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14 Ottobre - S. Callisto I Papa e martire.


Una delle mete obbligate per i pellegrini e i turisti che si recano a Roma è costituita dalle catacombe.. Particolarmente celebri e frequentate sono quelle di S. Callisto, definite da papa Giovanni XXIII « le più auguste e le più celebri di Roma» e che traggono vantaggio, anziché concorrenza, dalla vicinanza di altre celebri catacombe come S. Sebastiano e S. Domitilla o del moderno sepolcreto edificato per accogliere le vittime delle Fosse Ardeatine. Entro un'area di oltre 400 metri per 300, e sviluppandosi fino a quattro piani sovrapposti, è stato calcolato che vi siano non meno di 20 chilometri di corridoi.

Quest'opera colossale fissa per sempre la memoria di S. Callisto, che ne curò la realizzazione dapprima come diacono di papa Zefirino e poi come papa. Ma al di là delle dimensioni, questo luogo è prezioso per il gran numero e l'importanza dei martiri che vi sono stati « deposti»: particolarmente celebri sono, la cripta di S. Cecilia e quella attigua dei papi, nella quale sono stati sepolti i papi Ponziano, Antero, Fabiano ecc. Può sembrare strano, perciò, che vi manchi proprio colui che tale cripta volle, S. Callisto. La tomba di questi è posta invece nel bel mezzo della Roma più antica e più genuina: nella basilica di S. Maria in Trastevere, che, costruita per disposizione di papa Giulio alla metà del sec. IV, venne intitolata anche a S. Callisto.

A Trastevere del resto Callisto nacque nella seconda metà del secolo Il da un certo Domizio. Di condizione servile, era tuttavia molto apprezzato dal correligionario Carpoforo, che gli affidò l'amministrazione dei suoi beni. Qualcosa però non dovette andare nel migliore dei modi, poiché di lì a poco il povero Callisto fu condannato a girare una macina da mulino, per risarcire il padrone e anche la comunità cristiana del danno subìto. Un'altra dura condanna, la fiagellazione e la deportazione in Sardegna, Callisto dovette subire poco tempo dopo, in conseguenza delle accuse dei Giudei. Riscattato dalla comunità cristiana, anche per intervento di Marcia, la concubina di Commodo, Callisto collaborò con papa Vittore e con Zefirino, finché succedette come papa a questi nel 217.

La sua elezione provocò lo scisma di Ippolito, che rimproverava a Callisto la sua origine servile e soprattutto la sua arrendevolezza nei confronti dei peccatori. S. Callisto dovette combattere anche contro l'eresia sabelliana. Morì «martire», non per mano dell'autorità imperiale come attesta il Martirologio Romano, ma in occasione di una sedizione popolare.


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