Il Santo del Calendario Come inserire un font di Google
 

La vita, la leggenda, i miracoli dei Santi festeggiati ogni giorno secondo il Calendario Romano

CALENDARIO DEL MESE DI MARZO

Per la fede cattolica, "santo" è colui che sull'esempio di Gesù Cristo, animato dall'amore, vive e muore in grazia di Dio; in senso particolare è colui che in vita si è distinto per l'esercizio delle virtù cristiane in forma eroica o per aver dato la vita a causa della fede (i martiri). La Chiesa cattolica, attraverso un atto proprio del magistero del Papa, proclama santo una persona solo in seguito all'esito di un articolato procedimento detto canonizzazione.

30 Marzo San Giovanni Climaco abate


Il soprannome di Climaco deriva dal celebre trattato di ascetica scritto da Giovanni su invito dell'abate del monastero di Raithu, La Scala del Paradiso (dal greco climax, scala). Il suo biografo, il monaco Daniele del monastero di Raithu a sud-ovest del Sinai, scrive che Giovanni, nato in Palestina, all'età di sedici anni abbandonò il paese nativo per ritirarsi in un monastero del Sinai, dove quattro anni dopo ebbe la tonsura monacale. Trascorse diciannove anni di comunità, sotto la guida di un santo vegliardo, di nome Martirio.

Morto il maestro, Giovanni si ritirò in una cella solitaria sul Sinai, a poche leghe dal monastero, dove scendeva il sabato e la domenica per partecipare ai riti liturgici con i confratelli. Viveva del lavoro delle proprie mani. Nella cella disadorna vi erano una gran croce di legno, un tavolo e una panca che serviva da sedile e da letto. La sua unica ricchezza erano i libri della Scrittura e le opere dei Padri della Chiesa, tra cui la Regula Pastoralis di S. Gregorio Magno, tradotta in greco verso il 600 da un patriarca di Antiochia.

L'accenno a quest'opera non è casuale. La dipendenza della Scala Paradisi dalla Regula Pastoralis è evidente, ma per tanto tempo fu addirittura inspiegabile, poiché gli studiosi erano concordi nel ritenere che S. Giovanni Climaco fosse vissuto nel secolo V; poi il rinvenimento di nuovi documenti ha permesso di stabilire la data della sua morte, avvenuta nel 649, chiarendo al tempo stesso l'influsso di S. Gregorio Magno sulla dottrina ascetica dell'anacoreta del Sinai, in particolar modo nell'epilogo, che ha per titolo « Liber ad Pastorem » dove sono riassunti i doveri degli abati e di quanti reggono una comunità religiosa. Giovanni Climaco scrisse questa chiara sintesi della dottrina spirituale negli anni successivi alla sua esperienza di anacoreta, quando venne tolto dalla prediletta solitudine per essere posto alla guida del monastero del Monte Sinai.

Il sessantenne anacoreta accolse per obbedienza l'invito a trascrivere il risultato delle sue lunghe meditazioni sulla pratica delle virtù cristiane. Nacque così uno dei più letti trattati di teologia ascetica, che fin dalla prima pubblicazione ebbe una diffusione vastissima. La sua Scala è fatta di trenta gradini, cioè trenta capitoli, corrispondenti agli anni della vita di Gesù e sviluppa in tre parti il cammino o progresso dell'anima verso la perfezione, partendo dalla rinuncia al mondo per arrivare mediante la lotta contro i vizi e l'acquisto delle virtù alla vetta della perfezione interiore, costituita dall'unione con Dio per mezzo della carità.






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