Il Santo del Calendario Come inserire un font di Google
 

La vita, la leggenda, i miracoli dei Santi festeggiati ogni giorno secondo il Calendario Romano

CALENDARIO DEL MESE DI MARZO

Per la fede cattolica, "santo" è colui che sull'esempio di Gesù Cristo, animato dall'amore, vive e muore in grazia di Dio; in senso particolare è colui che in vita si è distinto per l'esercizio delle virtù cristiane in forma eroica o per aver dato la vita a causa della fede (i martiri). La Chiesa cattolica, attraverso un atto proprio del magistero del Papa, proclama santo una persona solo in seguito all'esito di un articolato procedimento detto canonizzazione.

16 Marzo Santi Giovanni de Brébeuf e Isacco Jogues e compagni martiri


In questi anni è mutato l'atteggiamento verso gli indianipellerossa. Si prende coscienza che la prepotenza dei bianchi colonizzatori ha distrutto la vita di popolazioni di cui si apprezzano, ancora una volta troppo tardi, alcune caratteristiche. Anche per queste popolazioni, però, si può dire che il cristianesimo e in particolare i missionari si siano realmente preoccupati di instaurare un dialogo che consentisse di farne sopravvivere i valori più genuini. Ciò è confermato dalle vicende degli otto gesuiti morti martiri in Canada verso la metà del sec. XVII, e particolarmente di Giovanni de Brébeuf.

Questi era nato nel 1593 da una famiglia normanna che aveva accompagnato Guglielmo il Conquistatore e S. Luigi IX. Fattosi gesuita, venne ordinato sacerdote il giorno in cui compiva 29 anni. Tre anni dopo, con i padri Massé e Lalemant e il francescano ioseph Roche d'Aillon, partì per il Canada. La prima tribù con cui venne in contatto fu quella degli Algonchini, che accompagnò per cinque mesi durante le cacce nelle foreste innevate: dotato di spirito d'osservazione e buona memoria, apprese la lingua algonchina al punto da delinearne una grammatica e un vocabolario. Passò quindi dagli Uroni, nella cui lingua ormai scomparsa redasse un catechismo, prezioso anche dal punto di vista filologico.

La missione tra gli Uroni ricominciò con infinita pazienza, dopo una pausa causata dalle beghe tra Francesi e Inglesi. Ammirato dagli indiani per la sua calma, l'intelligenza e anche la forza (lo chiamavano Echon, «l'uomo che porta i fardelli»), intorno al 1637 poté cominciare i primi battesimi di adulti: alla sua morte, circa 7.000 erano gli Uroni divenuti cristiani.

La sua vita intera era stata un martirio: « Le nostre capanne sono di scorza come quelle dei selvaggi... L'interno delle capanne è una piccola immagine dell'inferno. Non ci si vede, d'ordinario, che fuoco e fumo; qua e là corpi nudi, anneriti e mezzo arrostiti, tra frotte di cani ». Il 16 marzo 1649 gli Irochesi, avversari degli Uroni, aggredirono la missione, legarono il Brébeuf a un palo, gli strapparono le unghie, lo scotennarono, lo torturarono in mille maniere e infine, ammirati del suo coraggio, gli squarciarono il petto e ne mangiarono il cuore, per impadronirsi della sua forza d'animo. Con sette suoi compagni martiri (Antonio Daniel, Carlo Garnier, Gabriele Lalemant, Giovanni de la Lande, Isacco Jogues, Natale Chabanel e Renato Goupil) venne canonizzato il 29 giugno 1931. La loro festa cade il 19 ottobre.






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