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4 Maggio - S. Ciriaco Vescovo e martire.


Chi fu in realtà S. Cirìaco, che la città di Ancona festeggia oggi come suo patrono? Fu vescovo della città adriatica o di Gerusalemme, oppure di entrambe, in tempi successivi? Secondo un testo apocrifo, già noto a S. Gregorio di Tours, ai lavori per il ritrovamento della Croce di Cristo nella città santa, promossi dal vescovo di Gerusalemme e dalla pia madre dell'imperatore Costantino, Elena, avrebbe assistito un ebreo di nome Giuda. Tra i primi miracolosi effetti prodotti dal santo legno sarebbe da annoverarsi la conversione di questo ebreo.

Mutato il nome di Giuda con quello di Ciriaco (nome di origine greca, che vuol dire «patrizio», assai diffuso in tutto il mondo romano), dopo aver percorso le vie della Palestina, fu eletto vescovo della città santa, e come tale avrebbe subito il martirio, insieme con la madre di nome Anna, durante la persecuzione di Giuliano l'Apostata. Ma la tradizione anconitana, suffragata da cospicue testimonianze di culto e antichissimi monumenti, e raccolta dallo stesso Martirologio Romano, concorda col testo apocrifo sopra citato soltanto nella prima parte.

Appena convertitosi, probabilmente per sottrarsi all'ostilità dei suoi vecchi correligionari, Giuda, assunto il nome di Ciriaco in occasione del battesimo, avrebbe abbandonato la Palestina per stabilirsi in Italia, approdando finalmente ad Ancona. Qui fu eletto vescovo, in un'epoca di straordinaria fioritura del cristianesimo, da poco uscito dalla clandestinità con l'editto di Milano. Dopo un lungo episcopato, Ciriaco, carico di meriti, volle compiere un ultimo pellegrinaggio nella Terrasanta, per rivedere il paese di Gesù e della sua stessa giovinezza. Qui lo avrebbe atteso la spada dell'ultimo persecutore romano, Giuliano l'Apostata, e il santo vegliando avrebbe colto la palma del martirio. Più tardi le reliquie del vescovo sarebbero giunte fortunosamente ad Ancona, chiuse in una cassa sospinta dalle onde del mare fino al porto. Per ricordare questa leggenda, il 4 maggio nel duomo anconitano vengono distribuiti mazzetti di giunchi benedetti.

Tra le testimonianze dell'antico culto reso ad Ancona a S. Ciriaco vi è la riproduzione dell'immagine del santo nelle monete della zecca anconitana e in monumenti. La stessa cattedrale, già dedicata a S. Lorenzo, nel secolo XIV assunse definitivamente il titolo del santo patrono. La stupenda chiesa, che domina la città adriatica dall'alto del colle del Guasco, si offre per prima allo sguardo di chi arriva ad Ancona per terra o per mare, e gli rammenta il nome del santo vescovo approdato anch'egli alla città adriatica dapprima come esule, poi come pastore.


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