Il Santo del Calendario Come inserire un font di Google
 

La vita, la leggenda, i miracoli dei Santi festeggiati ogni giorno secondo il Calendario Romano

CALENDARIO DEL MESE DI FEBBRAIO

Per la fede cattolica, "santo" è colui che sull'esempio di Gesù Cristo, animato dall'amore, vive e muore in grazia di Dio; in senso particolare è colui che in vita si è distinto per l'esercizio delle virtù cristiane in forma eroica o per aver dato la vita a causa della fede (i martiri). La Chiesa cattolica, attraverso un atto proprio del magistero del Papa, proclama santo una persona solo in seguito all'esito di un articolato procedimento detto canonizzazione.

13 Febbraio - Ss. Benigno e Valentino Martiri.


Tra i 18 santi col nome di Benigno, il martire commemorato oggi appartiene all'incommensurabile stuolo di vittime dell'ultima cruenta persecuzione anticristiana di Diocleziano e Massimiano, all'inizio del secolo IV. Scarsissime sono le notizie su questo santo, nato e vissuto a Todi e ivi ordinato sacerdote per la sua bontà e rettitudine. Affrontò coraggiosamente la tortura e la morte, e il suo corpo, raccolto da mani pietose, ebbe sepoltura lungo la strada che da Todi conduceva al Vicus Martis, in una località che prese il suo nome e dove più tardi sorse un monastero benedettino.

Nel 1904, le sue reliquie vennero collocate nell'altare maggiore della chiesa di S. Silvestro, racchiuse in una preziosa urna d'argento, datata 1679. Pur non essendo molto diffuso il suo culto, il ricordo di S. Benigno di Todi fu costante, almeno nella chiesa tudertina. Degli altri santi con questo nome, tre furono vescovi (i più celebri sono l'irlandese vescovo di Armagh e il ventesimo vescovo di Milano), sei martiri, sei monaci, un sacerdote scozzese e un eremita.

Il martire, anzi i due martiri di nome Valentino, vissuti entrambi nel secolo III e commemorati il 14 febbraio, hanno dato il nome a una simpatica tradizione, soprattutto nei paesi anglosassoni: poiché nel Medioevo si riteneva che in questo giorno gli uccelli, avvertendo i primi tepori primaverili, cominciassero a nidificare, si disse che la festa di S. Valentino segnava l'annuale risveglio della vita e quindi dell'amore. S. Valentino divenne perciò il patrono dei fidanzati. Ma quale Valentino? Il sacerdote romano che subì il martirio nel 268 o il vescovo di Terni, che ebbe la stessa gloriosa sorte cinque anni dopo?

Il primo viene presentato addirittura come amico dell'imperatore Claudio il Gotico, e da lui stesso interrogato. Le sue limpide risposte fecero breccia nella mente dell'imperatore, che rivolto al pubblico presente esclamò: « Ascoltate la saggia dottrina di quest'uomo! ». Ma venne ugualmente mandato al supplizio, perché nel frattempo era riuscito a convertire lo stesso prefetto Asterio e tutta la sua famiglia.

Il martire fu sepolto lungo la via Flaminia dove sorse una chiesa a lui dedicata. Il secondo Valentino, vescovo di Terni, durante un suo soggiorno a Roma convertì un rinomato filosofo, Cratone, e tre suoi giovani discepoli ateniesi, esponendosi con il suo zelo alla facile delazione dei pagani. Il vescovo venne tradotto in tribunale e condannato alla decapitazione. I tre giovani neoconvertiti ne trasportarono allora il corpo a Terni, dove fu accolto con grandi onori dalla fiorente comunità cristiana.






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