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LE 70 CATECHESI MARIANE DI GIOVANNI PAOLO II
di mercoledì in mercoledì a partire dal 7 settembre 1995 al 13 novembre 1997

"MARIA, MEMBRO SOVREMINENTE DELLA CHIESA" Mercoledì 30 luglio 1997


1. Il ruolo eccezionale che Maria riveste nell’opera della salvezza ci invita ad approfondire il rapporto esistente tra Lei e la Chiesa.

Secondo alcuni, Maria non può essere considerata membro della Chiesa, poiché i privilegi che le sono stati conferiti, l’immacolata concezione, la divina maternità e la singolare cooperazione all’opera di salvezza, la pongono in una condizione di superiorità rispetto alla comunità dei credenti.

Il Concilio Vaticano II, però, non esita a presentare Maria come membro della Chiesa, pur precisando che Ella lo è in modo "sovreminente e del tutto singolare" (LG, 53): della Chiesa Maria è figura, modello e madre. Diversa da tutti gli altri fedeli, a motivo dei doni eccezionali ricevuti dal Signore, la Vergine appartiene, tuttavia, alla Chiesa e ne è membro a pieno titolo.

2. La dottrina conciliare trova significativo fondamento nella Sacra Scrittura. Gli Atti degli Apostoli mostrano Maria presente fin dall’inizio nella comunità primitiva (cfr At 1,14), mentre condivide con i discepoli ed alcune donne credenti l’attesa orante dello Spirito Santo, che scenderà su di loro.

Dopo la Pentecoste la Vergine continua a vivere in comunione fraterna in mezzo alla comunità e partecipa alle preghiere, all’ascolto dell’insegnamento degli Apostoli ed alla "frazione del pane", cioè alla celebrazione eucaristica (cfr At 2,42).

Colei che aveva vissuto in stretta unione con Gesù nella casa di Nazaret, vive ora nella Chiesa in intima comunione con suo Figlio, presente nell’Eucaristia.

3. Madre dell’unigenito Figlio di Dio, Maria è Madre della Comunità che costituisce il Corpo mistico del Cristo e ne accompagna i primi passi.

Accettando tale missione, Ella si impegna ad animare la vita ecclesiale con la sua presenza materna ed esemplare. Tale solidarietà deriva dalla sua appartenenza alla comunità dei riscattati. Infatti, a differenza del suo Figlio, Ella ha avuto bisogno di essere redenta, poiché "è unita nella stirpe di Adamo con tutti gli uomini bisognosi di salvezza" (LG, 53). Il privilegio dell’immacolata concezione l’ha preservata dalla macchia del peccato, a motivo di uno speciale influsso salvifico del Redentore.

"Membro sovreminente e del tutto singolare" della Chiesa, Maria utilizza i doni a lei concessi da Dio per realizzare una solidarietà più completa con i fratelli del suo Figlio, ormai divenuti anch’essi suoi figli.

4. Come membro della Chiesa, Maria pone al servizio dei fratelli la sua santità personale, frutto della grazia di Dio e della sua fedele collaborazione. L’Immacolata costituisce per tutti i cristiani un valido sostegno nella lotta contro il peccato e un perenne incoraggiamento a vivere da redenti da Cristo, santificati dallo Spirito e figli del Padre.

Inserita nella prima comunità, "Maria, la madre di Gesù" (At 1,14), è da tutti rispettata e venerata. Ognuno comprende la preminenza di Colei che ha generato il Figlio di Dio, l’unico ed universale Salvatore. Il carattere verginale della sua maternità, inoltre, le concede di testimoniare lo straordinario apporto al bene della Chiesa offerto da chi, rinunciando alla fecondità umana per docilità allo Spirito Santo, pone se stesso completamente al servizio del Regno di Dio.

Chiamata a collaborare in modo intimo al Sacrificio del Figlio e al dono della vita divina all’umanità, Maria continua la sua opera materna dopo la Pentecoste. Il mistero d’amore racchiuso nella Croce ispira il suo ardore apostolico e la impegna, come membro della Chiesa, nella diffusione della buona novella.

Le parole del Crocifisso sul Golgota: "Donna, ecco il tuo figlio" (Gv 19,26), con le quali le viene riconosciuto il ruolo di madre universale dei credenti, aprirono orizzonti nuovi e illimitati alla sua maternità. Il dono dello Spirito Santo, ricevuto a Pentecoste per l’esercizio di tale missione, la induce ad offrire l’aiuto del suo cuore materno a tutti coloro che sono in cammino verso il pieno compimento del Regno di Dio.

5. Membro sovreminente della Chiesa, Maria vive un rapporto unico con le persone divine della Santissima Trinità: con il Padre, con il Figlio e con lo Spirito Santo. Il Concilio, chiamandola "Madre del Figlio di Dio, e perciò [...] figlia prediletta del Padre e tempio dello Spirito Santo" (LG, 53), ricorda l’effetto primario della predilezione del Padre che è la divina maternità.

Consapevole del dono ricevuto, Maria condivide con i credenti gli atteggiamenti di filiale obbedienza e di sentita gratitudine, incoraggiando ciascuno a riconoscere i segni della benevolenza divina nella propria vita.

Il Concilio usa l’espressione "tempio" (sacrarium) dello Spirito Santo, intendendo sottolineare il legame di presenza, d’amore e di collaborazione che esiste tra la Vergine e lo Spirito Santo. La Vergine, che già san Francesco d’Assisi invoca come "sposa dello Spirito Santo" (cfr Antifona "Santa Maria Vergine" in: Fonti Francescane, 281) incoraggia con il suo esempio gli altri membri della Chiesa ad affidarsi generosamente all’azione misteriosa del Paraclito e a vivere in perenne comunione d’amore con lui.


Giovanni Paolo II Mercoledì 30 luglio 1997



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