Piccola Filocalia - Amore del Bello


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Piccola Filocalia - Amore del Bello
Teofane il Recluso (1813-1894)

Consigli sulla preghiera

Norme del vescovo Teofane il Recluso

È necessario attenersi a norme precise sulla preghiera a causa della debolezza della nostra natura, in modo da contrastare da un lato il passo alla pigrizia e dall’altro imporre giusti limiti allo zelo. Anche coloro che maggiormente si consacrano alla preghiera, seguirono una regola in essa. Sempre essi iniziavano le loro orazioni con le formule stabilite dalla Chiesa e solo in un secondo momento, se, durante la recita di queste, sgorgava loro dal cuore la preghiera spontanea, essi le interrompevano e pregavano secondo ciò che il cuore dettava loro. Senza le preghiere fissate dalla Chiesa, noi non sapremmo neppure come pregare. Se queste non ci fossero, rimarremmo senza preghiere. Tuttavia non si debbono accumulare molte preghiere. Un numero non grande di preghiere, convenientemente recitate, è preferibile a molte recitate in fretta. È difficile evitare questo pericolo quando se ne accumulano fuori misura nell’ardore dello zelo per l’orazione.

Per quanti vivono al secolo è del tutto sufficiente la recita mattutina e serale, delle orazioni del mattino e di quelle stabilite prima del sonno notturno, che sono contenute nei manuali di devozione. Bisogna soltanto cercare di pregare sempre con la massima attenzione e con i sentimenti adatti. Per meglio riuscirvi, conviene leggerle spesso nei momenti di tempo libero, meditare sulle loro parole e cercare di penetrarvi con il sentimento, di modo che, quando le recitiamo al momento stabilito, ci siano noti i santi pensieri e sentimenti in esse contenuti. Pregare non significa soltanto leggere le orazioni, ma anche riprodurre in noi il loro contenuto, per cui le dobbiamo pronunciare come se esse uscissero dalla nostra mente e dal nostro cuore.
È necessario attenersi a norme precise sulla preghiera a causa della debolezza della nostra natura, in modo da contrastare da un lato il passo alla pigrizia e dall’altro imporre giusti limiti allo zelo. Anche coloro che maggiormente si consacrano alla preghiera, seguirono una regola in essa. Sempre essi iniziavano le loro orazioni con le formule stabilite dalla Chiesa e solo in un secondo momento, se, durante la recita di queste, sgorgava loro dal cuore la preghiera spontanea, essi le interrompevano e pregavano secondo ciò che il cuore dettava loro. Senza le preghiere fissate dalla Chiesa, noi non sapremmo neppure come pregare. Se queste non ci fossero, rimarremmo senza preghiere. Tuttavia non si debbono accumulare molte preghiere. Un numero non grande di preghiere, convenientemente recitate, è preferibile a molte recitate in fretta. È difficile evitare questo pericolo quando se ne accumulano fuori misura nell’ardore dello zelo per l’orazione.

Per quanti vivono al secolo è del tutto sufficiente la recita mattutina e serale, delle orazioni del mattino e di quelle stabilite prima del sonno notturno, che sono contenute nei manuali di devozione. Bisogna soltanto cercare di pregare sempre con la massima attenzione e con i sentimenti adatti. Per meglio riuscirvi, conviene leggerle spesso nei momenti di tempo libero, meditare sulle loro parole e cercare di penetrarvi con il sentimento, di modo che, quando le recitiamo al momento stabilito, ci siano noti i santi pensieri e sentimenti in esse contenuti. Pregare non significa soltanto leggere le orazioni, ma anche riprodurre in noi il loro contenuto, per cui le dobbiamo pronunciare come se esse uscissero dalla nostra mente e dal nostro cuore.


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