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Il regno di Dio in mezzo a voi


"I farisei gli domandarono: «Quando verrà il regno di Dio?». Gesù rispose loro: «il regno di Dio è in mezzo a voi!»." (Luca 17,20-21)

Nel Vangelo di Luca gli studiosi hanno ritagliato due brani che sembrano affacciarsi su quell’orizzonte estremo che sta alla fine della storia: è quella che tecnicamente viene chiamata “escatologia”, cioè “discorso sulle realtà ultime”, e che è espresso in un linguaggio denominato come “apocalittico”, cioè “da rivelazione” di qualcosa di misterioso. Si parla, così, di “piccola apocalisse” di Luca, presente in 17,20-37, e di “grande apocalisse” di Luca, che si legge in 21,5-36. Ebbene, noi proponiamo ora proprio l’inizio della prima, “piccola” rivelazione che Gesù fa sul “regno di Dio”.

Questo simbolo, centrale nella predicazione di Cristo, designa il progetto che Dio vuole attuare, con la collaborazione libera dell’umanità, nei confronti del creato e della storia. La pienezza di questo disegno di salvezza si avrà alla fine della vicenda di tutto l’essere creato quando, come si legge nell’Apocalisse, si avranno «un cielo nuovo e una terra nuova e il cielo e la terra di prima scompariranno» (21,1). Sorgerà, allora, un mondo di giustizia, bellezza, amore e verità, e questa sarà "l'escatologia" in senso stretto.

Ma, contro la tentazione di relegare il regno di Dio solo su quello sfondo remoto, Gesù a più riprese ribadisce che questo progetto divino è già in azione nella storia umana attuale, anche se la sua opera è nascosta e simile quasi a un fiu- me carsico che corre sotto la superficie accidentata delle vicende umane. Infat- ti, la risposta completa che Gesù rivolge ai farisei che lo interrogano suona così: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione e nessuno dirà: “Eccolo qui!”, oppure: “Eccolo là!”». Non si tratta, quindi, di un’“apocalisse” nel senso popolare del termine, cioè di una rivelazione clamorosa e terrificante, bensì di una realtà discreta, anzi piccola come il granello di senape, oppure il pizzico di lievito deposto nella farina, o come un tesoro sepolto nelle profondità del terreno o una perla confusa tra tante cianfrusaglie (cfr. Matteo 13,31-33.44-46).

Gesù invita, allora, i suoi interlocutori a non perdere tempo in pronostici, oroscopi o previsioni sulla meta terminale del regno di Dio, ma ad accoglierne la presenza attuale ancora modesta ma già in azione. Non per nulla la sua prima “predica” era stata limpida e netta: «Il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo» (Marco 1,15). Cristo ribadisce, nel Vangelo di Luca, che «il regno di Dio è in mezzo a voi», è già presente ora, e così egli allude anche alla sua opera di annunciatore, di testimone e di protagonista nell’instaurazione di questo regno di giustizia, amore e verità.

L’espressione greca entòs hymôn, “in mezzo a voi”, può anche significare “dentro di voi”, cioè nell’interiorità delle persone e nell’intimità dei cuori. Questa idea, che pure ha un suo valore, non è però direttamente intesa da Gesù, che getta lo sguardo piuttosto su tutta la storia e la creazione, come appare nell’insieme del suo discorso detto appunto “la piccola apocalisse”, la “rivelazione” sul senso globale e profondo della realtà




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