La preghiera di Gesù

Filocalia - Amore del Bello
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La preghiera di Gesù

Come perseverare nella preghiera?
Come adempiere il comando di Paolo: Pregate incessantemente (1 Ts 5,17)?
In che modo mantenere vivo il ricordo di Gesù?


Nella tradizione orientale è nata la pratica della preghiera di Gesù o preghiera del cuore, che già appare in germe tra i padri del deserto, negli scritti di Barsanufio e Giovanni di Gaza, di Diadoco di Fotica, e continua poi in Giovanni Climaco e negli autori bizantini fino a trovare una descrizione organica nel Metodo della preghiera e dell'attenzione sacre, attribuito a Simeone il Nuovo Teologo.

La Filocalia parla sovente della preghiera di Gesù e della spiritualita a essa connessa. Questa preghiera che consiste nella ripetizione della breve formula: “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pieta di me peccatore”, si adatta facilmente a essere recitata in qualunque situazione, in qualsiasi momento.

Nel nome di Gesù si trova condensata l'intera Scrittura, la cui conoscenza e preghiera è del resto presupposta. A volte tale preghiera si accompagna a una tecnica del respiro. Gregorio il Teologo: “Occorre ricordarsi di Dio più di quanto si respira”. La preghiera di Gesù cerca di tradurre fisicamente tale affermazione.

Niceforo, in particolare, insegna: “Tu, dunque, siediti, raccogli le profondità del tuo cuore, fallo entrare per le narici, la via per la quale il respiro entra nel cuore, spingilo e forzalo a scendere insieme all'aria che viene inspirata nel cuore......... Fratello, abitua il tuo profondo a non uscire troppo velocemente da la; all'inizio, infatti, sarà indolente per il fatto di essere rinchiuso la dentro allo stretto; ma quando si sarà abituato, non sopporterà piu le relazioni esterne, poichè il regno dei cieli e dentro di noi (cf. Lc 17,21)”.

Come può una tecnica fisica essere in rapporto con la conoscenza di Dio? Gregorio Palamas difese questa prassi contro gli umanisti bizantini che accusavano i monaci athoniti di essere omphalopsichiti, cioè di trattenere l'anima nell'ombelico.

Per i monaci esicasti la preghiera non fa uscire l'uomo dal proprio corpo, ne' lo porta a disprezzarlo; essa fa discendere l'Incorporeo nel corpo e provoca l'unificazione della persona.

Il respiro funge da supporto all'unione dell'anima con il corpo; piu che una funzione biologica, diventa una funzione spirituale.

La formulazione della preghiera può variare. La formula classica accosta alla confessione di fede data dall'invocazione: “Signore Gesu Cristo, figlio di Dio”, la supplica: “Abbi pieta di me peccatore”.

La preghiera prende avvio dalla ferita che ciascuno porta in sé; essa assume la fragilita umana, la vulnerabilità propria di ogni creatura, non rimuove la debolezza, il male, il peccato, ma li assume e li pone dinanzi allo sguardo misericordioso di Dio. La ricerca del suo volto passa attraverso la porta stretta della nostra piccolezza.

Ma talora la formula suona: “abbi pieta di noi”. Quelli che così pregano “intercedono per tutti i loro fratelli, poichè sanno che l'amore è la pienezza della Legge e dei profeti...... muovono maggiormente Dio a far misericordia, perchè lo chiamano Dio comune, cioè Dio di tutti noi” (Marco Eugenico).

Questa preghiera non e riservata ai monaci e ai preti. Ai laici che affermano di non avere tempo per pregare, sommersi come sano da tanti affanni e preoccapazioni mandane, si risponde: “Dio non ci ha chiesto nulla di impossibile, ma soltanto quello che possiamo fare. Perciò anche questo può essere adempiuto da chi cerchi con perseveranza la salvezza della sua anima.

Se fosse impossibile, lo sarebbe per tutti i laici e non si troverebbero nel mondo tanti e tanti che la praticano”
(Vita di san Gregorio di Tessalonica).



1 - Lo Scopo della Preghiera

2 - Preghiera e Respiro

3 - Le Parole della Preghiera

4 - Perseveranza









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