Piccola Filocalia - Amore del Bello


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La Sacra Bibbia rilegata con copertina in Pelle e lastra in Argento. La Sacra Bibbia e Vangelo Rilegati con Copertina in Pelle Marrone e/o Bianca con una Lastrina in Argento a scelta tra varie icone. Produzione Artigianale Nazionale.
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Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato


Piccola Filocalia - Amore del Bello
Teofane il Recluso (1813-1894)

Consigli sulla preghiera

Norme del vescovo Teofane il Recluso

È necessario attenersi a norme precise sulla preghiera a causa della debolezza della nostra natura, in modo da contrastare da un lato il passo alla pigrizia e dall’altro imporre giusti limiti allo zelo. Anche coloro che maggiormente si consacrano alla preghiera, seguirono una regola in essa. Sempre essi iniziavano le loro orazioni con le formule stabilite dalla Chiesa e solo in un secondo momento, se, durante la recita di queste, sgorgava loro dal cuore la preghiera spontanea, essi le interrompevano e pregavano secondo ciò che il cuore dettava loro. Senza le preghiere fissate dalla Chiesa, noi non sapremmo neppure come pregare. Se queste non ci fossero, rimarremmo senza preghiere. Tuttavia non si debbono accumulare molte preghiere. Un numero non grande di preghiere, convenientemente recitate, è preferibile a molte recitate in fretta. È difficile evitare questo pericolo quando se ne accumulano fuori misura nell’ardore dello zelo per l’orazione.

Per quanti vivono al secolo è del tutto sufficiente la recita mattutina e serale, delle orazioni del mattino e di quelle stabilite prima del sonno notturno, che sono contenute nei manuali di devozione. Bisogna soltanto cercare di pregare sempre con la massima attenzione e con i sentimenti adatti. Per meglio riuscirvi, conviene leggerle spesso nei momenti di tempo libero, meditare sulle loro parole e cercare di penetrarvi con il sentimento, di modo che, quando le recitiamo al momento stabilito, ci siano noti i santi pensieri e sentimenti in esse contenuti. Pregare non significa soltanto leggere le orazioni, ma anche riprodurre in noi il loro contenuto, per cui le dobbiamo pronunciare come se esse uscissero dalla nostra mente e dal nostro cuore.
Successivamente, dopo aver meditato ed essere penetrati con l’animo nella sostanza delle preghiere, dobbiamo impararle a memoria, per non perdere tempo in cerca di un testo che le contenga o della lampada quando giunge il momento di recitarle. Così, recitandole non ci distrarremo con lo sguardo, ma sarà più facile tenere rivolto costantemente il pensiero a Dio. L’esperienza ci insegnerà quanto ciò sia utile. Ed è molto importante il fatto che in tal modo in ogni momento ed in ogni luogo il manuale di preghiera sia nel nostro intimo. Dopo esserci così preparati, durante la preghiera ci sforzeremo di tenere lontana la mente da ogni distrazione e di impedire ai sensi di raffreddarsi o di cadere in preda all’indifferenza, impegnandoci con tutti i mezzi a nostra disposizione a tenere sveglia l’attenzione e vivo il sentimento. Al termine di ogni preghiera, fate prostrazioni, quante volte riterrete opportuno, esprimendo le vostre necessità con le vostre parole o recitando la preghiera di Gesù. In tal modo la preghiera si allungherà alquanto, ma crescerà la sua efficacia. Specialmente dopo aver terminato le orazioni, pregate a lungo da soli chiedendo il perdono per le distrazioni involontarie della mente ed affidandovi alle mani di Dio per tutta la giornata.

Anche nel corso di questa dobbiamo rivolgere la nostra attenzione impegnata di preghiera a Dio. L’attenzione si ha ricordando Dio, la preghiera con brevi invocazioni. È ottima cosa imparare a memoria un certo numero di salmi e recitarli durante il lavoro o durante gli intervalli di quest’ultimo, alle volte invece di una breve preghiera, accompagnandoli con la meditazione. È questo un antichissimo uso cristiano, già segnalato ed introdotto nelle regole di san Pacomio e sant’Antonio. Dopo aver così trascorso la giornata, la sera pregate con più ardore e maggior raccoglimento, aumentate il numero delle prostrazioni e le invocazioni al Signore. E, dopo esservi affidati a Dio, andate a riposare con una breve preghiera sulle labbra ed addormentatevi con essa o leggendo qualche brano.

Quali salmi ci conviene apprendere a memoria? Quelli che colpiscono il nostro cuore, quando leggiamo. Naturalmente il loro effetto varia secondo le persone. Cominciate con il Salmo 50: “Abbi pietà di me, Signore…”, il Salmo 145: “Loda anima mia il Signore…”, che poi sono i Salmi cantati nelle antifone della liturgia. Si apprendano i Salmi iniziali dell’Ufficio della Comunione: il Salmo 22: “Il Signore mi pascerà…”; il Salmo 23: “La terra è del Signore…”; il Salmo 115: “Ho creduto e perciò ho parlato…”, ed il primo Salmo di Compieta (il 69): “Dio, affrettati ad aiutarmi…”. Imparate i Salmi delle ore ed altri analoghi. Leggete il Salterio e scegliete.

Quando avremo imparato questi salmi, saremo forniti di tutte le armi della preghiera. Se saremo turbati da qualche pensiero, ci affretteremo a rivolgerci a Dio o con una breve preghiera o leggeremo qualche Salmo ed in particolare il Salmo 69: “Dio, affrettati ad aiutarmi…”. Ed ogni nube che ci turberà sarà subito dissolta. Inoltre conviene ricordare che questi sono strumenti, ma che il nostro compito principale consiste nello stare spiritualmente nell’intimo del cuore davanti a Dio e nel rivolgerci a Lui con il dolore della penitenza.


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