Il Santo del Calendario Come inserire un font di Google
 

La vita, la leggenda, i miracoli dei Santi festeggiati ogni giorno secondo il Calendario Romano

CALENDARIO DEL MESE DI MARZO

Per la fede cattolica, "santo" è colui che sull'esempio di Gesù Cristo, animato dall'amore, vive e muore in grazia di Dio; in senso particolare è colui che in vita si è distinto per l'esercizio delle virtù cristiane in forma eroica o per aver dato la vita a causa della fede (i martiri). La Chiesa cattolica, attraverso un atto proprio del magistero del Papa, proclama santo una persona solo in seguito all'esito di un articolato procedimento detto canonizzazione.

20 Marzo San Serapione di Thmuís vescovo


Thmuis è una città del basso Egitto. Il suo nome, che significa «capra», le dovette derivare dal fatto che in antico vi si adorava tale animale. Di Thmuis, tra il 340 e il 356, fu vescovo S. Serapione. Non si hanno molte e sicure notizie della sua vita. Preposto dapprima alla scuola catechetica di Alessandria, si fece monaco alla scuola di S. Antonio abate, che morendo gli lasciò una delle sue tuniche di pelo. La notizia ci è trasmessa da S. Atanasio, che di Serapione fu buon amico: lo dimostrano le sue cinque lettere al vescovo di Thmuis, che a sua volta sostenne energicamente il « martello degli ariani ».

Chiamato al ministero episcopale, Serapione conservò un acuto rimpianto per la vita monastica. Ne è bella testimonianza la vivace Lettera ai monaci, che esalta l'ottima «scelta » che i monaci hanno saputo fare, rinunciando alle Gioie effimere e ai tanti dispiaceri della vita del mondo, descritti con brio e un pizzico d'ingenuità e di retorica. Serapione mette altresì in evidenza l'eftìcacia del ministero di propiziazione che i monaci esercitano nella Chiesa e nella società, ad imitazione di Abramo e Mosè. Come vescovo, Serapione dovette impegjiarsi nella difesa della dottrina cristiana. Non è accertata storicamente la sua partecipazione al concilio di Sàrdica (347), in cui fu sancita la riabilitazione di Atanasio; la sede romana fu riconosciuta come la suprema istanza di appello per la Chiesa universale e si operò anche la prima vera rottura tra Oriente ed Occidente. Tuttavia egli fu al fianco di Atanasio nella lotta anti-ariana e fu acerrimo anti-manicheo: lo dimostra il suo Libro contro i manichei, che Facondo dì Ermiana attribuiva erroneamente a S. Atanasio e che contiene l'appello a « non lasciarsi colpire dal minimo errore e ad innalzare un bel baluardo nella nostra anima per non cadere preda di un errore più grande».

Non sembra invece che sia di Serapione e comunque non è di mano sua l'ultima stesura dell'Eucologio, una raccolta di 30 preghiere liturgiche, importante per la storia della liturgia egiziana del sec. IV. S. Girolamo, che a Serapione dedicò un capitoletto del suo De viris illustribus, definendolo « Scolastico » per la sua scienza, c'informa che egli scrisse anche molte « utili lettere a diverse persone ». Sozomeno riferisce che egli fece parte di una commissione di cinque vescovi egiziani che andarono da Costanzo Il a intercedere per S. Atanasio: la missione fallì e lo stesso Serapione venne cacciato dagli ariani dalla sua sede.
Morì poco dopo il 362 e la sua festa è fissata dal Martirologio Romano al 21 marzo.






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