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LE 70 CATECHESI MARIANE DI GIOVANNI PAOLO II
di mercoledì in mercoledì a partire dal 7 settembre 1995 al 13 novembre 1997


LA FEDE DELLA CHIESA SU MARIA








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Colei che ha creduto
mercoledì 3 luglio 1996

1. Nel racconto evangelico della Visitazione, Elisabetta «piena di Spirito Santo», accogliendo in casa Maria, esclama: «Beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore» (Lc 1,45). Questa beatitudine, la prima riferita dal Vangelo di Luca, presenta Maria come colei che con la sua fede precede la Chiesa nella realizzazione dello spirito delle beatitudini. L'elogio tessuto da Elisabetta alla fede di Maria è rafforzato dal confronto con l'annuncio dell'angelo a Zaccaria. Una lettura superficiale delle due annunciazioni potrebbe considerare simili le risposte di Zaccaria e di Maria al messaggero divino: «Come posso conoscere questo? lo sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni», dice Zaccaria; e Maria: «Come avverrà questo? Non conosco uomo» (Lc 1,18.34). Ma la profonda differenza tra le disposizioni intime dei protagonisti delle due vicende emerge dalle parole stesse dell'angelo, che rivolge a Zaccaria un rimprovero per la sua incredulità, mentre offre immediatamente una risposta alla domanda di Maria. A differenza dello sposo di Elisabetta, Maria aderisce pienamente al progetto divino, non subordinando il suo consenso alla concessione di un segno visibile. All'angelo che le propone di diventare madre, Maria fa presente il suo proposito di verginità. Ella, credendo nella possibilità del compimento dell'annuncio, interpella il messaggero divino solo sulle modalità della sua realizzazione, per meglio adempiere la volontà di Dio, alla quale intende aderire ed affidarsi con totale disponibilità. «Cercò il modo, non dubitò dell'onnipotenza di Dio», commenta sant'Agostino. 

2. Anche il contesto in cui si realizzano le due annunciazioni contribuisce ad esaltare l'eccellenza della fede di Maria. Nel racconto di Luca cogliamo la situazione più favorevole di Zaccaria e la inadeguatezza della sua risposta. Egli riceve l'annuncio dell'angelo nel tempio di Gerusalemme, all'altare davanti al «Santo dei Santi» (cf. Es. 30,6-8); l'angelo gli si rivolge mentre offre l'incenso, durante quindi il compimento della sua funzione sacerdotale, in un momento saliente della sua vita; la decisione divina gli viene comunicata durante una visione. Queste particolari circostanze favoriscono una più facile comprensione dell'autenticità divina del messaggio e costituiscono un motivo d'incoraggiamento ad accoglierlo prontamente. L'annuncio a Maria avviene, invece, in un contesto più semplice e feriale, senza gli elementi esterni di sacralità che accompagnano quello fatto a Zaccaria. Luca non indica il luogo preciso in cui avviene l'Annunciazione della nascita del Signore: riferisce solo che Maria si trovava a Nazareth, villaggio poco importante, che non appare predestinato all'evento. Inoltre, l'evangelista non attribuisce singolare rilevanza al momento in cui l'angelo si rende presente, non precisandone le circostanze storiche. Nel contatto con il messaggero celeste l'attenzione verte sul contenuto delle sue parole, che esigono da Maria un ascolto intenso e una fede pura. Quest'ultima considerazione ci permette di apprezzare la grandezza della fede in Maria, soprattutto se confrontata con la tendenza a chiedere con insistenza, ieri come oggi, segni sensibili per credere. L'assenso della Vergine alla Volontà divina è motivato, invece, solo dal suo amore per Dio. 

3. A Maria è proposto di aderire ad una verità molto più alta di quella annunciata a Zaccaria. Questi è invitato a credere in una nascita meravigliosa che si realizzerà all'interno di un'unione matrimoniale sterile, che Dio vuole rendere feconda: intervento divino analogo a quelli di cui avevano beneficiato alcune donne dell'Antico Testamento: Sara (cf. Gen 17,15-21; 18,10-14), Rachele (cf. Gen 30,22), la madre di Sansone (cf. Gdc 13,1-7), Anna, madre di Samuele (cf. 1Sam 1,11-20). In tali episodi viene sottolineata soprattutto la gratuità del dono di Dio. Maria è chiamata a credere in una maternità verginale, di cui l'Antico Testamento non ricorda nessun precedente. In realtà il noto oracolo di Isaia: «Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele» (Is 7,14), pur non escludendo tale prospettiva, è stato esplicitamente interpretato in questo senso soltanto dopo la venuta di Cristo, e alla luce della rivelazione evangelica. A Maria è richiesto di aderire ad una verità mai enunciata nel tempo precedente. Ella l'accoglie con animo semplice e audace. Con la domanda: «Come avverrà questo?» esprime la fede nel potere divino di conciliare la verginità con la sua eccezionale ed unica maternità. Rispondendo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo» (Lc 1,35), l'angelo offre l'ineffabile soluzione di Dio all'interrogativo posto da Maria. La verginità, che sembrava un ostacolo, diviene il contesto concreto nel quale lo Spirito Santo opererà in lei il concepimento del Figlio di Dio incarnato. La risposta angelica apre la via alla cooperazione della Vergine con lo Spirito Santo nella generazione di Gesù. 

4. Nella realizzazione del disegno divino si attua la libera collaborazione della persona umana. Maria, credendo alla Parola del Signore, coopera all'adempimento della maternità annunciata. I Padri della Chiesa sottolineano spesso questo aspetto del concepimento verginale di Gesù. Soprattutto sant'Agostino, commentando il Vangelo dell'Annunciazione, afferma: «L'angelo annunzia, la Vergine ascolta, crede e concepisce». Ed ancora: «Il Cristo è creduto e concepito mediante la fede. Prima si verifica la venuta della fede nel cuore della Vergine, e in seguito viene la fecondità nel seno della Madre».L'atto di fede di Maria ricorda la fede di Abramo, che ai primordi dell'Antica Alleanza ha creduto in Dio, divenendo così capostipite di una posterità numerosa. All'inizio della Nuova Alleanza anche Maria con la sua fede esercita un influsso decisivo sul compimento del mistero dell'Incarnazione, inizio e compendio di tutta la missione redentrice di Gesù. Lo stretto rapporto tra fede e salvezza, posto in risalto da Gesù nella sua vita pubblica (cf. Mc 5,34; 10,52; ecc.), aiuta a comprendere anche il fondamentale ruolo che la fede di Maria ha esercitato e continua ad esercitare nei confronti della salvezza del genere umano.

Giovanni Paolo II, mercoledì 3 luglio 1996

INDICE: LE 70 CATECHESI MARIANE DI GIOVANNI PAOLO II



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