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Un padre tenero e misericordioso



Uno dei simboli più suggestivi per evocare la persona di Dio è, nella Bibbia, quello genitoriale. Al Signore vengono assegnate a più riprese qualità paterne ma anche materne. L’apice è nell’invito di Gesù a rivolgersi al Padre celeste con l’appellativo più familiare, quell’abba’ aramaico equivalente al nostro “papà, babbo”.

Nel nostro itinerario in quest’anno giubilare della misericordia abbiamo cercato di intrecciare la famiglia con questa virtù propria di Dio ma anche del fedele. Ora, un volto particolare della misericordia è la tenerezza paterna e materna: non per nulla i due termini biblici principali che la descrivono hanno come base simbolica il grembo materno o la capacità generativa paterna, l’ebraico rahamîm, “viscere”, e il greco splanchnízomai, “provare commozione viscerale” per la sofferenza di un altro. Questo sentimento brilla in un Salmo, il 103 (102), vera perla del Salterio.

Il cuore dell’inno, simile a un Te Deum festoso, è in due frasi che esaltano il nesso tra il padre e la misericordia nel suo aspetto più dolce e delicato, la tenerezza appunto. «Tenero e pietoso è il Signore, lento all’ira e grande nella benignità... Come un padre è tenero coi suoi figli, così il Signore è tenero verso coloro che lo temono [cioè “credono in lui”]» (vv. 8.13). In entrambi i versetti si usa il vocabolo “viscerale” ebraico sopra citato: Dio, anche nei confronti di un singolo fedele e non solo di tutto Israele, è simile a un padre che prova sentimenti intensi di amore.

Il Salmo, poi, allarga lo spettro colorato di questa sensibilità divina attraverso tante altre emozioni e gesti. Così, Dio perdona le mancanze del figlio, si china a curare le sue malattie, cerca di strapparlo dai pericoli mortali, lo circonda di bontà e di misericordia, lo rinvigorisce nella sua giovinezza e lo difende quando è oppresso. Non è vendicativo quando il figlio è ribelle, è consapevole della sua fragilità umana. Per descrivere l’immensità dell’amore di questo Padre, il salmista ricorre a un’immagine spaziale potente: «Quanto il cielo è alto sulla terra, così la sua misericordia...; quanto dista l’oriente dall’occidente, così il Signore allontana da sé le nostre colpe» (vv. 11-12).

Il comportamento del Padre celeste è un modello per i genitori terreni. Diventare padre geneticamente non è difficile, è essere padre l’impegno più delicato e complesso. San Paolo non esita a rivolgersi così ai genitori: «Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino» (Colossesi 3,21). Per concludere, ritorniamo alla figura di Dio che è padre verso le sue creature e lo è con grande misericordia, consapevole com’è – e sono ancora parole del nostro Salmo – «di che cosa siamo plasmati, perché egli ricorda che noi siamo polvere» (v. 14).

Risaliamo, allora, alla voce di un sapiente biblico, il Siracide, il quale scrive: «Il Signore è paziente verso gli uomini ed effonde su di loro la sua misericordia. Vede e sa che è penosa la loro sorte, perciò abbonda nel perdono. La misericordia dell’uomo riguarda il suo prossimo, la misericordia del Signore ogni essere vivente» (18,11-13).







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Indice Catechesi


Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato


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