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3 Luglio - S. Tommaso Apostolo.


L'apostolo Tommaso, al quale facciamo ostinatamente il torto di affibbiargli il titolo di incredulo, si accomiata dal Vangelo con una breve e squillante professione di fede: Mio Signore e mio Dio! ». Nessuno fino a quel momento, neppure Pietro e Giovanni, aveva pronunciato la parola « Dio» rivolgendosi a Gesù. Al dubbioso sofferente Tommaso e al suo bisogno interiore di chiarezza, dobbiamo le confortanti parole di Cristo, riepilogo del Vangelo e punto di forza per i credenti futuri: « Perché hai visto, Tommaso, tu credi. Beati coloro che non vedono e tuttavia credono ». L'incredulità di Tommaso, come il rinnegamento di Pietro, sono stati la conseguenza del dolore e dell'amore, e perciò sono stati trasformati in benedizione e in sostegno della umana debolezza da parte della misericordia divina.

Tommaso entra nel Vangelo quasi inosservato. Le prime parole che egli pronuncia sono dettate dallo sconforto. Gesù era stato pregato da Marta e Maria di recarsi al capezzale di Lazzaro; ma tornare di nuovo in Giudea, dopo le minacce proferite dai nemici, equivaleva esporsi a un grosso rischio. Dinanzi all'obiezione dei discepoli, Gesù si mostrò irremovibile e allora Tommaso gridò accorato: «Andiamo insieme e moriamo con Lui! ». Il secondo intervento di Tommaso è altrettanto malinconico. Gesù ha raccolto i discepoli nel cenacolo e li prepara ai grandi avvenimenti di cui saranno protagonisti, poi le sue parole hanno il tono del commiato: «Dove io vado voi lo sapete e sapete anche la via». Tutti tacciono, in preda alla commozione; solo Tommaso osa obiettare: « Signore, noi non sappiamo dove tu vada, e come possiamo conoscere la via?». La risposta di Gesù è un altro dono, che introduce Tommaso e noi nell'intimo del mistero trinitario: « Gesù gli rispose: lo sono la via, la verità e la vita. Nessuno va al Padre se non per me. Se voi mi conosceste, conoscereste anche il Padre mio. Da questo momento lo conoscete ».

Tommaso, che più di ogni altro aveva bisogno della Pasqua per avere una risposta definitiva ai suoi interrogativi, provocò con la sua assenza dalla comunità degli apostoli, visitata dal Cristo risorto, un altro provvidenziale incidente: « Se non vedo nelle sue mani il livido dei chiodi, se non posso mettere il mio dito nel posto dei chiodi... non credo». E Gesù può rispondere: «Metti il tuo dito qui e vedi le mie mani!... Non essere incredulo, o Tommaso, ma credente». Nessuna verosimiglianza storica sembra si possa attribuire al Vangelo di Tommaso né ai suoi Atti.



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