Piccola Filocalia - Amore del Bello


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La Sacra Bibbia rilegata con copertina in Pelle e lastra in Argento. La Sacra Bibbia e Vangelo Rilegati con Copertina in Pelle Marrone e/o Bianca con una Lastrina in Argento a scelta tra varie icone. Produzione Artigianale Nazionale.
Idea Regalo per ricorrenze varie
Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato


Piccola Filocalia - Amore del Bello
San Simeone il Nuovo Teologo (917-1022)

A cuore umile e contrito, carismi e virtù

Se uno trascorre tutta la sua vita nella negligenza e nel disordine, potrà un giorno giungere alle lacrime ed alla contrizione, così come colui che dall’inizio della sua vita monastica si è dedicato senza riserva a sopportare tutte le sofferenze secondo la volontà di Dio? Potrà liberarsi dalla cattiveria, dalla malvagità, dalla durezza del cuore che il mondo ha lasciato in lui e trovare l’umiltà? Affatto. Chi lo crede e lo afferma, chiunque esso sia, erra. Come il ferro se non è messo nel fuoco, non può risplendere come quello rovente né diventare malleabile con qualche altro mezzo, né trasformarsi in uno strumento utile, così neppure colui che conduce una vita trascurata, pigra e dannosa, potrà essere eguale a chi dal principio ha seguito buoni esempi obbedendo ai padri spirituali e conduce una vita virtuosa, né potrà godere dei doni e carismi dello Spirito come quest’ultimo. Ed è naturale che sia così. L’uno infatti, essendo umile nel cuore ed avendo pensieri ancora più umili e la mente contrita, allorché segue con scrupolo le Sacre Scritture e sopporta ogni angoscia e tentazione ed inoltre annovera se stesso tra quanti sono i più umili, giudicando le sue azioni ed il male compiuto, rimproverandosi ogni giorno e considerandosi un peccatore, progredisce spiritualmente in breve tempo ed è istruito dalla Grazia divina, se non ha un maestro, in ciò che concerne la salvezza.

Così allontana poco a poco dalla sua anima la malvagità e la cattiveria che vi sono ancora presenti ed introduce al loro posto le virtù. Colui invece che è pieno di impurità e di presunzione e non vuole umiliarsi davanti alla potente mano di Dio, né svelare al padre spirituale i segreti del suo cuore, né affidarsi a lui, e si rifiuta di fare e sopportare tutto ciò che, conforme alla prudenza, porta alla virtù ed al Signore e rende perfetto l’uomo secondo Dio, diventa peggiore di quanto non lo fosse nel mondo, poiché ritorna in lui lo spirito materiale e vi prende dimora con i sette spiriti della malvagità.
Lacrime e contrizione purificano l’anima

Perciò, come ho già detto all’inizio, la contrizione è frutto della pratica della vita spirituale ed è apportatrice di frutti, o piuttosto è lei che produce tutte le virtù, come lo testimonia tutta la Scrittura divinamente ispirata. Perciò chi vuole vincere le passioni o acquistare le virtù, deve cercare la contrizione con somma cura prima di tutti gli altri beni e di tutte le virtù. Senza di essa non vedrà mai pura la sua anima; se non avrà pura l’anima, neppure il suo corpo sarà puro. Come senza l’acqua non è possibile lavare un abito macchiato, così senza le lacrime è ancor più difficile pulire e purificare l’anima dalle colpe e sozzure. Non invochiamo pretesti dannosi e stolti, o per meglio dire, completamente falsi ed apportatori di rovina, ma cerchiamo con tutte le forze dell’anima costei che è la regina delle virtù.

Chi la cerca con tutte le forze, la trova o, per meglio dire, essa, sopraggiungendo trova colui che si sforza di cercarla. Ed anche se ha il cuore più duro del bronzo, del ferro e dell’acciaio, essa, quando giunge, lo rende più morbido della cera. Essa è il fuoco divino che scioglie le montagne e le rocce e le rende tutte lisce e trasforma le anime, che la ricevono, in paradisi. In esse sgorga una fonte di acqua viva che balza e saltella e le bagna abbondantemente e, come da una cisterna, scorre verso coloro che sono vicini e lontani e riempie abbondantemente le anime che con fede ricevono la parola. Purifica dapprima dalle macchie coloro che ne sono insozzati, quindi libera dalle passioni strappandole come croste dalle ferite, intendo dire la malvagità, l’invidia, la vanagloria e gli altri vizi che a questi si accompagnano. Inoltre, come una fiamma che corre tutto attorno, poco a poco le distrugge bruciandole continuamente come spine. Essa per prima fa sorgere il desiderio della completa liberazione e purificazione da questi vizi e quindi dei beni riservati da Dio per quanti lo amano.
Tutto ciò ottiene il fuoco divino della contrizione con le lacrime o piuttosto a causa delle lacrime. Senza di loro nulla di ciò, come abbiamo detto, è accaduto, né accadrà mai in noi o in alcun altro. Infatti non si potrà mai dimostrare servendosi della Sacra Scrittura che senza lacrime e senza una contrizione continua alcuno tra gli uomini s’è purificato o è divenuto santo o ha ricevuto lo Spirito Santo o ha contemplato Dio o l’ha riconosciuto nel suo animo o in genere lo ha avuto nel suo cuore. Ciò s’è realizzato solo se la penitenza e la contrizione si sono precedentemente manifestate o se sono sgorgate, come da una fonte, lacrime incessanti, un vero diluvio di lacrime che lavano la dimora dell’anima e la bagnano come una rugiada e la rinfrescano, presa com’è e bruciata dal fuoco inaccessibile.

L’afflizione spirituale garanzia delle virtù

Quanti dunque affermano che non è possibile affliggersi e piangere ogni notte ed ogni giorno, dimostrano di essere privi di ogni virtù. Se i nostri Santi Padri dicono: “Colui che vuole distruggere le passioni, le distrugge con il pianto e chi vuole acquistare le virtù, le acquista con il pianto”, è evidente che chi non piange ogni giorno, né vince le passioni né ottiene le virtù anche se crede di praticarle tutte. Dimmi a che servono gli strumenti di un’arte, se è assente l’artigiano che sa lavorare la materia e farne un oggetto adatto? E che vantaggio ha l’ortolano che lavora tutto il suo orto, vi semina e pianta ogni genere di legumi, se non sopraggiunge la pioggia sulle piante o se non è irrigato il suo terreno? Evidentemente nessuno. Così pure colui che esercita le altre virtù ed in esse si affatica, non trae alcun giovamento se non lo assiste questa santa e beata signora e produttrice di tutte le virtù…

La penitenza, il pianto o le lacrime debbono essere incessanti

Perciò la vostra prima preoccupazione, fratelli, sia la penitenza ed il pianto ad essa congiunto e le lacrime che ne conseguono. Né infatti senza la penitenza può sussistere il pianto, né senza il pianto ci possono essere le lacrime, ma tutti e tre, penitenza, pianto e lacrime, sono congiunti tra loro, né possono esistere indipendentemente l’uno dall’altro. Né alcuno dice che è impossibile piangere ogni giorno; se così fosse, sarebbe impossibile pentirsi ogni giorno. In tal modo si finirebbe per distruggere la Sacra Scrittura, per non dire lo stesso comandamento del Signore: “Pentitevi, è vicino infatti il Regno dei cieli”. Così pure sarebbe vano l’altro comandamento divino: “Chiedete ed otterrete, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”. Se si sostiene l’impossibilità di pentirsi, di piangere, e di lacrimare ogni giorno, come potrà un uomo corruttibile essere umile, rallegrarsi sempre e pregare incessantemente ed inoltre possedere un cuore puro da ogni passione e da pensieri malvagi in modo da contemplare Dio? E così sarai annoverato tra gli empi e non tra i credenti. Se Dio disse e ripete che tutto ciò per noi è possibile e grida che può accadere ogni giorno, tu contraddici alle sue parole sostenendo che è impossibile, per cui in nulla differisci da quanti non hanno fede.
Vuoi dunque comunicarti senza lacrime? Fa ciò che ogni giorno canti e leggi ed allora lo potrai fare ininterrottamente. Di che si tratta? Allora tu lo ignori completamente? Ascolta colui che dice: “Non sono giusti davanti a Dio costoro che ascoltano la legge, ma saranno giustificati coloro che hanno ciò che comanda la legge”. Ma tu non allungare troppo il discorso, ti ricorderò proprio le parole di David: “Non salirò sul letto su cui mi stendo, non concederò il sonno ai miei occhi ed alle mie palpebre l’assopimento ed il riposo alle mie tempie, finché non troverò un luogo per il Signore, un tabernacolo per il Dio di Giacobbe”. Ed ancora: “Non c’è pace nelle mie ossa in faccia dei miei peccati, poiché le mie colpe hanno superato la mia testa e come un fardello si sono infettate e si sono incancrenite in faccia alla mia follia. Sono caduto nella miseria e nella prostrazione sino al fondo, tutto il giorno camminavo accasciato. Sono caduto nel male e nell’umiliazione estrema, arrossivo a forza di gemere nel mio cuore. Sono divenuto come un passero solitario su un tetto e sono divenuto simile al pellicano del deserto poiché ho mangiato la cenere come pane ed ho mescolato la mia bevanda con le lacrime. Mi sono affaticato nel mio lamento, laverò ogni notte il mio letto, con le mie lacrime bagnerò il mio giaciglio”. Anche san Giovanni Climaco dice: “La sete e la veglia hanno angosciato il cuore; dal cuore angosciato sono sgorgate le acque”. Colui che vuole, può apprendere nel suo libro gli altri consigli che egli sviluppa su questo argomento. Se pure tu incessantemente metterai in pratica con tutto il tuo cuore, con umiltà e fede quanto ogni giorno è oggetto dei tuoi canti e delle tue letture o senti leggere dagli altri, in verità ti annuncio una grande gioia, che cioè se persisterai in queste pratiche soffrendo la sete, vegliando, sottoponendoti sino alla morte ed obbedendo senza discutere e sinceramente al tuo superiore, sopportando ogni angoscia o violenza, insulto, calunnia e peggio ancora, colpi di frusta ed oltraggi dai più vili tra i tuoi confratelli, pregando per loro con animo pieno di gratitudine e senza alcun rancore, rallegrati ed esulta di gioia indicibile, poiché non solo di sera e di mattina ed a mezzogiorno, ma anche mentre mangi e bevi e, spesso, mentre conversi, canti, leggi e preghi ed anche quando sei disteso sul letto, questo dono divino ed ineffabile sopraggiungendo ti accompagnerà per tutti i giorni della tua vita. Esso ti accompagnerà nel tuo cammino e si fermerà con te quando ti arresterai per riposare, servirà assieme a te nel tuo servizio, confortandoti ed incoraggiandoti nelle sofferenze derivate dalla fatica. Ed allora apprenderai che giustamente e bene disse san Simeone che non ci si deve comunicare senza lacrime e che ciò è possibile e realmente si conviene a tutti. Non fu lui infatti a dirlo ed a scriverlo, ma lo Spirito Santo per suo mezzo… Se poi uno non ha lacrime, per lo meno deve cercare di averle con tutta la forza dell’anima. Né può altrimenti essere senza peccato, né puro nel cuore.


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