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26 Ottobre - S. Evaristo Papa e martire.


Bisogna dire subito che abbiamo ben poche notizie sicure riguardo a S. Evaristo, uno dei primi successori di S. Pietro: S. lreneo e S. Eusebio lo indicano infatti come diato successore di S. Clemente, e perciò fu intorno all'anno 100 che egli divenne papa, o più esattamente vescovo di Roma: questa precisazione è opportuna, poiché allora il titolo di « papa », ossia padre, veniva conferito a qualsiasi autorità religiosa: solo a partire dal secolo VI esso venne riservato al pontefice romano. P- incerta la data precisa dell'inizio del pontificato di S. Evaristo, poiché Giulio Africano lo presenta come papa dal 97 al 105, mentre il Liber pontificalis precisa che egli fu papa per nove anni e dieci mesi, esercitando il sommo pontificato sotto gli imperatori Domiziano (t 96), Nerva (96-98), Traiano (t 1 1 7), e più esattamente « dal consolato di Valente e Vetus (96) a quello di Gallo e Bradua (108) ».

Lo stesso Liber informa che egli era un greco originario di Antiochia, mentre suo padre, di nome Giuda, era un giudeo nativo di Betlem. P- ancora lo stesso Liber che attesta il martirio di S. Evaristo, e questa testimonianza è accolta dal Martirologio Romano, che scrive per l'appunto: « A Roma [si festeggia] sant'Evaristo, Papa e Martire, il quale, sotto l'imperatore Adriano, imporporò col suo sangue la Chiesa di Dio». Ma la notizia è abbastanza priva di fondamento, tanto che gli estensori del nuovo calendario hanno ritenuto opportuno redigere la seguente nota: « La memoria di S. Evaristo, introdotta nel Calendario romano nel secolo XI, viene cancellata: a nessun diritto infatti S. Evaristo deve essere annoverato tra i martiri, e il suo giorno natalizio [cioè il giorno della sua morte] non è conosciuto ».

Ancor più leggendarie appaiono le notizie di due disposizioni prese da S. Evaristo nell'esercizio del suo pontificato. Ossia la distribuzione dei sacerdoti di Roma nei venticinque titoli o chiese parrocchiali della città, che sarebbero stati istituiti già da S. Cleto, e inoltre la disposizione che i diaconi fossero al fianco del vescovo mentre questi predicava e proclamava il prefazio della Messa, per testimoniarne, in caso di necessità, l'ortodossia e insieme per conferire maggiore solennità alla celebrazione.

A S. Evaristo viene attribuita pure una certa regolamentazione delle solenni cerimonie che accompagnano la consacrazione delle chiese, e che sono ispirate alla dedicazione del tempio di Salomone, ma è una notizia priva di fondamento storico.


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