

Crocefisso di
San Damiano in Argento

Foderina per la
Liturgia
delle Ore in 4
volumi
|
La preghiera di Gesù
LAbate Isaia ha detto che la preghiera di
Gesù è uno specchio per lo spirito e una
lampada per la coscienza. Fu pure rassomigliata
ad una voce tranquilla che risuona continuamente
in una casa: qualsiasi ladro che cercasse di
introdurvisi, fuggirebbe tosto accorgendosi che
qualcuno è sveglio. La casa è il cuore; i ladri,
sono le suggestioni cattive. La preghiera è la
voce di colui che monta di guardia. Ma questa
sentinella non è più lio, è il Cristo.
Lattività spirituale incarna il Cristo
nellanima nostra. Essa implica un continuo
ricordo di Dio: esso rimane nascosto in te,
nellanima tua, nel tuo cuore, nella tua
coscienza. «Io dormo, ma il mio cuore veglia» (Ct
5,2). Anche se dormo, o se devo occuparmi di
altre cose, il mio cuore rimane fisso nella
preghiera, vale a dire nella Vita eterna, nel
Regno dei cieli, nel Cristo. Le radici del mio
essere sono fermamente piantate nel loro terreno
nutritivo.
Il mezzo per giungere a questa preghiera è
linvocazione: «Signore Gesù Cristo,
Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore».
Ripetila ad alta voce, o solo mentalmente,
tranquillamente, lentamente, ma con attenzione,
con il cuore il più possibile libero da tutto
ciò che non le si accorda. Non soltanto le
preoccupazioni terrene sono inconciliabili con
essa, ma anche ogni preoccupazione o qualsiasi
speranza di recepire una risposta, una qualsiasi
visione interiore, il sentimento di una qualche
esperienza, i sogni romantici, le domande curiose
e il gioco dellimmaginazione. La
semplicità è una condizione indispensabile,
come lumiltà, la sobrietà del corpo e
dello spirito, e in genere tutto ciò che implica
il combattimento invisibile.
In particolare, i principianti devono stare in
guardia contro tutto ciò che rassomiglia alla
più leggera tendenza al misticismo. La preghiera
di Gesù è unattività, uno sforzo pratico
e un mezzo che ti dà la possibilità di recepire
e di adoperare quella forza che si chiama la
grazia di Dio la quale, nei battezzati, è
sempre presente, sebbene nascosta per
portare frutto. La preghiera fa fruttificare
questa forza nellanima nostra; essa non ha
altro scopo. un martello che spezza la corazza.
Il martello è duro, e i suoi colpi fanno male.
Abbandona ogni idea di dolcezze, di rapimenti, di
voci celesti: non cè che un cammino che
conduca al Regno di Dio, ed è la via della croce.
Essere sospeso, crocifisso, ad un albero è un
orribile supplizio. Non aspettarti altro.
Hai crocifisso il tuo corpo inchiodandolo
strettamente ad un genere di vita semplice e
uniforme, imponendoti una stretta disciplina. La
tua attività mentale e la tua immaginazione
devono essere anchesse strettamente
controllate. Inchiodale bene con le parole della
preghiera, la Sacra Scrittura, la lettura dei
salmi e delle opere dei santi Padri, in cui tutte
queste cose sono prescritte. Non permettere alla
tua immaginazione di svolazzare qua e là, a suo
gradimento. Le idee entusiasmanti, di solito, non
sono che delle fughe sterili nel mondo delle
illusioni. Appena il tuo pensiero non è più
utilmente occupato dal lavoro, riconducilo alla
preghiera.
Veglia perché limmaginazione e il pensiero
ti obbediscano così docilmente come un cane bene
ammaestrato. Tu non gli permetti di saltellarti
intorno uggiolando, di rovistare nella spazzatura
e di rotolarsi nelle pozzanghere. Nello stesso
modo, devi essere sempre in grado di richiamare a
te i tuoi pensieri e la tua immaginazione, e devi
farlo innumerevoli volte, ad ogni istante. Se non
lo fai, dice s. Antonio, assomigli ad un cavallo
che porta, ininterrottamente, un cavaliere dopo
laltro, e, infine, crolla, spossato e
coperto di bava.
Se batti troppo forte sul guscio di una noce,
rischi di schiacciare anche il gheriglio. Bisogna
procedere con precauzione. Non passare di colpo
alla preghiera di Gesù. Non avere fretta di
incominciare ad usarla. E, anche in seguito,
continua a dire le altre tue preghiere. Non
essere troppo ansioso. Non credere di potere, da
te stesso, dire con attenzione un solo «Signore,
pietà». La tua preghiera sarà necessariamente
intermittente. Tu rimani uomo: solo «gli angeli
nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio
che è nei cieli» (Mt i8,io). Tu, al contrario,
hai un corpo terrestre, che reclama ciò di cui
ha bisogno. Non credere di perdere tutto se,
allinizio, ti succede di dimenticare di
pregare, per parecchie ore, o persino per tutto
un giorno o più. Prendi la cosa naturalmente e
semplicemente: sei un marinaio inesperto che si
è così ansiosamente occupato daltro, da
dimenticare di far attenzione al vento. Così,
non aspettarti niente da te medesimo. Ma non
contare nemmeno sugli altri.
La concentrazione è una cosa, la distrazione
unaltra. La preghiera renderà il tuo
pensiero vivo e chiaro. Allora le cose saranno
nellordine. Le persone che pregano vedono
tutto ciò che le circonda, notano e osservano
ogni cosa, ma la perspicacia di questo sguardo
viene dalla preghiera, che riversa su tutto la
sua luce penetrante.
Il nostro spirito è attivo quando la purezza
regna dentro di noi. Finché noi cerchiamo di
estendere questo regno del distacco nel nostro
cuore, il nostro essere spirituale continua a
crescere.
La preghiera produce la calma interiore, una
tranquilla distensione nella tristezza,
lamore, la riconoscenza, lumiltà. Al
contrario, se ti trovi teso e agitato, in uno
stato di esaltazione o di scoraggiamento, se
provi abbattimento o amarezza, o un eccessivo
bisogno di azione, se sei immerso in un
sentimento di estasi o in una ebbrezza di sensi
analoga a ciò che si prova ascoltando della
musica, se sperimenti unimpressione di
perfetta soddisfazione, o di euforia che ti rende
«contento di te stesso e del mondo intero», sei
sulla cattiva strada. Hai fondato troppo il tuo
edificio su te stesso. Suona la ritirata e
ritorna al biasimo di te stesso, che deve sempre
essere il punto di partenza di ogni vera
preghiera.
Langelo di luce arreca sempre la pace,
quella pace che i demoni delle tenebre vogliono
turbare ad ogni costo. È da questo, dicono i
santi Padri, che si può riconoscere le potenze
cattive e discernerle dalle buone.
|