Il Santo del Calendario Come inserire un font di Google
 

La vita, la leggenda, i miracoli dei Santi festeggiati ogni giorno secondo il Calendario Romano

CALENDARIO DEL MESE DI MARZO

Per la fede cattolica, "santo" è colui che sull'esempio di Gesù Cristo, animato dall'amore, vive e muore in grazia di Dio; in senso particolare è colui che in vita si è distinto per l'esercizio delle virtù cristiane in forma eroica o per aver dato la vita a causa della fede (i martiri). La Chiesa cattolica, attraverso un atto proprio del magistero del Papa, proclama santo una persona solo in seguito all'esito di un articolato procedimento detto canonizzazione.

18 Marzo San Cirillo di Gerusalemme vescovo e dottore della Chiesa


Fin dal periodo apostolico l'eresia aveva fatto la sua comparsa nella Chiesa, senza tuttavia provocare nelle comunità ecclesiali quelle profonde fratture prodotte dall'arianesimo e dal nestorianesimo nel quarto e nel quinto secolo. Ma se questo pullulare di eresie rallentò l'evangelizzazione dei pagani, suscitò pure grandi figure di pastori, di teologi, di predicatori, di scrittori che con le loro opere, attraverso una catechesi sistematica, l'omelia e il sermone, riuscirono a dare una chiara esposizione della dottrina cristiana e a fare breccia nello stesso ambiente intellettuale pagano. La difesa dell'ortodossia rese più cosciente e vissuta la fede nel popolo cristiano. Una delle figure più rappresentative di questo periodo di appassionate battaglie teologiche è il vescovo di Gerusalemme, S. Cirillo, che resse quella Chiesa dal 350 fino alla morte, sopraggiunta nel 386.

Cirillo era nato nel 315 da genitori cristiani. Ebbe qualche simpatia per gli ariani; ma se ne separò molto presto, aderendo ai semiariani omoiusiani, cioè a quell'indirizzo teologico incline al compromesso, che proponeva il termine « homoi-ousios » (di natura simile) al posto di « homo-ousios » (della stessa natura, cioè il Verbo della stessa natura del Padre): si trattava della semplice aggiunta di una lettera, ma era sufficiente per eliminare l'idea della consustanzialità tra il Padre e il Figlio. Cirillo abbandonò anche i semiariani e aderì alla dottrina ortodossa di Nicea. Per questo venne mandato tre volte in esilio, sotto gli imperatori Costanzo e Valente. Il concilio ecumenico primo di Costantinopoli, al quale Cirillo prese parte, riconobbe la legittimità del suo episcopato.

Le prime incertezze del suo pensiero teologico ritardarono, in Occidente, il riconoscimento della sua santità. La sua festa venne infatti istituita soltanto nel 1882. Il titolo di dottore della Chiesa, conferitogli da Leone XIII, gli è stato attribuito per le ventiquattro Catechesi che Cirillo compose forse agli inizi del suo episcopato tenendole ai catecumeni che si preparavano ad accedere ai misteri liturgici. Delle prime 19, tredici sono dedicate all'esposizione generale della dottrina e cinque, dette mistagògiche, costituiscono il commentano dei riti sacramentali dell'iniziazione cristiana.

Le Catechesi di S. Cirillo ci sono pervenute, grazie alla trascrizione di uno stenografo, nell'integra genuinità e semplicità con cui il santo vescovo le comunicava alla comunità cristiana nei tre principali santuari di Gerusalemme, cioè, negli stessi luoghi della redenzione, nei quali, secondo l'espressione del predicatore, non solo si ascolta, ma «si vede e si tocca».






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