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23 Ottobre - S. Giovanni da Capestrano Sacerdote.


S.Giovanni da Capestrano aveva settant'anni, nel 1456, quando si trovò alle porte di Belgrado, minacciata all'esercito turco, a rincuorare le truppe cristiane munito di una gran croce di legno e di robusta voce: «Sia avanzando che retrocedendo, sia colpendo che colpiti, - gridava - invocate il nome di Gesù. In lui solo è salute! ». Era il 21 luglio. Tre mesi dopo, il 23 ottobre, fra Giovanni da Capestrano moriva a llok (Villaco, in Austria).

Era nato a Capestrano, in provincia di L'Aquila, nel 1386, figlio di un barone tedesco e di madre abruzzese. Era un bel ragazzo, dai capelli biondi, « i quali - ricordava - sembravano fili d'oro, et io li portavo lunghi, secondo la moda del mio paese, sicché mi facevano una bella danza ». Per la sua origine e l'aspetto nordico lo chiamarono Giantudesco. Studiò diritto civile ed ecclesiastico a Perugia, laureandosi eccellente giurista. Ebbe subito la nomina di giudice e governatore della città. Quando Perugia venne occupata dai Malatesta, con l'alta carica, Giovanni perdette anche la libertà.

In prigione ebbe modo di meditare sulla vanità degli onori mondani e, uscito dal carcere, ormai trasformato interiormente, ottenne l'annullamento del matrimonio e andò a bussare al convento francescano di Assisi. Indossò così l'abito degli osservanti, cioè dei seguaci di S. Francesco che avevano accolto la riforma propugnata da S. Bernardino, di cui Giovanni da Capestrano fu amico e discepolo. Ebbe inizio allora per il dinamico frate quella molteplice attività apostolica che per quarant'anni lo vide impegnato in vari punti d'Europa, infaticabile organizzatore di opere di carità, messaggero di pace, consigliere, missionario tra gli Hussiti, in Baviera, in Turingia, nella Sassonia, nella Slesia e in Polonia.

I papi, che lo ebbero consigliere, gli affidarono missioni diplomatiche nei vari Stati italiani, da Milano alla Sicilia. Re Ferdinando III lo volle in Austria, e il suo Ordine lo mandò come visitatore in Terrasanta e nei Paesi Bassi. Organizzatore della crociata contro i Turchi, fu in Ungheria e nei Balcani. Con tenacia tutta teutonica e con lo slancio delle genti mediterranee portò a compimento iniziative che ad altri sarebbero parse impossibili. Ma le vittorie più significative le riportò sulle trincee dell'ortodossia, nella difesa della verità dall'eresia, del genuino spirito francescano dal compromesso degli innovatosi, della pace civile e religiosa nei punti caldi dell'Europa nei quali fu presente con sorprendente celerità, nonostante disponesse solo di un mulo come mezzo di locomozione. Morì sulla breccia, il 23 ottobre 1456 e fu canonizzato nel 1690.


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