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Perché Gesù dice: «Non prego per il mondo»?



"Io non prego per il mondo ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi". (Giovanni 17,9)





Gesu` – con questa confessione incastonata all’interno della preghiera finale che suggella i discorsi dell’ultima cena – ci invita forse a rinchiuderci nel guscio protetto dei fedeli e a maledire il mondo, i non credenti, coloro che popolano le piazze nell’indifferenza e nel peccato?

Un’idea impossibile perche´ egli e` vissuto sempre nel mondo, in compagnia proprio di queste persone “esterne”, dichiarando esplicitamente di «non essere venuto a chiamare i giusti ma i peccatori» (Marco 2,17).

Una concezione smentita dallo stesso Gesu` del Vangelo di Giovanni che nel dialogo notturno con Nicodemo affermava: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perche´ chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perche´ il mondo sia salvato per mezzo di lui» (3,16-17).

E allora come giustificare questa negazione cosi` netta, pronunciata da Cristo nell’ultima sera della sua vita terrena? È forse una smentita delle altre sue parole, perche´ incombe l’esito troppo tragico della morte per crocifissione? Eppure anche lassù, sulla croce, egli continuera` a perdonare e a non chiedere vendetta: «Padre, perdona loro perche´ non sanno quello che fanno!» (Luca 23,34).

La risposta e` da cercare nella varieta` di significato che registra il termine “mondo” nel quarto Vangelo. Esso designa l’universo, la natura, il creato che e` opera di Dio per mezzo del Verbo («Tutto e` stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla e` stato fatto di cio` che esiste... Egli era nel mondo e il mondo e` stato fatto per mezzo di lui», 1,3.10).

Il “mondo” è anche l’umanità intera, ossia le creature umane che popolano la terra (detta pure “mondo”) e che, come si è visto (3,16-17), sono amate da quel Dio «il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati» (1 Timoteo 2,4). Fin qui il valore del termine e` positivo e non giustifica quella frase di Gesù.

C’è, però, un terzo significato radicalmente negativo: il “mondo” è anche la “mondanita`”, cioè coloro che rigettano coscientemente e coerentemente i valori dello spirito, la verità, l’amore, il bene, la giustizia. Non sono i semplici peccatori, che possono essere toccati nel cuore e convertirsi, ma i superbi oppositori del Bene, i sistematici negatori di ogni valore e, quindi, gli avversari di Cristo, consapevoli della sua verità ma, per interesse proprio o per arroganza di potere, pronti a rigettarla.

Sono coloro che hanno per guida «il principe di questo mondo», Satana (Giovanni 12,31; 16,11).

Gesu`, dunque, non puo` pregare per loro, mentre prega per l’umanità misera e fragile. Commenta uno studioso, Ludwig Monti: «Gesù non puo` amare la mondanita`: sarebbe una contraddizione in termini, una smentita del suo disegno di salvezza e di giustizia». E` per questo che san Giovanni esorta nella sua Prima Lettera: «Non amate il mondo, nè cio` che è del mondo!» (2,15).







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