

Crocefisso di
San Damiano in Argento

Foderina per la
Liturgia
delle Ore in 4
volumi
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I momenti di oscurità
Il cielo è ora nuvoloso, ora limpido, ora di
nuovo piovoso. Così la natura umana. Bisogna
sempre aspettarsi che, di tanto in tanto, le nubi
coprano il sole. I santi stessi hanno conosciuto
ore, giorni e settimane di oscurità. Allora
dicevano che «Dio li aveva abbandonati», per
indurli a prendere veramente coscienza della
radicale povertà loro propria quando sono
lasciati a se stessi e privati del suo sostegno.
Questi momenti di oscurità, in cui tutto sembra
privo di senso, assurdo e vano, in cui si è
assillati dal dubbio e dalle tentazioni, sono
inevitabili. Ma possono anche essere utilmente
sfruttati.
Il mezzo migliore per non lasciarci abbattere in
quei giorni oscuri è di seguire lesempio
di s. Maria lEgiziana. Per quarantotto anni
dimorò nel deserto al di là del Giordano;
quando le tentazioni si abbattevano su di lei e
il ricordo della sua vita peccatrice ad
Alessandria la sollecitava a rinunciare al suo
volontario soggiorno nel deserto, si gettava per
terra invocando laiuto di Dio, e non si
rialzava se non quando il suo cuore era diventato
umile.
I primi anni furono faticosi. Ella dovette spesso
rimanere in questo stato lunghi giorni. Ma alla
fine di diciassette anni venne il tempo del
riposo.
In questi periodi, resta calmo. Non lasciarti
persuadere a gettarti di nuovo nella vita sociale
né a cercare un diversivo. Non impietosirti su
te stesso, non cercare altro conforto fuorché
quello di gridare al Signore: «Vieni a salvarmi,
o Dio; vieni presto, Signore, in mio aiuto» (Sai
70,1); «sono prigioniero senza scampo» (Sai 88,9),
e altri simili appelli. Da nessunaltra
parte puoi aspettarti un vero soccorso. Non
perdere tutto il profitto andando in cerca di un
conforto aleatorio. Tirati le coperte fin sopra
il capo; è adesso che la tua pazienza e la tua
costanza sono messe alla prova. Se sopporti
questa prova, ringrazia Dio che te ne ha dato la
forza.
Se soccombi, rialzati con prontezza, domanda
perdono, e di: «Non ho che quello che mi
merito!», poiché la stessa caduta è stata la
tua punizione. Hai contato troppo su te stesso e
ora hai visto dove questo conduce. Ne hai fatto
lesperienza: non dimenticarti di rendere
grazie.
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