Matta el Meskin Consigli per la preghiera
Matta el Meskin Consigli per la preghiera




Il Santo del Calendario
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Matta El Meskin, (Matteo il Povero) al secolo Yusuf Iskandar (1919 – 2006), è stato un monaco egiziano, igumeno del monastero di San Macario il Grande, deserto di Scete, dal 1969 alla morte. L'igumeno Matta El Meskin non è solo una delle maggiori figure della storia contemporanea della chiesa copta ortodossa ma anche un autore spirituale noto e apprezzato in tutto il mondo, tradotto in quattordici lingue.


Matta el Meskin Consigli per la preghiera

La preghiera e il tempo

La preghiera, invito divino al ritorno della creatura esiliata

La preghiera autentica, nella quale hai accesso al Padre e parli alla sua presenza, non è un semplice atto umano: è essenzialmente un invito divino, al quale tu non fai che rispondere. Dio è sempre e in ogni tempo disposto a riceverti e non cessa di invitarti a venire a lui: «Tutto il giorno ho steso le mani...» (Rm 10,21). «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò» (Mt 11,28). «Colui che viene a me, non lo respingerò» (Gv 6,37).

Perché Dio si rallegra di averti accanto a sé; e, se possibile, in modo permanente.

Quando stai dinanzi a Dio, alla sua presenza, realizzi di fatto il ritorno della creatura esiliata verso il seno del suo Creatore, il ritorno di Adamo nel paradiso. Così la preghiera è, di per se stessa, una riparazione per le lunghe ore passate lontano da Dio, in mezzo alle preoccupazioni della terra e agli affanni della vita temporale (cf. Lc 21,34).

Per sua natura, la preghiera rappresenta un ritorno a Dio, una vera conversione. Dio, un tempo, ha cacciato Adamo dalla sua presenza, ed ecco che ora ti chiama senza sosta, «tutto il giorno», a entrare alla sua presenza e a restare con lui. Una volta che sei entrato presso di lui mediante la preghiera, Dio desidera che tu non ne esca mai più.

Perciò la preghiera autentica, che è riuscita a rispondere al desiderio pieno di benevolenza di Dio, deve continuare segretamente in fondo al cuore, con uno scambio senza parole, anche dopo che hai lasciato il luogo della preghiera.

Puoi allora andare alle tue diverse occupazioni, ma intanto la preghiera non cessa il suo lavoro segreto all'interno del tuo cuore.


 








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