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3. Il significato della preghiera di Gesù (II)

— Io so, Gerondas, che un insegnamento ortodosso è non separare mai Cristo dalle altre Persone della Santissima Trinità. Per questa ragione, spesso invochiamo e glorifichiamo tutta la Santa Trinità in tutte le preghiere che sono dette ad alta voce dal sacerdote così come nelle conclusioni meditative delle preghiere durante la Divina Liturgia: «Perché a Te spettano la gloria, l’onore e la venerazione, al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo ora e per sempre…»; «la grazia di nostro Signore Gesù Cristo e l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» ecc.

Mi chiedevo se la “preghiera di Gesù, che fa riferimento soltanto alla seconda Persona della Santissima Trinità, deviasse in qualche modo da questo corretto insegnamento.

— Assolumente no, e ti spiego perché. La “preghiera” è chiamata la “preghiera di Gesù” ma si fonda su una base trinitaria. Inoltre, Cristo, “essendo uno della Santa Trinità”, non esiste senza il Padre e lo Spirito Santo e costituisce, insieme con le altre Persone, “una Trinità di una ed indivisa sostanza”. La Cristologia è strettamente connesa con la teologia della Trinità.

Ritorniamo ora alla questione della “preghiera di Gesù”. Il Padre celeste ordinò a Giuseppe, attraverso l’angelo, di chiamare Cristo “Gesù”: «…e lo chiamerai Gesù» (Mt 1:21). Giuseppe obbedì al Padre: chiamò il Figlio della Vergine “Gesù”. Inoltre, secondo lo Spirito Santo che illuminò l’apostolo Paolo, «nessuno può dire: “Gesù è il Signore”, se non per lo Spirito Santo» (1Cor 12.3). Recitando, quindi, la preghiera «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me», riconosciamo il Padre e Gli obbediamo.

Inoltre, percepiamo l’energia dello Spirito Santo e la comunione con Lui. I Padri, illuminati dallo Spirito Santo, ci hanno detto che il «Padre per il Figlio nello Spirito Santo compie ogni cosa». Tutta la Santa Trinità creò il mondo e l’uomo; e ancora tutta la Santa Trinità ricreò l’uomo e il mondo. «Il Padre si compiacque, il Verbo si fece carne». Ed Egli “si fece carne” attraverso lo Spirito Santo. Vale a dire, l’incarnazione di Cristo fu realizzata «grazie al compiacimento del Padre e alla cooperazione dello Spirito Santo». Per questa ragione diciamo che la salvezza dell’uomo e l’acquisizione dei doni divini sono atti comuni della Santa Trinità. Menziono due insegnamenti caratteristici dei Santi Padri.

San Simeone il Nuovo Teologo scrive che il Figlio e il Verbo di Dio è la porta della salvezza perché Egli disse: «Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pastura (Gv 10:9). Se Cristo è la porta, il Padre è la casa». Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore (Gv 14:2). Così entriamo nel Padre attraverso Cristo. E per aprire la porta (Cristo) abbiamo bisogno della chiave che è lo Spirito Santo. Perché conosciamo la verità, che è Cristo, attraverso l’energia dello Spirito Santo. Il Padre inviò il Suo Figliolo nel mondo; il Figlio e il Verbo di Dio rivela il Padre; e lo Spirito Santo, che procede dal Padre ed è inviato attraverso il Figlio, disegna Cristo nei nostri cuori!! Quindi, conosciamo il Padre “per il Figlio nello Spirito Santo”.

San Massimo parla spesso nelle sue opere delle incarnazioni mistiche del Verbo. Scrive che, così come le parole della legge e dei Profeti precedettero la presenza della Parola nella carne, allo stesso modo il Figlio e il Verbo di Dio, incarnandosi, divenne il predecessore della sua “presenza spirituale”, “instruendo le anime attraverso le sue proprie parole così che esse possano accetarNe la divina presenza”. In altre parole, Cristo deve incarnarsi dentro di noi, perché, altrimenti, non saremo in grado di vedere la Sua gloria nei Cieli. L’incarnazione di Cristo dentro di noi avviene grazie al beneplacito del Padre e alla cooperazione dello Spirito Santo.
Ora riesci a capire come viene espressa la comune azione dello Spirito Santo, come noi riconosciamo e confessiamo il grande Mistero che il Signore ha rivelato attraverso la Sua incarnazione? Chi, dunque, nega e non riconosce la preghiera di Gesù compie un grande errore. Nega la Trinità. Non obbedisce al Padre e non accetta l’illuminazione dello Spirito Santo, e quindi, egli non si trova in una vera comunione con Cristo. Deve dubitare di essere veramente cristiano o meno.

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