Piccola Filocalia - Amore del Bello
La Sacra Bibbia rilegata con copertina in Pelle e lastra in Argento. La Sacra Bibbia e Vangelo Rilegati con Copertina in Pelle Marrone e/o Bianca con una Lastrina in Argento a scelta tra varie icone. Produzione Artigianale Nazionale.
Idea Regalo per ricorrenze varie
Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato

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FARE DELLA VITA UNA PREGHIERA

Ora et labora - Prega e lavora.

Uno storico tedesco (!) ha detto che si potrebbe caratterizzare le grandi svolte della civiltà con il motto benedettino "ora et labora".

Per gli antichi valeva così com’è: la preghiera al primo posto, il lavoro al secondo posto, e una stretta unione tra preghiera e lavoro.

All’epoca del Rinascimento i due termini sono stati capovolti nella prassi, ed è come se si dicesse: "Labora et ora".

Finalmente con la svolta materialistica del nostro tempo uno dei due termini è soppresso. È come se si dicesse: "Labora et labora".

Infatti siamo in una repubblica fondata sul lavoro! Questa mentalità è diffusa e si cerca anche di giustificarla a suon di Bibbia.

Il cavallo di battaglia più conosciuto e più usato è il testo di Matteo che presenta i criteri del giudizio finale: Ero affamato, assetato, forestiero, nudo, malato, carcerato... (cf Mt 25, 31-46).

Per dare maggiore forza al discorso si sintetizza l’immagine di Gesù, come "l’uomo per gli altri".
È verissimo che Gesù è stato l’uomo per gli altri, ma egli era anzitutto "il Figlio unigenito che è nel seno del Padre" (Gv 1, 18), che si occupa delle cose del Padre (Lc 2, 49), che onora il Padre (Gv 8, 49), il cui cibo era fare la volontà del Padre e compiere la sua opera (Gv 4, 34). Per farla breve, insegnandoci a pregare, Gesù ci ha messo subito davanti agli occhi il Padre, il suo nome, il suo regno, la sua volontà.

Poi il pane. Un pane che è dono del Padre prima, e più ancora, che frutto del lavoro dell’uomo.

Si dice: "Chi lavora, prega". Sì, il lavoro è preghiera per chi sa pregare. Il lavoro diventa preghiera quando prima di lavorare si trova il tempo per pregare; in questo modo il lavoro diventa la continuazione naturale della preghiera, il fare quello che si è detto e capito nella preghiera. Diversamente il lavoro resta lavoro e stop.

Non siamo capaci di scoprire il volto di Cristo nel fratello se prima Cristo non è diventato per noi Qualcuno nella preghiera. Padre Peyriguère, un discepolo di Carlo de Foucauld, così esprime l’incontro con Cristo nei fratelli: "Forse, non faccio mai così bene orazione, quanto nelle lunghe e stressanti giornate passate in mezzo a questa brava gente che mi assedia, che mi succhia letteralmente. Vedere Gesù in ogni essere umano, diceva il padre de Foucauld. Come è reale il Cristo, come è terribilmente reale, quando si presenta "sotto le specie" di uno dei nostri fratelli infelici! Come è bello venire in aiuto di Gesù, quando ce lo domanda uno di quelli per cui egli è morto! Allora, passare la giornata a curare la carne stessa di Gesù, è diventare contemplativi."

Ma questo poteva scriverlo uno che aveva cominciato la sua esperienza spirituale, passando molte ore in adorazione davanti al Santissimo Sacramento, e che continuava a farlo anche mentre faceva l’infermiere.

Chi non prega, e dice di incontrare Cristo nei fratelli, illude se stesso e gli altri.

Agire per amore.

Siamo spesso in balia delle cose da fare. Siamo schiavi del lavoro. Parafrasando il detto di Gesù: "Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato" (Mc 2, 27) potremmo dire: "Il lavoro è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il lavoro".

Dobbiamo poter dire: Agisco perché amo. E questo non deve valere solo per i grandi gesti, che nella vita capitano raramente, ma per quei piccoli gesti quotidiani, per i gesti al dettaglio.

Fra’ Lorenzo della Risurrezione, umile cuoco carmelitano, diceva: "Non è necessario avere grandi cose da fare. Io rivolto le frittate nella padella per amore di Dio. Quando sono pronte, se non ho altro da fare, mi prostro a terra e adoro il mio Dio che mi ha dato la grazia di prepararle. Dopo di che mi alzo più contento di un re. Quando non posso far altro, mi basta aver sollevato una pagliuzza da terra per amor di Dio".

È questo "per amor di Dio" che rende felici nella vita: solo questo.

Trova Dio nell’intimo di te, poi agirai.

Gesù: preghiera e azione in perfetta simbiosi.

Ogni azione deve sgorgare dall’azione numero uno: dall’intimo del cuore che si unisce a Dio. Di lì tutte le azioni devono sgorgare per essere vere ed efficaci.

Gesù, l’esemplare divino, a questo riguardo, come sempre, è inarrivabile.

Gesù riceve in ogni istante la vita dal Padre e vive continuamente rivolto verso di lui. È un rapporto costante che non conosce interruzione: "Io non sono mai solo. Il Padre è sempre con me" (Gv 16, 32); "Io e il Padre siamo una cosa sola" (Gv 10, 32).

Questo si traduce anche a livello operativo: "Io faccio sempre le cose che gli sono gradite" (Gv 8, 29).

Lo vediamo passare spontaneamente dalla preghiera all’azione e dall’azione alla preghiera. Davanti alla tomba di Lazzaro, prima alza gli occhi al cielo e dice: "Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io sapevo che sempre mi dai ascolto..." poi si rivolge verso la tomba e grida a gran voce: "Lazzaro, vieni fuori". Il morto uscì" (Gv 11, 41-44).

Passa dalle giornate in cui non aveva più neanche il tempo per mangiare (Mc 6, 31) alle nottate di preghiera sulla montagna (Lc 6, 12).

Per lui preghiera e azione sono in perfetta simbiosi. Questo è il modello divino.

Riusciremo a pregare e a vivere così?

"Dio dà la preghiera a colui che prega" (Evagrio).

Si impara a pregare pregando.

"Chi impara a pregare impara a vivere" (s. Agostino).

"Signore, insegnaci a pregare!" (Lc 11, 1).

"Signore, insegnaci a vivere! Amen".
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