La preghiera di Gesù

Filocalia - Amore del Bello - Preghiera e respiro
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Preghiera del cuore - Preghiera e respiro

Bisogna cercare una guida che non commetta errori, perché con le sue indicazioni da lui impariamo le deviazioni dell'attenzione a destra e a sinistra, cioè le mancanze e gli eccessi introdotti dal nemico, e siamo formati da quanto egli stesso ha patito nelle prove e ci manifesta; senza ambiguità egli ci indichi questa via spirituale e così facilmente la possiamo percorrere.

Se la guida non c'è, è necessario cercarla faticosamente; se non la si trova, dopo aver invocato Dio con contrizione di spirito e lacrime e averlo supplicato nella povertà, fa' quello che ti dico.

Tu sai che il respiro è l'aria che respiriamo e inspiriamo, a causa di null'altro se non del cuore; essa è causa della vita e del calore del corpo. Il cuore attira l'aria per respingere all'esterno il proprio calore, mediante l'espirazione e pervenire a una buona temperatura. Cooperatore, o piuttosto ministro di tale disegno è il polmone, che creato poroso dal Creatore, al modo di un mantice introduce senza dolore e fa uscire ciò che in esso è contenuto.

Così il cuore, attirando il freddo con il respiro e respingendo il caldo, osserva senza trasgressioni l'ordine a lui affidato per la sussistenza del corpo vivente.

Tu, dunque, siediti, raccogli le profondità del tuo cuore, fallo entrare per le narici, la via per la quale il respiro entra nel cuore, spingilo e forzalo a scendere insieme all'aria che viene inspirata nel cuore; quando sarà giunto là, non vi sarà più nulla privo di gioia né privo di grazia, ma come un uomo che è emigrato dalla propria casa, quando torna gioisce perché è stato fatto degno di ritrovare i figli e la moglie, così anche il profondo del cuore, quando si è unito all'anima, è ricolmo di piacere e di gioia indicibili.

Fratello, abitua il tuo profondo a non uscire troppo velocemente da là: all'inizio, infatti, sarà indolente per il fatto di essere rinchiuso là dentro allo stretto; ma quando si sarà abituato, non sopporterà più le relazioni esterne, poiché il regno dei cieli è dentro di noi”. Chi lo vede là e lo cerca con la preghiera pura, considera odiose e abominevoli tutte le cose esterne.

Se dunque fin da principio, come si è detto, entri attraverso il tuo profondo nel luogo del cuore che ti ho indicato, rendiamo grazie a Dio. E tu glorificalo, esulta e sii sempre preso da tale attività ed essa ti insegnerà quello che non sai. Anche questo devi imparare, che non appena il tuo profondo si trova là, da allora non devi rimanere in silenzio e inattivo, ma avere come attività e meditazione incessante “Signore, Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore”, e non interrompere mai questa invocazione.

Quando questa preghiera tiene il profondo del cuore lontano da distrazioni, lo mostra imprendibile e intoccabile agli assalti del nemico e lo conduce ogni giorno alla carità e al desiderio divino.
Niceforo Monaco, Discorso sulla sobrietá, vol. IV, pp. 26-27

Fin dal mattino, seduto su uno sgabello basso, conduci la mente dal principio direttivo” dentro al cuore e trattienila in esso; piegando con fatica e con forte dolore il petto, le spalle e il collo, grida con insistenza nello spirito o nell'anima: “Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me”.

Poi a motivo della ristrettezza e della fatica, forse anche della noia della continua ripetizione fa passare il profondo del cuore all'altra metà della preghiera e dì: “Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore”; ripeti con frequenza metà della formula, ma non cambiarla di continuo per pigrizia.

Le piante trapiantate continuamente non mettono radici. Trattieni anche il respiro in modo da non respirare agevolmente, poiché l'aria che respiri sale dal cuore, oscura le sue profondità, e allontanandole dal cuore agita la mente, oppure le consegna prigioniere allloblio, oppure le dispone a meditare ora questo ora quello, perché senza accorgersene giunga a trovare ciò che non deve.

Se ti accadesse di vedere le impurità degli spiriti malvagi, o dei pensieri, che si manifestano o assumono forme diverse, non ti stupire; anche se ti appaiono pensieri buoni, non far loro attenzione, ma trattieni il respiro, per quanto ti è possibile, racchiudi il tuo profondo dentro al cuore e persevera nell'invocazione continua del Signore Gesù; presto brucerai e respingerai questi pensieri flagellandoli invisibilmente con il nome divino. Dice Climaco: “Flagella gli avversari con il nome di Gesù; non vi è arma più potente nel cielo e
sulla terra”.
Gregorio il Sinaita, La pace interiore, vol. lV, pp. 71-72

Che si debba trattenere il respiro lo attesta Isaia Anacoreta e molti altri con lui.

Uno dice: “Domina le tue indomabili profondità”, cioè le profondità disperse dalla potenza avversa a motivo della negligenza che ritorna dopo il battesimo insieme ad altri spiriti più malvagi nellianima indolente, come dice il Signore, e che rende l'ultimo stato peggiore del primo”.

Un altro dice che il monaco deve avere il ricordo di Dio in luogo del respiro. Un altro che l°amore di Dio precede il respiro. E il Nuovo Teologo: “Trattieni anche il respiro delle narici, per non respirare facilmente”.

E Climaco: “Unisci il ricordo di Gesù al tuo respiro, e allora conoscerai il vantaggio della pace interiore”.

E l'Apostolo dice che non lui, ma Cristo vive in lui operando e inspirando la vita divina.

E il Signore dice: Il vento soffia dove vuole, prendendo l'esempio dal soffio del vento sensibile, poiché diventati puri, abbiamo ricevuto la caparra dello Spirito e la parola seminata in noi, come germe, come afferma il fratello di Dio, Giacomo.
Gregorio il Sinaita, La pace interiore, vol IV, p. 72
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