Arte della Preghiera - Consigli Utili Per La Preghiera del Santo Nome o Preghiera del Cuore o Preghiera di Gesù




Il Santo del Calendario
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Gli Angeli non hanno una voce materiale, ma con la mente incessantemente glorificano il Signore, in ciò consiste tutta la loro attività e ad essa è consacrata la loro vita. Così anche tu, fratello, quando entri nella tua camera e ne chiudi la porta, cioè quando la tua mente non erra qua e là, ma entra nell’intimo del tuo cuore, ed i tuoi sensi sono chiusi e lontani dalle cose di questo mondo, e tu in tal modo preghi incessantemente, allora sei simile agli Angeli ed il Padre tuo, vedendo la tua preghiera segreta da te elevata dall’intimo del tuo cuore, ti ricompenserà con grandi doni spirituali.

Gregorio Palamàs (ca. 1296–1359) - Arcivescovo di Tessalonica, Taumaturgo

TEOFANE IL RECLUSO
Nascita 1815 - Morte 1894 - Venerato da Chiesa ortodossa russa - Canonizzazione 1988 - Ricorrenza 10 gennaio

Arte della Preghiera
GLI SFORZI UMANI E LA GRAZIA DI DIO

La Preghiera di Gesù è composta solo da poche parole, ma in esse c'è tutto. Fin dai tempi antichi è stato riconosciuto che questa preghiera, una volta assunta come abitudine, può sostituire tutte le altre preghiere verbali. C'è forse qualcuno che cerca la salvezza ed ignora questo metodo? Se usata nel modo indicato dai santi Padri, questa preghiera ha un grosso potere; ma tra quelli che prendono l’abitudine di recitarla, non tutti scoprono questo potere, non tutti gustano i suoi frutti. Come mai?

Perché costoro vogliono ottenere da soli ciò che è dono di Dio, frutto incessante della sua grazia.

Non abbiamo bisogno di alcun aiuto particolare da Dio per iniziare l'opera di ripetere questa preghiera al mattino, alla sera, mentre camminiamo, mentre siamo seduti o coricati, mentre lavoriamo o durante il tempo libero. Comportandoci sempre così, possiamo abituare da soli la lingua a ripetere la Preghiera anche senza uno sforzo cosciente. Da ciò può derivare un certo conforto spirituale ed anche una sorta di calore del cuore. Ma tutto ciò, dice il monaco Niceforo nella Filocalia, è solo l'azione e il frutto dei nostri sforzi.

Fermarsi qui significherebbe essere soddisfatti della facilità a ripetere come pappagalli le parole Signore, abbi pietà: vorrebbe dire credere di aver raggiunto qualcosa mentre invece non si è raggiunto nulla. Questo è quanto accade quando cadiamo nel vizio di ripetere meccanicamente le parole di questa preghiera, senza capire che cosa sia realmente la preghiera. Il risultato è che ci accontentiamo degli effetti naturali di questa preghiera e cessiamo di guardare al di là. Ma chiunque abbia realmente capito la natura della preghiera continuerà la propria ricerca. Rendendosi conto di come la vera ricompensa della preghiera continui a sfuggirgli - per quando segua diligentemente le istruzioni degli anziani - smetterà di attenderla dai propri sforzi e riporrà tutta la sua speranza in Dio.

Da questo momento la grazia può agire in lui e, nell’ora nota solo a lei, innesterà la preghiera sul suo cuore. Esternamente nulla cambierà, come ci insegnano gli anziani: la differenza sarà nella forza interiore. Quello che è vero per questa preghiera vale anche per ogni forma di crescita spirituale. Un uomo di carattere violento può essere preso dal desiderio di domare la propria irritabilità e di ottenere la mansuetudine. Nei libri di ascesi ci sono istruzioni su come disciplinarsi per giungere a questo.

Ciascuno può leggere queste istruzioni e seguirle, ma fin dove andrà con i propri sforzi?

Non più in là di un silenzio esteriore durante gli scoppi d'ira, con quel poco di repressione della collera che il suo autocontrollo può permettergli. Non riuscirà mai da solo ad estinguere completamente la collera e ad instaurare nel proprio cuore la mansuetudine:

ciò può avvenire solo quando la grazia pervade il cuore e vi colloca la mitezza.

Questo è vero per ogni virtù. Qualunque cosa tu stia cercando, cercala con tutte le tue forze, ma non aspettarti che la tua ricerca e i tuoi sforzi diano frutti da soli. Metti la fiducia nel Signore, non attribuendo nulla a te stesso: allora il Signore ti concederà secondo il desiderio del tuo cuore (Sal 36,3-4).

Prega così: « lo desidero e cerco; ravvivami con la tua giustizia ››.

Il Signore ha detto: « Senza di me non potete far nulla» (Gv 15,5), e questa legge trova perfetto compimento nella vita spirituale, non vi si discosta minimamente.

Quando qualcuno chiede: « Cosa devo fare per acquisire questa o quella virtù?››, c'è una sola risposta: « Rivolgiti al Signore e te la concederà; non c'è altro modo di trovare quello che cerchi ››.


Teofane il Recluso

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