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9 Luglio - S. Veronica Giuliani Vergine.


La parola « mistica» ha avuto nella nostra epoca un'estensione impropria. Basti pensare alle infelici espressioni di «mistica della razza», «mistica del supeuomo ». Nel senso proprio e primario la mistica è il campo dei fenomeni vissuti da taluni spiriti privilegiati, uniti allo spirito divino da un legame d'amore ineffabile. Di essi, noi comuni mortali conosciamo soltanto il lato spettacolare, il cosiddetto meraviglioso mistico, come il miracolo e la profezia, il dominio sui fenomeni della natura, le stesse manifestazioni diaboliche, le visioni, le estasi, gli incendi interiori, le stimmate.

Ogni epoca ha avuto i suoi mistici. Oggi ricordiamo una santa, all'anagrafe Orsola Giuliani, nata nel 1660 a Mercatello, presso Urbino, settima figlia dei coniugi Francesco e Benedetta Giuliani, che all'età di diciassette anni entrò tra le suore clarisse di Città di Castello, assumendo alla professione religiosa il nome di Veronica. Nulla sarebbe trapelato dalle austere mura di quel convento della straordinaria esperienza mistica di sorella Veronica, se il suo confessore non le avesse ordinato di trascrivere sul suo diario, con l'imposizione di non rileggere nulla di quanto andava tracciando, le confidenze del Redentore, di cui riviveva puntualmente le sofferenze della passione. «L'anno 1697 leggiamo sul suo diario - il venerdì santo, la mattina vicino al giorno, trovandomi in orazione... Iddio fece penetrare nell'anima mia la grazia col darmi i segni e i dolori che il Verbo divino aveva sofferti per la mia redenzione. lo sentivo nel mio cuore una pena di morte».

Così descrive la ricezione delle stimmate: « lo vidi uscire dalle sue SS. Piaghe cinque raggi risplendenti, e tutti vennero alla volta mia... In quattro vi erano i chiodi, e in una vi era la lancia, come d'oro, tutta infuocata, e mi passò il cuore da banda a banda». Dopo la sua morte, avvenuta a Città di Castello nel 1727, di venerdì, dopo 33 giorni di malattia, sul suo corpo, che mostrava ancora le ferite della passione, venne eseguita l'autopsia e i medici riscontrarono che il cuore era effettivamente trafitto da parte a parte. « Quando vidi queste stigmate esteriori, confida S. Veronica al suo diario - io piansi molto e con tutto il mio cuore pregai il Signore di volerle nascondere agli occhi di tutti». Il suo desiderio venne esaudito, vivendo ella in totale reclusione per tutta la vita. Ma le fitte paginette dei suoi diari, scritti per più di trent'anni e che pubblicati formarono ben quarantaquattro volumi, sono un vero tesoro nascosto che arricchì di stupende pagine la letteratura mistica.



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