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La perla di gran prezzo
Spogliato di ogni conoscenza, incapace di ogni buon
pensiero e di ogni buona azione, senza memoria per il
passato e senza volontà per lavvenire, inutile
come un vecchio straccio, insensibile come i sassi della
strada, sbriciolandoti come un fungo tarlato nei boschi,
votato alla morte come un pesce arenato sulla spiaggia,
versando lacrime sulla tua miserabile condizione, andrai
a pregare davanti allOnnipotente, tuo Giudice e tuo
Creatore, tuo Salvatore e tuo Maestro, Spirito di Verità
e Dispensatore di vita; e come il figlio prodigo,
balbetterai, dalle profondità della tua impotenza:
«Padre, ho peccato contro il cielo e contro di Te, non
sono degno di essere chiamato tuo figlio» (Lc 15,21);
«Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me,
peccatore».
Tu conosci la tua impotenza e giaci davanti
allOnnipotente come un granello di polvere; ma, dal
seno della tua miseria, senti crescere in te lamore
per gli altri uomini, perché essi sono stati creati dal
Signore e ricevono la sua luce. Lui, la cui essenza è
insondabile, ha cura di loro. E questo basta perché tu
sia pronto a sacrificare tutto per loro.
E allora avviene una strana cosa: più tu discendi nelle
profondità del tuo cuore, più ti innalzi al di sopra di
te stesso. Le condizioni esterne della tua vita rimangono
identiche: tu rigoverni le stoviglie, accudisci ai tuoi
bambini, vai al tuo lavoro, riscuoti il salario e paghi
le imposte. Fai come tutti nel settore della tua vita
esteriore, poiché non puoi abbandonano. Ma vi sei con la
metà di te stesso. Hai abbandonato una cosa per
ottenerne unaltra.
«Se ho Te, che altro posso desiderare sulla terra?» (cf.
Sai 73,25). Niente, risponde s. Giovanni Climaco, se non
di pregare senza interruzione e di attaccarmi a Te nel
silenzio. Gli altri sono schiavi delle ricchezze, degli
onori, o del desiderio di acquistare dei beni materiali;
il mio soio desiderio è di aderire a Dio.
La preghiera, con tutto ciò che essa implica di rinuncia
a se stesso, è diventata la tua sola ragione di vivere,
la parte più reale della tua esistenza. Camminare con
Dio (cf. Gen 6,9) ~ ormai la sola cosa che abbia valore
per te, di fronte a tutti gli eventi del cielo e della
terra. Per colui che porta il Cristo in se stesso, non
cè più né morte, né malattia, né disperazione
quaggiù. Egli è già entrato nella vita eterna, e vede
tutte le cose in questa luce.
Di giorno e di notte, il seme celeste germoglia e cresce
nel tuo cuore, senza che tu sappia come. La terra del tuo
cuore produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la
spiga, poi il chicco pieno nella spiga (Mc 4,27-28).
I santi parlano di ciò che essi chiamano la luce senza
tramonto. È una luce che brilla non per gli occhi
esteriori, ma nel cuore di colui che non cessa di
camminare in purità e innocenza. Essa fa indietreggiare
immediatamente le tenebre, e ci incammina invincibilmente
verso il pieno meriggio. La sua caratteristica è di
essere sempre più pura. È la luce delleternità,
che non conosce il vespro, e già brilla attraverso il
velo del tempo e della materia. I santi, daltra
parte, non dicono mai che questa luce sia stata loro
donata; soltanto assicurano che è concessa solo a coloro
che hanno purificato il proprio cuore per amore del
Signore, sulla via stretta che hanno deliberatamente
scelta.
La via stretta non finisce mai: è una via eterna (Sai
139,24). Ogni passo che vi si fa è un inizio. Là, il
presente include il futuro, il giorno del giudizio; il
presente include il passato, la creazione. Poiché il
Cristo è dovunque presente senza essere legato dal tempo,
contemporaneamente agli inferi e nel cielo. Quando giunge
Colui che è lUno, ogni molteplicità scompare,
anche nel tempo e nello spazio. Tutto si unifica e
diventa simultaneo, nelle profondità del tuo cuore. Tu
hai allora trovato quello che cercavi: la profondità,
laltezza e la larghezza della croce; il Salvatore e
la salvezza.
Così, dunque, se vuoi salvare lanima tua e
guadagnare la vita eterna, comincia sempre di nuovo a
scuotere il torpore, a fare il segno della croce e a dire:
«Concedimi, Signore, di incominciare bene, nel nome del
Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen».
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