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16 Agosto - S. Stefano di Ungheria


Gli Ungheresi, popolo nomade, di sangue ugro-finnicoturco, scacciati dalla loro sede originaria, le steppe del Don, raggiunsero nell'889 l'alto corso del Danubio e scesero in Pannonia, sotto la guida di Arpad, fondatore della dinastia degli Arpadi che governarono l'Ungheria fino al 1301. Essi costituirono un costante pericolo per l'Occidente finché Ottone I non li sconfisse nel 955 presso Augusta, costringendoli a una vita sedentaria. Fu in questo periodo che avvenne l'apertura alla predicazione cristiana. Il duca Geza, avendo sposato una principessa cristiana, permise che il figlio Vaik fosse educato cristianamente. Vaik ricevette il battesimo negli anni dell'adolescenza e prese il nome di Stefano.

Guida e maestro gli fu il santo vescovo di Praga, Adalberto. Ebbe in moglie la pia e intelligente principessa Gisella o Ghìsola, sorella del futuro imperatore Enrico Il di Baviera. Nel 997 Stefano-Vaik aveva ereditato dal padre il governo del popolo magiaro e il suo primo obiettivo fu di riunire le trentanove contee autonome in uno stato politicamente e religiosamente compatto. Inviò a Roma il suo più valido collaboratore, il monaco ungherese S. Astric, che il papa Silvestro Il consacrò vescovo conferendogli l'incarico di consacrare altri vescovi ungheresi. Gli affidò pure la corona con la quale Stefano, nel giorno di Natale dell'anno 1000, venne incoronato re di Ungheria, col titolo di « Re apostolico ».

Stefano si dimostrò degno dell'appellativo: egli intraprese l'evangelizzazione del popolo magiaro con l'aiuto degli operosi benedettini di Cluny, dei quali favorì l'insediamento in tutto il territorio con la fondazione e la dotazione di vari monasteri, il più celebre dei quali, quello di S. Martino di Pannonhalma, divenne un grande centro di attività missionarie. Divise il regno in dieci diocesi e in trentanove diaconie, corrispondenti alle 39 contee. Fu un monarca saggio e coraggioso, e anche diplomatico. Pur mantenendo buone relazioni col vicino imperatore di Bisanzio, mirò a consolidare i legami con la promettente comunità occidentale.

Gli ultimi anni del suo regno, durato dal 997 al 1038, furono amareggiati dalla prematura morte dell'erede, S. Emerico, e dalle lotte per la successione. Alla sua morte, la regina Gisella abbandonò la reggia e si rinchiuse nel monastero benedettino di Passau. Stefano fu incluso nell'albo dei santi nel 1083. Dal 1631 la sua festa, estesa a tutta la Chiesa, fu celebrata il 20 agosto, quindi il 2 settembre. Col nuovo calendario la memoria del santo viene fissata al giorno più vicino al 15 agosto, anniversario della sua morte.


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