e tutte le persone di
buona volontà a riflettere sul rispetto che si
deve alla vita umana, dal suo inizio nel
concepimento fino al suo termine naturale. Sono
ormai passati vent'anni dall'istituzione della
Giornata per la Vita. Se in questi anni è
cresciuta, sotto certi aspetti, la sensibilità
verso i valori della vita, si deve tuttavia
constatare che non sono venute meno alcune
gravissime minacce, tra cui in primo luogo il
ricorso all'aborto. E' necessario continuare a
pregare e ad impegnarsi perché la cultura della
vita prevalga su quella della morte. Per questo
occorre "comunicare vita".
I primi "comunicatori" della vita sono
i genitori, con la procreazione e l'educazione;
ma ogni persona è chiamata a diffondere l'amore
per la vita. In modo particolare, vorrei fare
appello a quanti operano nei mass-media, perché
trasmettano testimonianze positive ed informino
con obiettività sui problemi cruciali
riguardanti la vita umana e il rispetto della sua
dignità.
2. Sul piano spirituale, importanti "comunicatori
di vita" sono, per la loro specifica
vocazione, le persone consacrate: religiosi,
religiose, laici consacrati. Mi piace
sottolinearlo perché domani, festa della
Presentazione di Gesù al Tempio, celebreremo la
seconda Giornata della Vita Consacrata, da me
istituita lo scorso anno al fine di richiamare l'attenzione
dei fedeli su questa vocazione essenziale per la
vita della Chiesa e per il bene della società.
La vita consacrata scaturisce dall'azione dello
Spirito Santo e si dirama nella Chiesa come un
fiume che irriga l'umanità di fede, di speranza,
di amore, prolungando nel mondo la testimonianza
di Cristo povero, casto e obbediente. E'una
testimonianza ratificata non di rado con l'effusione
del sangue. Proprio stamani è giunta notizia che,
ieri sera, a Kigali in Rwanda, davanti alla
chiesa della Santa Famiglia, è stato assassinato
un missionario dell'Ordine dei Frati Minori, il
Padre Vjeco Curic, di nazionalità croata. Un'altra
vittima si aggiunge alla lunga serie di
missionari che hanno confermato col sacrificio
della vita il loro amore a Cristo e al popolo
africano.
3. Carissimi Fratelli e Sorelle, chiediamo a
Maria, Madre di Cristo e della Chiesa, di voler
presentare al Figlio suo questo generoso
testimone del Vangelo in terra africana. Ella,
che ha accolto e generato nella carne il Verbo
della vita, sostenga l'impegno di quanti si
spendono per difendere l'uomo, specialmente
quando è indifeso, emarginato, rifiutato. Alla
Vergine Santissima, modello di vita consacrata a
Dio e ai fratelli, chiediamo di accompagnare il
cammino delle persone e degli Istituti di Vita
Consacrata, perché sappiano rispondere con
sempre piena disponibilità alla chiamata del
Signore, fedeli al carisma originario e attenti
alle esigenze più profonde degli uomini.
GIOVANNI PAOLO II ANGELUS
Domenica, 1° febbraio 1998
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