Sermoni Esichio
Il Santo del Calendario:
Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre
La Sacra Bibbia rilegata con copertina in Pelle e lastra in Argento. La Sacra Bibbia e Vangelo Rilegati con Copertina in Pelle Marrone e/o Bianca con una Lastrina in Argento a scelta tra varie icone. Produzione Artigianale Nazionale.
Idea Regalo per ricorrenze varie
Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato




Sermoni di Esischio


Poco o nulla si sa della sua vita, è però certo che fu ordinato prete nel 412 e fu un personaggio importante fra il clero di Gerusalemme. Fu proficuo scrittore, ma molte sue opere sono andate perdute e altre sono probabilmente da attribuire ad omonimi; morì probabilmente nel 433. Pur essendo i Sermoni attribuiti a Esichio di Gerusalemme, sussiste il dubbio che siano opera di Esichio il Sinaita, vissuto tra il VII e l’VIII secolo, che fu forse igumeno del monastero di Batos sul Monte Sinai.

1. La concentrazione è lo stato di silenzio del cuore sgombro di ogni pensiero; che respira e implora senza posa Gesù Cristo, Figlio di Dio e Dio, e lui solo, e con lui si schiera coraggiosamente contro i nemici e a lui, che ha il potere di rimettere i peccati, confessa le proprie colpe.

2. La vigilanza è la custode costante della mente sulla soglia del cuore; essa scorge avvicinarsi i pensieri estranei, questi ladri e predoni; ascolta quello che dicono e fanno, questi geni malefici, e vede le immagini seducenti che i demoni compongono, quando vogliono lusingare la mente e sedurla con le illusioni. Se riusciremo a mettere in pratica la virtù della sobrietà e della custodia del cuore, allora apprenderemo l’arte della lotta spirituale

3. Aspetti della vigilanza: il primo consiste nel controllare incessantemente la fantasia e la suggestione; il secondo, nel serbare sempre il cuore profondamente silenzioso e sgombro di ogni pensiero, e pregare; il terzo, nell’invocare senza posa, umilmente, l’aiuto del Signore Gesù Cristo; il quarto, nell’avere nell’anima il costante ricordo della morte; il quinto, il più efficace, nel guardare soltanto al cielo, senza curarsi della terra.

4. Chi pratica la vita interiore deve esercitare in ogni istante queste quattro virtù: l’umiltà, la concentrazione, l’opposizione ai pensieri e l’orazione. L’umiltà, perché, non appena comincia a lottare con i demoni, avversari superbi, abbia sempre il cuore armato dell’aiuto di Cristo, che detesta i superbi. La concentrazione, per mantenere il cuore sgombro di ogni pensiero, anche se sembri buono. L’opposizione, perché non appena la vista acuta della mente riconosce colui che si sta avvicinando, si opponga subito con ira al maligno, com’è detto: «E risponderò a quelli che m’insultano: poiché ho sperato nelle tue istruzioni». L’orazione, perché dopo l’opposizione, si rivolga subito a Cristo dal profondo del cuore, con gemiti inenarrabili. Allora colui che si batte vedrà il Nemico dissolversi come cenere al vento al Nome venerato di Dio, e dileguarsi come il fumo, insieme con le fantasie.

5. Colui la cui orazione non è pura da ogni pensiero, non ha armi adatte per la lotta; intendo dire, quella orazione sempre attiva nei recessi più segreti dell’anima che, invocando il Signore Gesù Cristo, colpisca e riduca in cenere il Nemico nascosto.

6. Dovrai scrutare dentro di te con lo sguardo acuto e penetrante della mente, onde riconoscere chi stia entrando. Quando l’avrai riconosciuto, subito, con l’opposizione, taglia la testa al serpente e nello stesso tempo invoca Cristo a gran voce. Sperimenterai, allora, l’invisibile intervento di Dio.

7. Se, con l’umiltà della mente e nel ricordo della morte, con l’opposizione ai pensieri e con l’invocazione a Gesù Cristo, sempre dimorerai nel tuo cuore, e così armato percorrerai ogni giorno il cammino spirituale, stretto e tuttavia lieto e dolce, ti saranno infine rivelate le sante contemplazioni dei beati e sarai iniziato da Cristo alla visione degli insondabili misteri; perché «in lui sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza». Perché a proposito di Gesù Cristo sentirai che nell’anima tua è sceso lo Spirito Santo, mediante il quale l’uomo, a viso scoperto, mira la gloria del Signore.

8. Il diavolo, «come leone ruggente, va in Giro» con le sue orde, «cercando chi divorare». Perciò non vengano mai meno in noi la concentrazione del cuore, la vigilanza, l’opposizione ai pensieri e l’orazione a Gesù Cristo, nostro Dio. Perché in tutta la vita non troveresti un aiuto più valido di quello che ti offre Gesù; infatti, soltanto Lui, unico Signore e Dio, conosce le catene, i raggiri e le astuzie del demonio.

9. Come il sale, percepito dai sensi, rende gradito il pane e ogni altro cibo, preserva la carne dalla putrefazione e la conserva a lungo, così la sapiente custodia della mente salva la dolcezza spirituale e l’azione divina del cuore. Essa, infatti, conforta mirabilmente l’uomo interiore e quello esteriore, scaccia i miasmi dei pensieri malvagi e ci mantiene perseveranti nel bene.

10. Più sarai vigile e darai ascolto alla mente, e più ti sarà dato pregare Gesù con ardente desiderio; ma se trascurerai di sorvegliare la mente, ti allontanerai anche da Gesù. Come il primo fatto illumina l’atmosfera della mente di una grande luce, così il secondo, cioè il rifiuto della vigilanza e della dolcissima invocazione a Cristo, generalmente la oscura del tutto.

11. Quando, con ardente dolcezza, invochiamo Gesù, il cuore si colma di una mirabile quiete, frutto dell’intensa concentrazione. Egli stesso ha detto: «Sono io che ho creato la pace»; perciò, se invocheremo Gesù Cristo, Figlio di Dio e Dio, creatore e causa di ogni bene, Egli renderà il nostro cuore puro e sereno.

12. La costante memoria e invocazione del Nome di Gesù Cristo creerà in te uno stato divino, se, con mente vigile, rivolgerai a Lui una orazione continua, come unico, urgente, indispensabile esercizio. In verità, questo e null’altro dobbiamo fare: affidandoci a Lui con cuore ardente, invocare Gesù Cristo nostro Signore, perché Egli ci permetta di accostare e gustare il suo Nome. La perseveranza, infatti, è madre dell’abitudine sia nella virtù che nel vizio; e l’abitudine, alla fine, diventa una seconda natura. Perciò, raggiunto questo stato divino, la mente stanerà da sola i suoi nemici, come un segugio la lepre tra i cespugli; ma questo lo fa per divorare, quella per colpire e sbaragliare.

13. Uomo di grande sagacia, il sommo Davide dice al Signore: «Io riporrò in te la mia forza». Anche noi, per mantenere il silenzio del cuore e della mente, principio di tutte le virtù, abbiamo bisogno dell’assistenza del Signore che ci ha dato i comandamenti; se l’invochiamo senza intermissione, Egli allontana la sterile accidia che più di ogni altra cosa annienta il silenzio del cuore, come l’acqua il fuoco. Sicché, se vuoi sfuggire alla tua perdizione, non cedere al sonno, ma percuoti i nemici con il Nome di Gesù. Questo dolcissimo Nome si fonda col tuo respiro: conoscerai allora l’utilità del silenzio.

14. Quando noi indegni potremo finalmente accostarci, con timore e tremore, ai divini e purissimi Misteri di Cristo, nostro Dio e Sovrano, praticheremo in maniera più stringente la vigilanza, la custodia della mente, e la rigorosa concentrazione, affinché il fuoco celeste, cioè il Corpo e il Sangue del Signore nostro Gesù Cristo, consumi i nostri peccati e le nostre piccole e grandi colpe. Perché penetrando in noi Egli scaccia dal cuore i maligni spiriti e ci rimette i peccati commessi; allora, anche la nostra mente è liberata dall’inquietante pungolo dei pensieri vani. E quando sarai nuovamente degno di ricevere i Santi Misteri, il Corpo e il Sangue divino illumineranno sempre di più la tua mente e la renderanno fulgida come una stella.

15. Dobbiamo attendere con il massimo zelo a conservare ciò che è prezioso; e veramente prezioso per noi è soltanto quello che ci protegge da ogni male, sensibile o spirituale: tale è la custodia della mente, assicurata dall’invocazione di Gesù Cristo. Occorre scrutare sempre nel profondo del cuore, e sempre tacere persino col pensiero, liberandoci da tutti i pensieri, anche da quelli che sembrano giusti, affinché sotto non vi si nascondano i ladri

16. Il Nome di Gesù dovrà gravitare sempre nello spazio del nostro cuore, come la folgore si aggira nello spazio celeste prima che cada la pioggia. Lo sanno bene coloro che hanno l’esperienza spirituale della lotta interiore. E bisogna condurre questa lotta come una guerra qualsiasi: innanzi tutto, occorre concentrazione; poi, quando ci accorgiamo che si sta avvicinando un pensiero nemico, con sdegno gli scaglieremo contro parole di maledizione; in terzo luogo, chiameremo con il cuore Gesù Cristo in nostra difesa, perché dissolva subito quello spettro demoniaco e la mente non insegua la fantasia come un bimbo allettato da un abile giocoliere.

17. Ecco il frutto mirabile ingenerato nella mente dal silenzio: i peccati, che prima bussavano alla mente sotto forma di fantasmi e diventavano grossolani peccati della carne se erano accolti nel cuore, ora vengono tutti recisi, nell’uomo interiore, dalla virtù spirituale della vigilanza; grazie a un cenno e alla protezione del Signore nostro Gesù Cristo, essa non consente loro di penetrare all’interno e trasformarsi in azioni malvagie.

18. Come la pianura produce frumento in abbondanza, così la Preghiera di Gesù genera nel tuo cuore gran copia d’ogni bene; o meglio, questi frutti te li concederà il Signore stesso Gesù Cristo, senza il quale non possiamo fare niente. All’inizio l’orazione ti sembrerà una scala, poi un libro nel quale andrai leggendo; infine, progredendo sempre più, ti apparirà come la Gerusalemme celeste, la città ove Egli regna con l’unico Padre suo consustanziale e il glorioso Spirito Santo.

19. Dopo la morte, l’anima, innalzandosi verso le porte del cielo, non tremerà davanti ai suoi nemici avendo Cristo con sé e sopra di sé; ma anche allora, come oggi, si scaglierà audacemente contro di loro. Purché non si sia stancata d’invocare giorno e notte il Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fino alla morte, Egli la rivendicherà al più presto, secondo la sicura promessa divina fatta nella parabola del giudice ingiusto: «In verità vi dico che egli ne farà le vendette al più presto», e nella vita presente e alla sua dipartita dal corpo.

20. Se, cominciando a vivere nella concentrazione della mente, sapremo unire la sobrietà all’umiltà e l’orazione all’opposizione ai pensieri, percorreremo rettamente il cammino spirituale nell’adorabile e santo Nome di Gesù Cristo, fiaccola luminosa. Se invece confideremo soltanto nella nostra sobrietà e concentrazione, cadremo ben presto in basso, preda dell’assalto dei nemici. Allora questi perfidi tessitori di trame maligne avranno il sopravvento, e noi c’impiglieremo di più nelle reti dei desideri malvagi, oppure, spinti da essi, precipiteremo facilmente nella più completa rovina, non avendo in noi quella spada vittoriosa che è il Nome di Gesù Cristo, perché soltanto questa santa spada, brandita senza posa in un cuore vuoto da ogni altra immagine, può metterli in fuga e stroncarli, arderli e consumarli come paglia nel fuoco.

21. È dunque compito della vigilanza vagliare senza posa le fantasticherie che passano nella mente; è questa un’opera utile e molto feconda per l’anima. Compito dell’opposizione è smascherare e svergognare l’immagine che tenta di penetrare nella mente sotto le spoglie di un oggetto sensibile. L’invocazione del Signore, invece, sgretola e distrugge ogni macchinazione dei nemici, ogni parola, ogni fantasia, ogni idolo e ogni monumento di malvagità. Noi stessi, con la mente, possiamo vedere come li colpisca e sconfigga potentemente Gesù, Dio nostro onnipotente, e come difenda noi umili, miseri e buoni a nulla.

22. Una nave non può navigare a lungo senz’acqua; anche la custodia della mente perde ogni efficacia se non sia umilmente unita alla sobrietà e alla perpetua invocazione di Gesù Cristo.

23. L’orazione perpetua disperde dentro di noi le cupe nubi e i venti degli spiriti del male. E quando l’aura del cuore è pura, niente impedisce che vi risplenda la luce divina di Gesù; purché non ci lasciamo trascinare a mete illusorie che ci priverebbero dell’aiuto di Gesù. Immagine dell’umiltà, Cristo odia tutto questo.

24. È inutile tracciare lettere nell’aria, occorre inciderle con il bulino sopra una solida superficie perché si conservino a lungo; allo stesso modo noi dobbiamo unire l’orazione di Gesù Cristo alla nostra pur laboriosissima sobrietà, se vogliamo che questa mirabile virtù rimanga integra in noi assieme a Lui, e, per grazia sua, non possa esserci tolta nei secoli.

25. La mente raccolta e custodita per grazia dell’unico Dio e operante per amor suo, quando ha preso stabile dimora nell’anima, acquista saggezza per compiere atti di perfezione; con la saggezza, inoltre, si possono amministrare facilmente gli atti e le parole con ineccepibile giudizio, secondo i disegni di Dio.

26. Beato, in verità, colui che implorandolo senza posa nel cuore, aderisce con il pensiero alla Preghiera di Gesù, come l’aria ai nostri corpi o la fiamma al cero. Il sole raggiando sopra la terra dà origine al giorno, mentre il santo e adorabile Nome del Signore Gesù, splendendo di continuo nell’anima, genera innumerevoli fulgide visioni.

27. Quando le nuvole si disperdono, l’aria si fa chiara e trasparente, e quando a quella luce di verità che è Gesù Cristo si disperdono i miraggi delle passioni, nascono spontaneamente nel cuore pensieri luminosi come stelle, perché l’aria è illuminata della presenza di Gesù.


Vedi anche:

Enzo Bianchi Priore di Bose Enzo Bianchi ex Priore di Bose - LA PREGHIERA DI GESÙ

Dio “dona la preghiera a colui che prega”
- “Il Signore, vedendo il nostro desiderio e il nostro sforzo di pregare, ci dà il suo aiuto, secondo le parole dei santi: a chi prega con semplicità, Dio accorda il dono della preghiera del cuore”.
UNA NOTTE NEL DESERTO DELLA SACRA MONTAGNA Il Metropolita Hierotheos di Nafpaktos in una conversazione sulla Preghiera del Cuore con il Gerondas "l’Anziano".
Preghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino Russo Preghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino Russo

Il metodo del pellegrino russo, che si può seguire tappa dopo tappa nei Racconti, sebbene faccia spesso riferimento alla Filocalia non è del tutto uguale a quello insegnato da essa........
Vivere l'esicasmo - esechia la pace del cuore Vivere l'esicasmo
Il metodo di orazione esicastica secondo l’insegnamento di padre Serafino
LA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si prega LA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si prega - Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore o peccatrice Nella storia del cristianesimo si constata che, in numerose tradizioni, esisteva un insegnamento sull’importanza del corpo e delle posizioni corporee per la vita spirituale. Grandi santi ne hanno parlato, come Domenico,Teresa d’Avila, Ignazio di Loyola… Inoltre, fin dal IV secolo, incontriamo consigli a questo proposito nei monaci d’Egitto. Più tardi, gli ortodossi hanno proposto un insegnamento sull’attenzione al ritmo del cuore e sulla respirazione. Se ne è parlato soprattutto a proposito della «preghiera del cuore» (o la «preghiera di Gesù», che si rivolge a lui).
Bibbie e Bibbia di Gerusalemme Sconto 15% Bibbie e Bibbia di Gerusalemme Sconto 15% Bibbie e Bibbia di Gerusalemme Sconto 15% Bibbie e Bibbia di Gerusalemme Sconto 15% Bibbia di Gerusalemme
La Bibbia Verita' e Vita
La Bibbia Testo C.E.I.
Sconto 15%


Home Page