Le parole dure di Gesù



- "Questa parola è dura! chi può ascoltarla?" (Giovanni 6, 60)


Quando abbiamo iniziato quasi tre anni fa questo lungo viaggio nelle parole “scandalose” dei Vangeli, siamo ricorsi proprio alla frase che ora riproponiamo. È il momento di concludere il nostro itinerario: abbiamo raccolto quasi tutti quei versetti che risultano ostili al nostro orecchio e possono persino far inciampare il lettore (in greco skándalon è letteralmente la “pietra d’inciampo”).

Non che tutte le difficoltà siano esaurite. Infatti, non è solo l’Antico Testamento ad avere passi difficili. Questo vale anche per le Lettere di Paolo e altri scritti neotestamentari, ma pure per i Vangeli. Per questo non ci stancheremo mai di invitare a uno scavo profondo dei testi, evitando ogni letteralismo materiale e ogni allegorismo spirituale.

Il primo si blocca davanti alle parole così come suonano, senza tener conto che esse traducono un’altra lingua e un contesto culturale e teologico specifico. L’allegoria, invece, assume le parole e le disperde in aria, quasi fossero tessere di un caleidoscopio che si può a piacimento ricomporre in nuove forme. Per questo consigliamo di seguire gli scritti evangelici tenendo accanto un commento esegetico come, ad esempio, quelli offerti dalla collana Nuova versione della Bibbia dai testi antichi, in corso di edizione presso la San Paolo.

Ciascun libro biblico è presentato in un volume con il testo originale a fronte della versione italiana, con ampie introduzioni e un doppio registro di note (più tecniche le prime, più esegetiche le seconde). Finora per i Vangeli sono usciti i commenti a Matteo (a cura di Giulio Michelini) e a Marco (a cura di Giacomo Perego). La tradizione giudaica, in forma paradossale, affermava che ogni parola della Torah – la Legge biblica e i primi cinque libri delle Scritture (e per derivazione tutti i testi sacri) – ha “settanta volti”, per cui interpretare la Parola divina è come spaccare con un martello la roccia: da essa sprizzano tante scintille.

E anche se alcune bruciano e certe schegge feriscono, bisogna lasciare che la Parola ci colpisca e ci inquieti. Ritornando alla frase sulle parole “dure” di Gesù (in greco si ha sklerós, parole “sclerotiche”, incomprensibili, recalcitranti a un’intelligenza immediata), concludiamo evocando la risposta finale di Pietro. Gesù si rivolge ai Dodici imbarazzati, ma rimasti attorno a lui mentre la folla sciamava ironizzando e sbeffeggiando: «Volete andarvene anche voi?». Pietro risponde con una frase che poniamo pure noi a suggello del nostro itinerario: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio!» (Giovanni 6,67-69).



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