

Crocefisso di
San Damiano in Argento

Foderina per la
Liturgia
delle Ore in 4
volumi
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La perla di gran prezzo
Spogliato di ogni conoscenza, incapace di ogni
buon pensiero e di ogni buona azione, senza
memoria per il passato e senza volontà per
lavvenire, inutile come un vecchio straccio,
insensibile come i sassi della strada,
sbriciolandoti come un fungo tarlato nei boschi,
votato alla morte come un pesce arenato sulla
spiaggia, versando lacrime sulla tua miserabile
condizione, andrai a pregare davanti
allOnnipotente, tuo Giudice e tuo Creatore,
tuo Salvatore e tuo Maestro, Spirito di Verità e
Dispensatore di vita; e come il figlio prodigo,
balbetterai, dalle profondità della tua
impotenza: «Padre, ho peccato contro il cielo e
contro di Te, non sono degno di essere chiamato
tuo figlio» (Lc 15,21); «Signore Gesù Cristo,
Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore».
Tu conosci la tua impotenza e giaci davanti
allOnnipotente come un granello di polvere;
ma, dal seno della tua miseria, senti crescere in
te lamore per gli altri uomini, perché
essi sono stati creati dal Signore e ricevono la
sua luce. Lui, la cui essenza è insondabile, ha
cura di loro. E questo basta perché tu sia
pronto a sacrificare tutto per loro.
E allora avviene una strana cosa: più tu
discendi nelle profondità del tuo cuore, più ti
innalzi al di sopra di te stesso. Le condizioni
esterne della tua vita rimangono identiche: tu
rigoverni le stoviglie, accudisci ai tuoi bambini,
vai al tuo lavoro, riscuoti il salario e paghi le
imposte. Fai come tutti nel settore della tua
vita esteriore, poiché non puoi abbandonano. Ma
vi sei con la metà di te stesso. Hai abbandonato
una cosa per ottenerne unaltra.
«Se ho Te, che altro posso desiderare sulla
terra?» (cf. Sai 73,25). Niente, risponde s.
Giovanni Climaco, se non di pregare senza
interruzione e di attaccarmi a Te nel silenzio.
Gli altri sono schiavi delle ricchezze, degli
onori, o del desiderio di acquistare dei beni
materiali; il mio soio desiderio è di aderire a
Dio.
La preghiera, con tutto ciò che essa implica di
rinuncia a se stesso, è diventata la tua sola
ragione di vivere, la parte più reale della tua
esistenza. Camminare con Dio (cf. Gen 6,9) ~
ormai la sola cosa che abbia valore per te, di
fronte a tutti gli eventi del cielo e della terra.
Per colui che porta il Cristo in se stesso, non
cè più né morte, né malattia, né
disperazione quaggiù. Egli è già entrato nella
vita eterna, e vede tutte le cose in questa luce.
Di giorno e di notte, il seme celeste germoglia e
cresce nel tuo cuore, senza che tu sappia come.
La terra del tuo cuore produce spontaneamente,
prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno
nella spiga (Mc 4,27-28).
I santi parlano di ciò che essi chiamano la luce
senza tramonto. È una luce che brilla non per
gli occhi esteriori, ma nel cuore di colui che
non cessa di camminare in purità e innocenza.
Essa fa indietreggiare immediatamente le tenebre,
e ci incammina invincibilmente verso il pieno
meriggio. La sua caratteristica è di essere
sempre più pura. È la luce delleternità,
che non conosce il vespro, e già brilla
attraverso il velo del tempo e della materia. I
santi, daltra parte, non dicono mai che
questa luce sia stata loro donata; soltanto
assicurano che è concessa solo a coloro che
hanno purificato il proprio cuore per amore del
Signore, sulla via stretta che hanno
deliberatamente scelta.
La via stretta non finisce mai: è una via eterna
(Sai 139,24). Ogni passo che vi si fa è un
inizio. Là, il presente include il futuro, il
giorno del giudizio; il presente include il
passato, la creazione. Poiché il Cristo è
dovunque presente senza essere legato dal tempo,
contemporaneamente agli inferi e nel cielo.
Quando giunge Colui che è lUno, ogni
molteplicità scompare, anche nel tempo e nello
spazio. Tutto si unifica e diventa simultaneo,
nelle profondità del tuo cuore. Tu hai allora
trovato quello che cercavi: la profondità,
laltezza e la larghezza della croce; il
Salvatore e la salvezza.
Così, dunque, se vuoi salvare lanima tua e
guadagnare la vita eterna, comincia sempre di
nuovo a scuotere il torpore, a fare il segno
della croce e a dire: «Concedimi, Signore, di
incominciare bene, nel nome del Padre e del
Figlio e dello Spirito Santo. Amen».
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