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17 Agosto - S. Rocco


La straordinaria diffusione del culto di S. Rocco in Europa, a partire dal secolo XV, è legata alla protezione del santo pellegrino contro il terribile flagello della peste. a evozione popolare verso questo santo, fanno riscontro una incerta cronologia e un profilo biografico corredati di elementi leggendari. Un dato certo pare il luogo di origine: Montpellier, in Francia, e l'epoca, il secolo XIV. Secondo il suo primo biografo, che scrive dopo il 1430, Rocco, rimasto orfano in giovane età, dopo aver distribuito tutti i suoi beni tra i poveri della città, partì in pellegrinaggio verso Roma. Ad Acquapendente si imbatté nel tragico spettacolo di desolazione prodotto dalla peste. Umana prudenza avrebbe consigliato di girare al largo, ma il buon samaritano antepose la carità a ogni altra considerazione, offrendosi volontario all'assistenza degli appestati nel locale lazzaretto, dove operò le prime guarigioni miracolose.

Non riprese la via diritta per Roma, ma andò zigzagando per l'Italia centrale seguendo l'itinerario suggerito non dalle indicazioni stradali, se pur c'erano, ma dalla sua coraggiosa fattiva carità. Dove s'accendeva un focolaio di pestilenza, Rocco vi si dirigeva. Fu così a Cesena e poi a Roma, dove ridiede la salute, tra gli altri, a un cardinale, che poi lo presentò al papa. Anche a Roma i suoi itinerari erano quelli delle opere di misericordia. Risalì quindi la Penisola passando per Rimini, Novara e Piacenza.

A Piacenza fu contagiato dal morbo. Il repugnante bubbone della peste, affìorato a una gamba, gli impedì di proseguire nella sua opera di assistenza ai colpiti dallo stesso male e per non essere di peso a nessuno uscì dalla città, portandosi verso le rive del Po, in un luogo deserto, per morirvi in solitudine. S. Rocco è spesso raffìgurato in abiti da pellegrino con un cane che gli sta accanto nell'atto di porgergli un pane. La raffìgurazione si ispira a questo momento della sua vita, quando, colpito dalla peste e appartatosi in una capanna, sarebbe morto di fame se un cane randagio non gli avesse recato quotidianamente un pane e se dalla terra non fosse sgorgata una prodigiosa sorgente a dissetarlo. Da questo rifugio fu prelevato dal patrizio Gottardo Pallastrelli, che lo ospitò in una casa propria fino a completa guarigione. Lasciata Piacenza, Rocco si diresse al nord, ma presso il Lago Maggiore, ad Angera, fu scambiato per una spia e gettato in prigione a languire per ben cinque anni, finché la morte lo colse negletto e dimenticato da tutti. Un'altra versione afferma che Rocco sarebbe tornato a morire nella città natale, a Montpellier.


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