Diario della Preghiera - Teofane il Recluso


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Il dono del Timore di Dio e del Consiglio

Ma anche il dono del Timore di Dio è necessario, il senso della riverenza per la grandezza di Dio, il senso dello stupore; il timore filiale, intendiamoci, non il timore che 'dà luce e allontana, ma il timore che ci fa sentire la sua grandezza e dà a noi il senso dell'adorazione senza fine.

E poi il dono del Consiglio; questo è necessario soprattutto per la Madre. Saper vedere che cosa è giusto, che cosa è meglio per ogni anima, per sapere indirizzare le anime, guidarle nella via del Signore; saper essere forte con una, dolce con l'altra, saper dare a tutte il nutrimento necessario, ed è diverso per ciascuna: non si può dare a tutte il medesimo cibo! Con alcune ci vorrebbe la sferza, con le altre ci vogliono le carezze, con l'una basta un sorriso e con l'altra ci vuole un rimprovero. E come saperlo? Noi non lo indoviniamo; diamo un sorriso e lo si prende subito come una complicità alla debolezza, diamo un rimprovero e l'anima si chiude, si irrigidisce e magari diventa amara con noi.

Il dono del Consiglio, come è necessario! Ma è necessario soprattutto a chi guida le anime, a chi ha la responsabilità nei confronti degli altri. Di quanti doni abbiamo bisogno, di tutti i doni dello Spirito Santo! Ma quanti sono i doni dello Spirito Santo? Ne ho richiamati sette, ma non sono sette; sette è un numero di plenitudine, vuol dire che sono settantamila volte sette, sono tanti quante sono le potenze dell'anima che devono essere portate a Dio, guidate e sorrette da lui.

Noi siamo come un'arpa che riposa in un angolo, ma ci passa il dito dello Spirito Santo e ne trae melodie dolcissime, ne trae un canto di amore sempre più puro e più alto verso Dio. Lasciate che le vostre corde siano sempre intonate, in modo che passando il dito dello Spirito attraverso le vostre potenze, la vostra intelligenza lo veda, lo comprenda, lo conosca, la vostra volontà lo ami e aderisca a lui, e la vostra anima conosca le cose in modo tale da usarne nel suo cammino verso il Signore. Viva la vostra anima in tale consonanza con lo Spirito, così che divenga forte nelle imprese divine, forte nel sopportare ogni tribolazione, dolcissima nel riposare in Dio, nell'abbandonarsi alla sua Paternità, intimamente presa dallo stupore della sua grandezza, nell'adorazione, e viva poi anche in questa capacità di guidare, di portare gli altri verso il Signore.

Che la nostra vita sia tutta illuminata, tutta trasfigurata, tutta penetrata dai doni divini, in modo che sia veramente una vita «ultra humanum modum», una vita sovrumana, perché è la vita di Dio in noi.


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