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Due giovani difficili



Questa volta inizieremo con una canzone di un noto cantautore lombardo, Angelo Branduardi, intitolata Domenica e lunedì: «No, non perdetelo il tempo, ragazzi, / non è poi tanto quanto pensate; / dopo l’inverno arriva l’estate, / dopo domenica è lunedì. / Camminano le ore, non si fermano i minuti; / se ne va, è la vita che se ne va; / se ne va, dura solo il tempo di un gioco; / se ne va, non sprecatela in sogni di poco; / se ne va, di domani nessuno lo sa. / Non si fermano i minuti, / dopo domenica è lunedì... / È così fragile la giovinezza / non consumatela nella tristezza».

Purtroppo è facile scoprire giovani che dissolvono il loro tempo nel vuoto senza impegno, in una deriva che è fatta di inerzia. Difficile è individuare le radici profonde di questo comportamento, mentre quelle esteriori sono evidenti: il branco, la moda comune, l’assenza di lavoro. A quest’ultimo proposito, ma anche con un’acuta rappresentazione della complessità spesso indecifrabile dei giovani, possiamo evocare una piccola ma suggestiva parabola di Gesù narrata solo da Matteo. Eccola: «Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna! Egli rispose: Non ne ho voglia! Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse, allora, al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: Sì, signore! Ma non vi andò» (Matteo 21,28-30).

La scena si ripete quotidianamente. Ci sono ragazzi che impressionano per il loro abbigliamento, i loro modi sgarbati, le loro reazioni capaci solo di creare sospetto. E invece celano sotto questa scorza ruvida una bontà di fondo, una generosità che si vergognano di esprimere ma che sono pronti a manifestare operosamente. Altri, invece, apparentemente più a modo, corretti ed esteriormente accettabili, in realtà si rivelano egoisti, indolenti, forse anche intimamente indifferenti. Davanti a queste due tipologie Gesù propone una lezione ai suoi ascoltatori, probabilmente convinti anch’essi che il primo giovane sia migliore nonostante le apparenze.

MALATTIA DELL’ANIMA. Ecco, dunque, l’applicazione di Cristo: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel Regno di Dio. Giovanni, infatti, venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli» (Matteo 21,31-32). A queste parole indiscutibili che colpiscono ancora una volta la malattia dell’anima più pericolosa agli occhi di Gesù, cioè l’ipocrisia, si potrebbe però aggiungere un’ulteriore applicazione. Ideale sarebbe, invece, un giovane che risponde subito affermativamente alla richiesta del padre e che va nel campo a lavorare.

Parole e opere che insieme procedono, «ascoltare la parola di Dio e metterla in pratica», come dirà Gesù (Luca 8,21), adesione e azione intrecciate insieme. E qui ritorniamo ai versi della canzone di Branduardi: la giovinezza è fragile, il tempo scorre inesorabile, non si deve consumarlo nella superficialità, nel rifiuto, ma anche nella pura attesa senza entrare nel campo della vita, riconoscendo che il lunedì ci attende per iniziare la settimana dello studio, del lavoro, dell’impegno.






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Indice Catechesi


Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato


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