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4 Dicembre - S. Giovanni Damasceno Sacerdote e dottore della Chiesa.



Giovanni di Damasco (Yahia ibn Sargun ibn Mansur, nato verso la metà del VII secolo da famiglia araba cristiana e morto nel 749) è considerato l'ultimo rappresentante atrologia greca e l'equivalente orientale di S. Isidoro di Siviglia, per le sue opere monumentali come la Fonte della conoscenza. La sua attività letteraria è multiforme: spazia con autorità dalla poesia alla liturgia, dall'eloquenza alla filosofia e all'apologetica. Figlio di un alto funzionario del califfo di Damasco, Giovanni fu compagno di giochi del principe Yazld, che più tardi lo promosse alla stessa carica del padre, che corrisponde in certo modo a quella del ministro delle finanze. In qualità di « Logoteta », fu rappresentante civile della comunità cristiana presso le autorità arabe.

A un certo punto Giovanni lasciò la corte, dimettendosi dall'alta carica, probabilmente per le tendenze anticristiane del califfo. In compagnia del fratello Cosma, futuro vescovo di Maiouma, si ritirò nel monastero di S. Saba presso Gerusalemme, dove, ordinato sacerdote, approfondì la sua formazione teologica, preparandosi all'incarico di predicatore titolare della basilica del S. Sepolcro.

Era il periodo in cui l'imperatore di Bisanzio Leone III Isaurico inaugurava la politica iconoclasta, cioè bandiva tutte le immagini sacre, il cui culto veniva dichiarato un atto di idolatria. L'ottantenne patriarca di Costantinopoli, S. Germano, difese invece il culto tradizionale spiegando la vera natura dell'omaggio reso alle immagini, ma pagò con la destituzione il suo atto di coraggio. Da Gerusalemme, sotto il dominio arabo, si fece udire un'altra voce in favore del culto delle immagini, quella dell'ancora sconosciuto monaco Giovanni di Damasco, che con i suoi Tre discorsi infavore delle sacre immagini si impose immediatamente all'attenzione del mondo cristiano. L'imperatore, non potendo colpire direttamente il monaco, ricorse vilmente alla calunnia, facendo contraffare una lettera di Giovanni, nella quale questi avrebbe ordito una congiura per restituire Gerusalemme all'imperatore bizantino.

In questa disputa teologica, fatta di sottili distinzioni incomprensibili alla mentalità occidentale, Giovanni ebbe modo di mostrare tutta la sua preparazione teologica, posta al servizio non solo del patriarca di Gerusalemme, ma di tutta la Chiesa. Infatti il Il Concilio di Nicea (VII ecumenico), riparando alle ingiurie ricevute dal difensore dell'ortodossia, ne proclamò non solo la scienza ma anche la santità. Leone XIII lo ha dichiarato dottore della Chiesa.






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