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3 Gennaio - S. Genoveffa Vergine


Il nome e la devozione di S.Genoveffa, che non va confusa con una leggendaria omonima del Brabante, sono molto popolari in Francia e particolarmente a Parigi, di cui è patrona: lo stesso suo nome francese, Geneviève, ha un suono più dolce del corrispondente italiano.

La vita della vergine parigina è narrata nella Vita Genovefae, scritta circa 20 anni dopo la sua morte: questa biografia, ritenuta oggi documento storico attendibile anche se non del tutto genuino, ha il tono modesto di chi scrive per scopi squisitamente edificanti, ma riesce a collocare la santa in una precisa cornice storica.

Nata a Nanterre (nei dintorni di Parigi) intorno al 422, fu consacrata a Dio a sei anni da S. Germano di Auxerre, di passaggio verso l'Inghilterra, dove dilagava l'eresia pelagiana. A 15 anni Genoveffa si consacrò definitivamente a Dio, entrando a far parte di un gruppo di vergini votate a Dio che, pur vestendo un abito che le distingueva dalle altre donne, non vivevano in convento, ma nelle loro case, dedicandosi ad opere di carità e penitenze. Genoveffa faceva molto sul serio: prendeva cibo solo il giovedì e la domenica e dalla sera dell'Epifania al giovedì santo non usciva mai dalla sua cameretta.

Appena trentenne, venne coinvolta nella politica: nel 451 Parigi era sotto la minaccia degli Unni di Attila; i parigini si apprestavano alla fuga, ma Genoveffa li convinse a restare in città, confidando nella protezione del cielo. Così avvenne, ma la santa rischiò il linciaggio da parte dei più pavidi. Respinti i barbari, si profilò lo spauracchio della carestia: Genoveffa allora montò su un battello, risalì la Senna e procurò le granaglie presso i contadini, distribuendole poi generosamente. Una degna ava di S. Giovanna d'Arco! Si avvalse della sua amicizia con i re Childerico e Clodoveo per ottenere la grazia per numerosi prigionieri politici.

Quando morì, intorno al 502, sulla sua tomba venne eretto un modesto oratorio di legno, che fu il primo germe di una celebre abbazia e fu poi trasformato in basilica da Luigi XV. Era particolarmente invocata in occasione di gravi calamità, come la peste, per implorare la pioggia o contro le inondazioni della Senna. 1 giacobini della Rivoluzione francese ne distrussero parzialmente le reliquie e trasformarono la basilica di S. Genoveffa - che prese il nome classico di Pantheon - nel mausoleo dei Francesi illustri. Ma il culto a S. Genoveffa continuò nella vicina chiesa di Saint-Etienne-du-Mont.






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