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8. I frutti della Preghiera di Gesù

– Ti menzionerò alcuni dei frutti della preghiera di Gesù, dal momento che ti vedo così desideroso di apprendere. All’inizio la preghiera di Gesù è il pane che sostenta l’atleta, poi diviene olio che addolcisce il cuore e, infine, vino che inebria l’uomo, cioè, crea estasi e unione con Dio.

Per essere più specifico: il dono che Cristo dona all’uomo di preghiera è la consapevolezza dei suoi peccati. Egli smette di credere che è “buono” e si considera “l’abominazione della desolazione … posta nel luogo santo” (Mt 24:15). Come la lama dentata di un chirurgo che taglia l’osso, così la parola affilata dello Spirito penetra negli abissi dell’anima.

C’è così tanta impurità in noi. La nostra anima puzza. A volte le persone vengono nella mia cella ed emanano un cattivo odore a causa della loro lordura interiore. Dunque, tutto ciò che era sconosciuto prima all’atleta, ora gli è rivelato attraverso la preghiera di Gesù. Come risultato egli si considera al di sotto di tutte le persone e pensa che l’Inferno è la sua unica eterna abitazione e inizia a piangere. Piange per il suo sé morto. E’ forse possibile piangere per il morto dei vicini e non per il morto che è nella propria casa? Così anche l’atleta della preghiera di Gesù non vede i peccati degli altri ma solo la sua propria morte. Gli occhi gli divengono fontane di lacrime che scorrono dall’afflizione del suo cuore.

Piange come un condannato e al contempo grida “abbi misericordia di me”, “abbi misericordia di me”, “abbi misericordia di me”. Con queste lacrime, come detto prima, inizia la purificazione dell’anima e del nous. Come l’acqua pulisce le cose sporche, come la pioggia pulisce cadendo il cielo dalle nuvole e la terra dalla lordura, così le lacrime puliscono e imbiancano l’anima. Le lacrime sono l’acqua del secondo battesimo. La preghiera di Gesù, dunque, porta i frutti più dolci della purificazione.

– L’uomo è completamente purificato quando la grazia divina gli fa visita?

– Non è completamente purificato, ma è sempre alla ricerca di purezza del cuore perché la purificazione è uno sforzo incessante. San Giovanni Climaco segnala questo detto che lui udì da un monaco che aveva raggiunto la dispassione: “La perfetta perfezione del perfetto è ancora incompiuta”. Più uno piange più uno è purificato; più uno vede in profondità gli strati di peccato più sente il bisogno di piangere ancora.

San Simone il Nuovo Teologo chiarisce bene questo punto:

Frequenti preghiere, parole ineffabili
fiumi di lacrime; così purificano le loro anime.
Allorché vedono le loro anime purificate, sono posti sul fuoco con amore, fuoco di desiderio,
per vederlo perfettamente puro.
Ma non potendo trovare la perfezione della luce il processo è incompleto.
Più sono purificato più io, peccatore, sono illuminato,
più Egli appare, Spirito che dona purezza.
Ogni giorno, sembra che ricominci a rendermi puro, per vedere chiaro.
In un abisso infinito, in un paradiso smisurato,
chi può trovare un mezzo o una fine?

Come capisci l’uomo si perfeziona e si purifica continuamente. E’ l’aspetto passivo dell’anima a essere purificato per primo e poi la potenza intelligente dell’anima. I fedeli sono dapprima liberati dalle passioni della carne; poi – attraverso una preghiera e una lotta più intensa, dalle passioni dell’odio, dell’ira e del rancore. Quando l’uomo riesce a essere liberato da ira e rancore, è ovvio che l’aspetto passivo della sua anima è stato piuttosto purificato. Poi l’intera battaglia riguarda l’aspetto intelligente e si combatte contro l’orgoglio, la vanagloria e contro tutti i pensieri vani. Questa battaglia lo accompagnerà fino alla fine della sua vita. Ma tutto questo corso di purificazione ha luogo con l’aiuto e l’energia della grazia, cosicché il fedele diventa vaso recettivo di una ricca grazia divina.

Ancora San Simeone scrive:

Ché l’uomo non può vincere le sue passioni
a meno che la Luce non venga in nostro soccorso.
Anche allora, ciò non avviene tutto in una sola volta.
L’uomo per natura non può ricevere tutto all’improvviso, lo spirito di Dio.
Ma molto deve essere realizzato, tutto nel suo potere.
Distacco dell’anima, spoliazione dei beni, separazione dall’ego,
abbandono della volontà, rinuncia al mondo,
pazienza nelle tentazioni, preghiera, dolore,
povertà, umiltà, dispassione.

– Come si fa a capire che la propria anima sta iniziando a purificarsi?

– E’ facile, a ciò ha risposto il saggio eremita. Diviene percettibile molto presto. Esichio usa una bella immagine. Così come il cibo avvelenato che entra nello stomaco causando disturbo e dolore, esce quando prendiamo le medicine, e lo stomaco è liberato e e l’uomo prova sollievo, così accade con la vita spirituale. Quando l’uomo accetta cattivi pensieri e, conseguentemente, fa esperienza della loro amarezza e della loro pesantezza, egli “vomita facilmente ed espelle i cattivi pensieri completamente” attraverso la preghiera di Gesù, percependo, quindi, che la purificazione è in atto. Inoltre, l’uomo di preghiera diventa conscio della purificazione, perché le ferite interne che causano le passioni smettono di sanguinare. Nel Vangelo dell’Evangelista Luca leggiamo di una donna emorroissa la quale “si avvicinò di dietro e toccò il lembo del suo vestito, e in quell’istante il suo flusso di sangue si arrestò”. (Lc 8:44) Quando ci si avvicina a Gesù Cristo, si è immediatamente guariti – “il flusso di sangue si arrestò”: il sangue delle passioni cessò di fluire. Voglio dire che immagini, circostanze, persone che ci scandalizzavano adesso smettono di farlo. In altre parole, quando varie persone o cose ci disturbano, è ovvio che rimaniamo feriti dagli attacchi del demonio. E’ dentro di noi che cova lo scandalo. Purificati attraverso l’aiuto della preghiera di Gesù, vediamo tutte le persone e tutte le cose come creature di Dio. Consideriamo, specialmente gli umani, come immagini di Dio Che è pieno di amore. Chiunque, quindi, è vestito della grazia di Cristo vede anche gli altri vestiti con tale grazia, anche se sono nudi. Mentre coloro che sono privi di grazia divina, vedono anche coloro che ne sono rivestiti come fossero nudi! A questo punto vorrei rileggerti da San Simone il Nuovo Teologo.

– E’ davvero un teologo. Ho letto alcune sue opere e ne sono stato molto colpito.

– Ti esorto a leggere tutte le sue opere perché così sarai in grado di acquisire un gusto per la teologia mistica, del modo apofatico [l’apofatismo (dal greco ?p? f?µ? che significa non dire) è un metodo teologico secondo il quale Dio è del tutto inconoscibile attraverso la razionalità, perché trascende la realtà fisica e le capacità cognitive umane] dell’esperienza ascetica. Ebbene, il padre che ha fatto esperienza della theoria dice:

Il santo, pio Simeone lo Studita
non si vergognava di vedere le parti del corpo di qualsiasi persona
o di vedere persone nude, né si vergognava di essere visto nudo;
poiché Cristo era pienamente in lui; tutto se stesso era Cristo
e tutte le sue membra e di tutti gli altri
separtamente o tutte insieme, le avrebbe sempre viste come Cristo le avrebbe viste;
sarebbe rimasto immobile, intatto e dispassionato,
perché era in tutto Cristo e aveva visto tutti quelli
che si battezzavano, indossare Cristo.
E se sei nudo e, essendo carne, toccando la carne
ti ecciti come un asino o un cavallo,
come osi calunniare il santo
e bestemmiare contro Cristo che si è unito
con noi e ha donato la dispassione ai suoi santi servi?

– Come puoi vedere, egli continua, l’uomo dispassionato, colui che è purificato attraverso la preghiera di Gesù, non cade in tentazione, qualunque cosa possa vedere. Al contempo, il demonio è sconfitto. Questo è il frutto della preghiera di Gesù. L’atleta della preghiera di Gesù riconosce il nemico e le sue trappole e facilmente li caccia fuori dalla sua anima. Avverte anche delle preparazioni belliche del demonio e agisce giusto in tempo. Vede le frecce del demonio scagliate verso l’anima e, prima ancora che esse la colpiscano, le distrugge. San Diodoco dice che quando le frecce raggiungono la superficie del cuore, sono distrutte lì, perché dentro vi è la grazia di Cristo. Inoltre, come dicevamo prima si realizza l’integrazione della persona completa. Mente, desiderio e volontà sono uniti e combinati in Dio.

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