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14 Luglio - S. Camillo de Lellis - Sacerdote.


Le vie di Dio sono infinite. Camillo de Lellis (nato a Buechiànico di Chieti nel 1550) si è imposto alla venerazione del mondo intero anche a causa di una banale vescichetta che si ostinava a non rimarginarsi, costringendolo a periodiche soste all'ospedale di S. Giacomo a Roma. Suo padre, marchese. uomo d'armi, morendo lasciò al figlio Camillo l'eredità del suo coraggio e della sua spada. Il giovanotto, recatosi a Roma per curarsi una fastidiosa ulcera al piede, entrò al S. Giacomo, pagandosi la retta col lavoro come inserviente. Ma il vizio del gioco gli fece perdere letteralmente anche la camicia, oltre ai pochi soldi raggranellati come soldato di ventura. Messosi poi al servizio dei Cappuccini, mentre cavalcava alla volta del convento tra due ceste di provviste, sulla strada tra S. Giovanni Rotondo e Manfredonia, come S. Paolo sulla via di Damasco, restò folgorato dalla grazia.

Deciso a cambiare vita, chiese di vestire il saio francescano. Ma l'ulcera al piede gli impedì di entrare a far parte della famiglia di S. Francesco. Tornò a Roma a curarsi l'ostinato malanno, e questa volta si dedicò al servizio degli infermi con ben altro spirito. Vi rimase come inserviente volontario. Assiduo ai letti dei malati più nauseabondi, diceva con tono rassicurante: « Co-mandatemi, perché siete voi i miei padroni». La domenica e le poche ore di libertà le trascorreva accanto a S. Filippo Neri, il cui influsso fu determinante per l'opera alla quale stava per porre mano.

Era appena trascorso l'Anno santo del 1575, durante il quale i pochi ospedali romani si erano mostrati del tutto inadeguati a far fronte al ricovero di tanti pellegrini bisognosi di assistenza. Camillo de Lellis allora fondò la congregazione dei Ministri, cioè i servitori degli Infermi, perché il compito precipuo dei membri della nuova congregazione era quello di votarsi alla cura spirituale e all'assistenza corporale degli ammalati.

Due anni dopo Camillo venne ordinato sacerdote. Per vent'anni guidò con fermezza quasi militaresca i suoi religiosi. Nessun impegno poteva strappare S. Camillo dal letto degli infermi: « Abbiate pazienza, - diceva a chi lo chiamava altrove sono occupato con nostro Signore Gesù Cristo ». Sette anni prima della morte, avvenuta a Roma il 14 luglio 1614, Camillo de Lellis rinunciò all'incarico di superiore generale. Il suo corpo è venerato alla Maddalena in Roma. Venne iscritto nell'albo dei santi nel 1746 e dichiarato nel 1886 patrono degli infermi e degli ospedali, insieme con S. Giovanni di Dio.



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