Il Santo del Calendario Come inserire un font di Google
 

La vita, la leggenda, i miracoli dei Santi festeggiati ogni giorno secondo il Calendario Romano

CALENDARIO DEL MESE DI FEBBRAIO

Per la fede cattolica, "santo" è colui che sull'esempio di Gesù Cristo, animato dall'amore, vive e muore in grazia di Dio; in senso particolare è colui che in vita si è distinto per l'esercizio delle virtù cristiane in forma eroica o per aver dato la vita a causa della fede (i martiri). La Chiesa cattolica, attraverso un atto proprio del magistero del Papa, proclama santo una persona solo in seguito all'esito di un articolato procedimento detto canonizzazione.

5 Febbraio - S. Agata Vergine e martire.


Il culto liturgico della santa martire catanese è di antica data: risale almeno al V secolo, quando papa Simmaco le dedicò una basilica sulla via Aurelia (« in fundum lardarium » . Pare sia stato S. Gregorio Magno ad includere, un secolo dopo, il nome della martire nel Canone della Messa. Ma della martire, popolarissima specialmente nell'Italia meridionale e particolarmente nella Sicilia, possediamo ben pochi elementi storici sicuri: tra questi il luogo di nascita, Catania, anche se per molti secoli quest'onore è stato reclamato da Palermo: in entrambe le province, comunque, il nome di Agata è il più ricorrente nella onomastica locale.

Unanimi sono le fonti storiche anche per la data del martirio. Tutte le altre notizie invece ci provengono da fonti storicamente non del tutto attendibili, anche se non prive di intrinseca veridicità, com'è giusto pensare delle tradizioni popolari. Da questi racconti apprendiamo che la giovane martire catanese apparteneva a nobile e ricca famiglia.

Le sue ricchezze, unite alla straordinaria bellezza, finirono per attirare l'attenzione dello stesso console Quinziano, che la chiese in sposa. Ma Agata aveva già promesso la sua vita ad un altro sposo, Cristo. Il console, ben determinato nel suo proposito, non si perse d'animo e ricorse perfino agli uffici di una rinomata mezzana, dal nome significativo di Afrodisia. La donna, munita di tutti i filtri amorosi che la grezza mentalità popolare ritiene efficacissimi prònubi, diede fondo a tutte le sue arti perché Agata s'invaghisse del pretendente. Ma ben presto Afrodisia dovette dichiararsi vinta dalla fede e dalla purezza di quella fanciulla.
Quinziano però non accettò passivamente questa nuova sconfitta.

Dall'amore passò all'odio (il passo è breve!) e cercò di intimorire la ragazza con minacce che non sortirono il loro esito e che egli perciò tradusse presto in atto. Consegnata ai torturatori, Agata ne ricevette crudeli sevizie, raccontate con notevole verismo dalle tradizioni popolari. Quinziano s'accanì a far torturare i seni della fanciulla, che uscì nella celebre esclamazione: « Crudele -tiranno, non ti vergogni di torturare in una donna quello stesso seno dal quale da bambino hai succhiato la vita? ».

Consunta infine dai carboni ardenti per aver resistito alle brame del pretendente, S. Agata è invocata dalla città che le ha dato i natali come protettrice contro la violenza della lava incandescente dell'Etna, il vulcano che, secondo la tradizione, arrestò in maniera prodigiosa le sue eruzioni, un anno dopo il martirio di Agata, avvenuto verso il 250.






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