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6 Gennaio - Epifania del Signore Solennità


D'origine orientale di questa solennità è nel suo stesso nome: « epifania », cioè rivelazione, manifestazione; i latini usavano la denominazione « festivitas declarationis » o « apparitio », col prevalente significato di rivelazione della divinità di Cristo al mondo pagano attraverso l'adorazione dei magi, ai Giudei col battesimo nelle acque del Giordano e ai discepoli col miracolo alle nozze di Cana. L'episodio dei magi, al di là di ogni possibile ricostruzione storica, possiamo considerarlo, come hanno fatto i Padri della Chiesa, il simbolo e la manifestazione della chiamata alla salvezza dei popoli pagani: i magi furono l'esplicita dichiarazione che il vangelo era da predicare a tutte le genti.

Per la Chiesa orientale ha grande rilievo il battesimo di Cristo, la « festa delle luci », come dice S. Gregorio Nazianzeno, anche come contrapposizione ad una festa pagana del « sol invictus ». In realtà, sia in Oriente come in Occidente l'Epifania ha assunto il carattere di una solennità ideologica, trascendente singoli episodi storici: si celebra la manifestazione di Dio agli uomini nel suo Figlio, cioè la prima fase della redenzione. Cristo si manifesta ai pagani, ai Giudei, agli apostoli: tre momenti successivi della relazione tra Dio e l'uomo. Al pagano è attraverso il mondo visibile che Dio parla: lo splendore del sole, l'armonia degli astri, la luce delle stelle nel firmamento sconfinato (nel cielo i magi hanno scoperto il segno divino) sono portatori di una certa presenza di Dio.

Partendo dalla natura, i pagani possono « compiere le opere della legge », poiché, come diceva S. Paolo agli abitanti di Listri, il «Dio vivente che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano... nelle generazioni passate ha lasciato che ogni popolo seguisse la sua strada; ma non ha cessato di dar prova di sé beneficando, concedendovi dal cielo piogge e stagioni ricche di frutti, fornendovi di cibo e riempiendo di letizia i vostri cuori» (At 14,15-17). Ora «in questi giorni, (Dio) ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito crede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo » (Eb 1,2). 1 molti mediatori della manifestazione della divinità trovano il loro termine nella persona di Gesù di Nazaret, nel quale risplende la gloria di Dio. Perciò noi possiamo oggi esprimere « l'umile, trepidante, ma piena e gaudiosa professione della nostra fede, della nostra speranza, del nostro amore » (Paolo VI).






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