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GREGORIO PALAMAS

Tre capitoli sulla preghiera e sulla purità del cuore



1. Essendo Dio la bontà stessa, la misericordia e l'abisso senza fondo di dolcezza, essendo oltretutto ciò che può venir nominato o pensato, chi raggiunge l' unione con Lui partecipa alla Sua grazia. L'unione con Lui si compie acquistando le virtù divine, e attraverso la preghiera e l'implorazione. La comunione operata dalla virtù rende chi è diligente, idoneo a raggiungere l'unione divina, ma non è essa che l'effettua; l'intensa preghiera con la sua energia santa compie la ascesa dell'uomo a Dio e l'unione con Lui.

L'essenza della preghiera è l'unione dell'essere dotato di intelligenza col suo Creatore, quando le sue azioni vanno oltre le passioni e i pensieri passionali mediante l'ardente contrizione. Finchè la mente è soggetta alle passioni l'unione con Dio non è possibile. Rimanendo la mente in questo stato non può ricevere la grazia di Dio con l'aiuto della preghiera. Nella misura in cui rifiuta i pensieri passionali, acquista la contrizione. In proporzione alla contrizione riceve il conforto misericordioso e, permanendo con umiltà in questi sentimenti, riuscirà a trasformare la parte concupiscibile dell'anima.

2. Quando l'unicità del pensiero diventa triplice, per l'unione alla divina Uni-Trinità, vengono chiuse le porte ad ogni possibile smarrimento, peccato ed errore, essendo ormai il pensiero al di sopra delle forze carnali, del mondo e del principe di questo mondo. Fuori dei suoi agguati il pensiero dimora raccolto in se stesso e in Dio, gustando quella gioia spirituale che sgorga dall'interno. Esso diventa triplice, pur rimanendo nella sua unicità, quando ritorna in sè stesso e dal suo intimo ascende a Dio. Il pensiero discende in se stesso per mezzo dell'attenzione su di sè, ascende a Dio per mezzo della preghiera.

Quando esso dimora in questo raccolto stato mentale e nell'ardente ricerca di Dio, interiorizzando i suoi contenuti vagolanti con uno sforzo intenso di autocontrollo, si avvicina mentalmente a Dio, incontra l'inesprimibile, gusta la vita futura e conosce con apprensione spirituale quanto è buono il Signore, come il Cantore dice nei salmi "Gustate e vedete quanto è buono il Signore". Non è cosa facile il portare la mente al suo triplice stato, nel quale rimanendo una, contempla, è contemplata e ascende a Dio nella preghiera. Dimorare a lungo in questo stato dal quale scaturisce qualcosa di indescrivibile, è molto difficoltoso.

L'impegno per l'acquisto di qualunque altra virtù, è in suo confronto agevole e facile. Per questo motivo molti, rifiutando la strettezza della virtù della preghiera, non ne arrivano ad acquistare la vastità del dono. A coloro che invece persistono è promesso il più grande intervento divino che li rende forti ad affrontare e sopportare quanto loro verrà richiesto. Quest'opera divina li fa andare avanti con quella gioia che rende superabili le difficoltà e conferisce alla loro natura il potere angelico che dà il potere di compiere ciò che è al di sopra della stessa natura. Il profeta afferma: "Chi ha fiducia in Dio rinnova la sua forza, stende le ali come l'aquila, corre e non si affatica, cammina e non si stanca".

3. Per pensiero intendo anche l'attività della mente: essa comprende i pensieri e le intellezioni; e per mente va inteso anche quella facoltà che la Scrittura chiama "cuore". Attraverso il suo potere la mente (la più importante facoltà umana, l'anima interiore) pensa. In essa pratichiamo la preghiera e in tal maniera l'attività della mente e i pensieri vengono purificati con agevolezza. L'anima dalla quale i pensieri nascono diventa pura quando tutte le altre sue facoltà sono purificate. L'anima è una, ma molteplici sono le sue facoltà; se il male si annida in una di esse tutta l'anima ne risulta inquinata; l'anima pur essendo una e semplice ha le facoltà in reciproco rapporto.

Siccome ciascuna facoltà opera in azioni differenti, può succedere che mediante una speciale attenzione e diligenza, una di queste azioni si riveli temporaneamente pura. Da questo non si può concludere che tutta la facoltà sia pura; essendo in correlazione con le altre potenze, l'azione compiuta può essere più inquinata che pura.

Se invece, mediante una speciale attenzione e diligenza durante la preghiera, l'azione della mente si rivela pura ed acquisisce, gradualmente, l'illuminazione della comprensione e la contemplazione mentale, e comincia a considerarsi purificata, può ingannare se stessa e cadere nella menzogna; quest'inganno aprirà la porta al nemico sempre pronto a sedurci. Invece, riconoscendo l'inquinamento del proprio cuore, esso non si esalta per una momentanea azione pura. Vedrà sempre più chiaramente le opacità delle altre facoltà animiche, progredirà nell'umiltà, accrescerà la compunzione e il cordoglio, e troverà i rimedi efficaci per ogni potenza dell'anima.

Purificando con le opere la sua parte attiva, la mente con la conoscenza, la parte contemplativa con la preghiera e, per esse, approdando alla perfetta e stabile purezza del cuore e della mente, l'anima raggiunge il frutto delle azioni giuste, della costante contrizione, della contemplazione e della preghiera che anima la contemplazione.

Filocalia Vol. 4 p 123-133




Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato



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