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18 Luglio - S. Arnolfo Vescovo.


S. Arnolfo, vescovo di Metz, è un santo estremamente interessante per molti aspetti umani e religiosi. Nato verso il 582 da nobile famiglia, di cui non si hanno che scarse notizie, Arnolfo venne educato nel palazzo del duca Gondolfo e da questi fu avviato alla carriera amministrativa al tempo di re Teodeberto. Si unì in matrimonio con una donna dell'alta nobiltà, Doda, dalla quale ebbe due figli: Ansegiso e Clodolfo. Ansegiso sarà il padre di Pipino di Héristal, il primo dei grandi « maestri di palazzo » che terranno effettivamente il potere, tolto ai «re fannulloni ». Pipino di Héristal, Carlo Martello, Pipino il Breve e Carlomagno, i creatori della nuova dignità imperiale che riunificherà tutto l'Occidente, smembrato da più di trecento anni in vari regni barbàrici, sono i lontani discendenti del santo odierno. Nel 613 Arnolfo diede il suo contributo non irrilevante alla ríunificazione dei due rami di Austrasia e Neustrasia, primo passo verso la futura potenza carolingia.

Il secondo figlio, Clodolfo, succederà al padre nella sede episcopale di Metz, alla quale Arnolfo, benché laico, venne eletto nel 614, caso assai frequente in quest'epoca in cui l'intromissione del potere civile nell'amministrazione della Chiesa era tollerata. Quella di Arnolfo fu una scelta felice. Pur assolvendo alle sue funzioni di istitutore del futuro re Dagoberto e di consigliere del regno, svolse una zelante attività pastorale. Lo troviamo presente ai concili di Clichy (626) e di Reims (630), pur avendo rinunciato nel 627 alla sua sede episcopale per assecondare il mai sopito desiderio di vita eremitica. Ottenne infatti da Dagoberto il permesso di ritirarsi in solitudine ad Habend, nel monastero fondato da un suo amico, Romarico, un conte palatino che, dopo aver abbandonato titolo e feudo, si era ritirato a vita eremitica.

Arnolfo, turbato nei suoi ultimi anni di vita dal pensiero di aver sottratto gli anni migliori al servizio di Dio, raccontano i suoi biografi, gettò il suo anello episcopale nelle acque della Mosella, domandando a Dio di restituirglielo come segno del suo perdono. Qualche tempo dopo alcuni pescatori tirarono su dal fiume un grosso pesce che offrirono al santo vescovo. Nel ventre del pesce fu trovato l'anello, che tuttora si conserva nella cattedrale di Metz.

Un tempo veniva impresso nella cera molle durante la festa del santo come segno di devozione. Arnolfo morì nel 640, ad Habend. Le sue reliquie furono trasportate più tardi nella cattedrale di Metz che porta il suo nome. La sua festa si celebra attualmente a Metz il 19 agosto, ma il Martirologio cita il santo al 18 luglio.



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