Il Santo del Calendario Come inserire un font di Google
 

La vita, la leggenda, i miracoli dei Santi festeggiati ogni giorno secondo il Calendario Romano

CALENDARIO DEL MESE DI FEBBRAIO

Per la fede cattolica, "santo" è colui che sull'esempio di Gesù Cristo, animato dall'amore, vive e muore in grazia di Dio; in senso particolare è colui che in vita si è distinto per l'esercizio delle virtù cristiane in forma eroica o per aver dato la vita a causa della fede (i martiri). La Chiesa cattolica, attraverso un atto proprio del magistero del Papa, proclama santo una persona solo in seguito all'esito di un articolato procedimento detto canonizzazione.

10 Febbraio - S. Scolastica Vergine.


La vita della sorella di S. Benedetto, l'unica fonte storica sono i capitoli 33 e 34 del secondo libro dei Dialoghi di Gregorio Magno. Le notizie, leggendarie, che si sono aggiunte, arricchiscono ben poco l'immagine semplice e intensa della santa. A S. Gregorio tuttavia non premeva offrirci un cenno biografico completo di S. Scolastica, quanto completare il profilo interiore del padre del monachesimo occidentale. L'anno di nascita dei due santi sembra coincidere: 480. Benedetto e Scolastica erano perciò probabilmente gemelli, e anche se non lo furono anagraficamente, certo lo furono spiritualmente, tanto le loro vite procedettero parallele fino alla morte, avvenuta nello stesso anno, 547, a 40 giorni di distanza.

Scolastica dunque si consacrò a Dio in giovane età e seguì il fratello a Subiaco e a Cassino, dove stabilì il suo monastero a Piumarola, ai piedi del monte, quasi volesse arrestarsi umilmente sulle pendici dell'erta montagna in vetta alla quale il fratello aveva collocato la sua dimora. Ma pur essendo così vicini nello spazio e nell'affetto, Benedetto scendeva per incontrare la sorella solo una volta all'anno. È comprensibile perciò come S. Scolastica desiderasse prolungare il più possibile l'annuale colloquio. Ma S. Benedetto era rigorosamente ossequiente alla regola che gl'imponeva di ritirarsi.

Nell'ultimo colloquio, avvenuto forse il 10 giovedì di quaresima del 547, Dio mostrò tuttavia di gradire più il gesto di affettuosa carità che non la rigorosa fedeltà alla regola. Scolastica infatti pregò invano il fratello, come riferisce S. Gregorio, « acciò che tutta la notte insino a giorno » potessero parlare « della allegrezza della vita celestiale ». Al severo rimprovero di Benedetto, Scolastica congiunse le mani e si raccolse in preghiera. « Più poté presso Dio perché più amò », commenta S. Gregorio Magno. E infatti pochi istanti dopo parvero aprirsi le cateratte del cielo: pioggia e tuoni dissuasero Benedetto dal ritornare subito al monastero, ma ne fece una colpa alla sorella che candidamente replicò: «Ecco io ti pregai e non mi volesti esaudire; pregai lo Signore et hammi esaudita; vattene oggimai se tu puoi e torna a lo monastero ».

Sul luogo del prodigio sorse la cosiddetta « chiesa del colloquio », e in memoria di quell'episodio S. Scolastica viene invocata contro i fulmini e per ottenere la pioggia. Tre giorni dopo quel meraviglioso colloquio, S. Benedetto raccolto in preghiera vide l'anima di Scolastica volare verso il cielo in forma di colomba. Quaranta giorni dopo l'avrebbe seguita per vivere eternamente assieme « l'allegrezza celestiale ».






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